Ci sono storie che sono senza tempo. Hanno una loro data, il 20 marzo 2026. Hanno una loro collocazione sulla linea del tempo, ma in qualunque momento vengano raccontate assumono un peso diverso. Quella del giovanissimo tifoso rossoblù Tobia è una di quelle. E ce ne scuserà Tobia se Genoa-Udinese è – solo per noi forse – già un lontano ricordo. Per lui, letteralmente “battezzato” al tifo rossoblù e arrivato dal Conero per assistere alla partita contro la formazione friulana, quella partita sarà per sempre “il Ricordo” o “la Partita”. Quelli con la lettera maiuscola.
Nelle ore precedenti la gara, assieme al papà Daniele, Tobia ha raggiunto Genova. In treno, col finestrino che gli ha presto restituito la visione del Mar Ligure e il tempo che si assottigliava tra il viaggio e la partita, avrà immaginato cosa significhi tifare per una squadra di calcio, tifarla dal vivo, legarsi a questa squadra per sempre. Presto imparerà tutti gli sbalzi d’umore che ciò comporta (e comporterà), ma per adesso il sapore è quello di sognare assieme a chi scende in campo, col vicino di posto allo stadio, con la famiglia, con chi condividerà gioie e sofferenze sportive. Sarà un crescendo. Un bel crescendo. Col Genoa è così da 132 anni, quasi 133.
Una volta a Genova, dopo una cena da Romoli assieme ad altri iscritti del Genoa Club “Grifoni del Conero” (club che raduna lontano dalla Liguria un sodalizio assai nutrito di supporter del Grifone che arrivano non solo da Ancona, ma anche da Sinigaglia, Macerata, Osimo e molte altre località delle Marche), ecco la prima volta di Tobia al Ferraris. La prima volta, per Tobia, di varcare le porte dello stadio rossoblù. Un messaggio bellissimo in un momento in cui il calcio, in Italia, è spesso in mano al marketing forsennato, agli addii alla tradizione più pura di un club e alla mancanza di valori veri, forti, da tradurre in campo, in linea con le aspettative del tifo.
Ma questa storia ci racconta anche che spesso le parole possono essere seguite dai fatti. Le promesse di una partita al Ferraris, anche. Anche se si vive lontani da Genova centinaia di chilometri, in una regione come le Marche che, grazie al lavoro del Genoa Club “Grifoni del Conero”, nato nel 2022, vede crescere i propri affiliati.
Questa storia, quella del giovanissimo Tobia, ribadisce ancora una volta come il calcio sia dei tifosi e come il Genoa sia di chi lo sostiene, di chi lo ha sostenuto e di chi lo sosterrà. Di chi se n’è innamorato tanti anni fa, da molto vicino o da un po’ più lontano, ma di chi gli ha mandato una chiara, pulita, limpida dichiarazione d’amore.
Qui di seguito, oltre ad alcune foto del viaggio di Tobia, alleghiamo il simpatico testo del rito del “battesimo rossoblù” che il papà Daniele e chi lo ha accompagnato nel viaggio verso Genova hanno letto a Tobia una volta entrato al Ferraris. Un’altra immagine tanto simpatica quanto simbolica di cosa significhi “Genoa: una Fede, un Mito, un Amore infinito“.
IL MESSAGGIO DEL “BATTESIMO ROSSOBLÙ”
“Il Sacerdote del Grifone:
“Fratelli di fede calcistica, popolo rossoblù, siamo qui riuniti nel cuore pulsante di Genoa, all’ombra delle torri del Luigi Ferraris. Oggi non è una serata qualunque: oggi il giovane Tobia varca la soglia del Tempio per ricevere l’investitura che cambierà il suo destino per sempre.”
(Il Sacerdote poggia una mano sulla spalla di Tobia)
“Tobia, sei pronto a legare il tuo cuore al Grifone, la squadra più antica d’Italia? Sei pronto a gioire sotto la pioggia e a cantare nel vento? Ricorda bene queste parole, che sono il dogma del vero genoano: noi non abbiamo scelto la gloria facile, noi abbiamo scelto l’appartenenza.
Per questo, davanti a questo prato verde e a questi spalti, ti facciamo la promessa più grande: ti amerei anche se vincessi, perché il nostro amore va oltre il risultato, oltre la logica e oltre il tempo.”
Il Sacerdote alza il calice (o la bottiglietta):
“E ora, che il rito si compia. Tobia, bevi questi sorsi di Acqua Pura del Ferraris. Che essa ti dia la forza dei vecchi lupi di mare e la pazienza infinita che solo un tifoso del Genoa possiede.”
(Tobia beve i sorsi d’acqua)
“Per il potere conferitomi dalla Storia, dai vicoli di questa città e dal leggendario spirito rossoblù, io ti battezzo Tifoso del Genoa. Da oggi, questa è la tua casa. Benvenuto in famiglia, Tobia!“
Il rossoblu arriva nelle Marche: nasce il Genoa Club Grifoni del Conero













