Lo Stadio Luigi Ferraris è ormai da anni un tema centrale per la città di Genova e oggi, con una comunicazione veicolata dal sito del Comune, si è fatto sapere che la Conferenza dei servizi ha avuto esito positivo giudicando lo stadio di “rilevante valore strategico per la Città di Genova sotto il profilo sportivo, urbanistico, economico, sociale e culturale“.
Il punto principale, come si legge, è che “l’intervento è finalizzato al recupero e all’ammodernamento del principale impianto sportivo della Liguria, infrastruttura di interesse pubblico destinata a svolgere funzioni permanenti a favore dell’intera collettività cittadina e in grado di superare definitivamente le attuali criticità strutturali e funzionali dello stadio“.
IL COMUNICATO DEL COMUNE DI GENOVA | L’adeguamento strutturale, sismico e funzionale consentirà di migliorare sensibilmente le condizioni di sicurezza e accessibilità dell’impianto, raggiungendo gli standard UEFA di Categoria 4. Questo requisito risulta determinante per accogliere competizioni sportive di alto livello e per concorrere al perseguimento dell’interesse pubblico legato alla candidatura di Genova quale città ospitante dei Campionati Europei di calcio UEFA Euro 2032, rafforzando più in generale la vocazione della città ad attrarre eventi di rilevanza nazionale e internazionale e favorendo la piena integrazione dell’infrastruttura con il contesto urbano e territoriale.
La valorizzazione di Villa Musso-Piantelli e l’impatto sul quartiere. Il progetto integra la riqualificazione e la rifunzionalizzazione di Villa Musso-Piantelli e delle relative aree esterne mediante l’insediamento di attività culturali, educative, museali, ricreative e di interesse generale. Tale intervento consentirà di incrementare la fruizione pubblica del compendio immobiliare durante l’intero arco dell’anno, superando l’utilizzo limitato ai soli giorni delle manifestazioni sportive. L’iniziativa genererà significativi effetti positivi in termini di rigenerazione urbana per il quartiere di Marassi, sviluppo economico locale, incremento occupazionale, maggiore attrattività turistica e sostegno alle attività produttive, commerciali e di servizio direttamente o indirettamente connesse alla presenza dello stadio.
Il modello economico, la sostenibilità e il beneficio patrimoniale. L’intervento comporta un investimento privato stimato in circa 100 milioni di euro, regolato da una bozza di convenzione con l’Amministrazione che disciplinerà la durata e le condizioni contrattuali. Il modello prevede la concessione del diritto di superficie per un periodo massimo di 90 anni, salvo eventuale migliore offerta in sede di gara. L’operazione produce un rilevante beneficio patrimoniale per il Comune: tutte le opere di riqualificazione, ammodernamento e adeguamento dell’impianto e dei manufatti connessi entreranno a far parte del patrimonio pubblico al termine del rapporto concessorio, secondo le modalità previste dalla convenzione e dalla legge.
Sotto il profilo ambientale e collettivo, il progetto rispetta i Criteri Ambientali Minimi (CAM), integra interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per l’efficientamento energetico e assicura che aree di rilievo demaniale come il parcheggio “P1” (il principale piazzale adibito a parcheggio situato nelle immediate adiacenze dell’impianto, lungo il versante del torrente Bisagno, nell’area di piazzale Marassi-piazzale Atleti Azzurri d’Italia e spazi limitrofi) mantengano una funzione pubblica compatibile con la natura dei luoghi.
LE PAROLE DELLA SINDACA SALIS | “La delibera approvata dalla giunta segna un passaggio decisivo e concreto nel percorso avviato per dotare Genova di uno stadio all’altezza delle grandi capitali europee e pienamente conforme agli standard UEFA di Categoria 4, requisito indispensabile per sostenere la nostra candidatura a Euro 2032. Oggi disponiamo di un Progetto di fattibilità tecnico-economica completo sotto il profilo tecnico, ambientale e idraulico, che integra in modo armonico lo sport con il tessuto urbano.
Abbiamo mantenuto con coerenza i nostri capisaldi. Lo stadio Luigi Ferraris non sarà venduto ai privati e la sua riqualificazione non comporterà investimenti finanziari diretti a carico delle casse comunali. Non sarà uno spazio vissuto solo una volta alla settimana per il calcio, ma un motore di rigenerazione quotidiana per il quartiere di Marassi, arricchito dal recupero funzionale di Villa Musso-Piantelli per attività culturali, museali e ricreative.
La strada della concessione del diritto di superficie a lungo termine garantisce stabilità agli investitori privati, che metteranno in campo circa 100 milioni di euro, mentre il Comune, a fronte della gratuità del canone per i primi cinquant’anni, si assicurerà la disponibilità gratuita dell’infrastruttura per eventi di interesse pubblico e cittadino per almeno venti giorni all’anno. Ora la parola passerà al Consiglio Comunale per gli adempimenti patrimoniali e, subito dopo, si procederà all’indizione della gara pubblica con la massima trasparenza che abbiamo voluto dare a questo percorso fin da quando ci siamo insediati“.
I CAPITOLI PRECEDENTI | Dopo questo preambolo che mette nero su bianco quanto scrive direttamente l’Amministrazione comunale, va tenuto in considerazione che lo slittamento in avanti dei tempi di intervento sul Ferraris prosegue. Lo scorso 20 settembre 2025, nella cornice del Salone Nautico, venne segnalata una data indicativa per l’avvio dei lavori nella seconda metà del 2026.
Di fatto, in questa seconda metà ci siamo già da alcune settimane, con in mezzo le date del 18 luglio 2025, con l’incontro a Tursi tra Genoa, Sampdoria, FIGC e UEFA (clicca QUI per saperne di più) e quella del 18 giugno 2026, undici mesi dopo, data che risulta essere quella in cui il Ferraris, a Roma, è stato presentato come uno degli stadi candidati all’Europeo 2032 che si giocherà tra Italia e Turchia.
Fino ad oggi, gli unici lavori tangibili – che abbiamo anche documentato con varie foto – sono stati un’aggiunta di circa 500 posti in più nelle tribune, 200 in più nelle gradinate e nuove aree hospitality per vivere esperienze differenti allo stadio. Si parla di un incremento di 871 posti a fronte di lavori iniziati a metà settembre 2025. Ricordiamo, infine, che fu il Genoa a presentare al Comune di Genova, nell’ottobre 2024, il progetto al quale ci si rifarà per il restyling dello stadio Luigi Ferraris (clicca QUI per saperne di più nel nostro approfondimento).
Nel mezzo, sotto la precedente amministrazione Bucci-Piciocchi, ci sono stati un cambio di azionista di maggioranza in casa rossoblù, da A-Cap a Dan Sucu, e un piano lavori che non è ancora ufficiale nella sua road map. A gennaio 2025, con CDS Holding come soggetto terzo, era stato ipotizzato un triennio di interventi in modo tale da finire i lavori entro il 2029, con tre anni di anticipo rispetto all’Europeo 2032.
Per capire davvero quali saranno le tempistiche – già smentito in sede di rinnovo di campagna abbonamenti rossoblù che i lavori di restyling possano impattare su questa stagione – bisognerà invece attendere che gli adempimenti patrimoniali siano approvati dal Consiglio Comunale e, successivamente, che venga indetta una gara pubblica. C’è ancora strada da fare.
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