Lorenzo Colombo è probabilmente l’attaccante italiano più in forma del campionato di Serie A negli ultimi due mesi, secondo solo ad Orsolini nella classifica marcatori tra i marcatori nostrani. Sicuramente c’è un Colombo prima di Sassuolo-Genoa e un Colombo dopo la sfida del Mapei.
Lo dicono i numeri, come le cinque reti nelle ultime dieci partite. Un dato che superficialmente farebbe parlare di un gol ogni due partite, ma che in realtà racconta di un Colombo che va in rete ogni 128′ e non ogni 180′. Questo perché, negli ultimi due mesi, non sono mancate le partite dove mister De Rossi ha scelto di affidarsi ad Ekuban dall’inizio (contro Atalanta e Roma).
C’è anche il capitolo dell’indice di conversione dei tiri in porta in gol. Colombo, su 16 conclusioni totali nello specchio da inizio anno, ne ha tradotte 5 in gol. Una percentuale di poco superiore al 31%. Lo stesso dato di Leao, che gli fa compagnia al settimo posto della classifica sui tiri nello specchio di Kickest. Non va poi dimenticato che, in stagione, ha servito due assist.
Soffermandosi sulle cinque reti segnate da Genoa-Fiorentina in avanti, sono la fotografia di un repertorio che l’attaccante ha nelle sue corde, ma che può essere ancora implementato e accresciuto. Troviamo la “fagiolata” col mancino contro la formazione viola; il controllo di destro e tiro contro il Verona; la potente conclusione da fuori, di sinistro, col Pisa; il tap-in col destro in casa del Milan; l’attacco alla profondità con conclusione mancina a battere Caprile nell’ultima gara col Cagliari.
Evidente come il cambio di modulo improntato da Murgita e Criscito e portato avanti da De Rossi abbia dato una sensibile sterzata alla stagione di Colombo. “I dati dicono che io e Vitinha ci aiutiamo di più, siamo più vicini. Giochiamo anche di più l’uno per l’altro e abbiamo anche i centrocampisti un po’ più vicini, pronti a servirci” ha raccontato Colombo nelle ultime ore.
L’avvicinamento di Vitinha, il ritorno a due punte, i movimenti in profondità fatti coi tempi giusti, la caparbietà di lasciarsi alle spalle errori pesanti che avrebbero steso, sportivamente parlando, un toro. Sono tutti fattori chiave che hanno restituito al Grifone, prima ancora che a Colombo, una rinnovata consapevolezza e il riconoscimento di terzo migliore attacco della Serie A dalla decima giornata ad oggi dopo Inter (19 gol) e Juventus (18 gol).
“Lorenzo ce lo teniamo stretto, ma penso che abbia la potenzialità per fare parte della Nazionale nel futuro – ha dichiarato De Rossi nella conferenza a due giorni dalla gara di Parma – Non so quanti esperimenti andrà a fare adesso Rino da qua alla prossima partita che è decisiva, quindi potrebbe trovare difficoltà ad entrare in queste rotazioni, ma se continuerà così penso che tutti quanti la domanda se la faranno, il dubbio in testa lo metterà a tutti quanti. La Nazionale non finisce a marzo, non finisce con questo Mondiale, è ciclica, si continua. Lui è un ragazzo giovane, sentiamo il suo nome da una vita, ma alla fine ha solo 23 anni, quindi sicuramente ci sarà spazio per lui con quella maglietta azzurra addosso. Soprattutto se continuerà così perché le potenzialità le ha”.
Interesse della Nazionale a parte, il focus per Colombo deve restare il Genoa. Un Genoa da cui vorrebbe essere riscattato (“sarei molto contento perché mi sto trovando benissimo. Mi piacciono la città, il centro sportivo, lo staff, mi piace tutto della società, sono innamorato dello stadio. Voglio assolutamente che succeda“) e che ha concordato col Milan tre clausole per l’obbligo di riscatto intorno a 10 milioni di euro: 5 gol segnati (già raggiunti), 22 presenze (già raggiunte tra Serie A e Coppa Italia) e la salvezza.
Colombo, infatti, col Genoa e sotto la guida De Rossi può – e deve – ancora migliorarsi. Ci sono alcune statistiche, fornite da Kickest, che la dicono lunga sui margini di miglioramento. Ad esempio il sesto posto nella classifica dei giocatori che hanno fallito più chance di andare in gol (7), al pari di McKennie e Piccoli. Una classifica che, per dare la cifra, è guidata da Kean con 15 chance sprecate. Dietro Lautaro Martinez (14), Orban (11), Pio Esposito (9) e David (8).
De Rossi non ha risparmiato critiche alla sua squadra, anche quando i risultati erano positivi. Tutti vanno tenuti sulla corda per raggiungere l’obiettivo salvezza. Colombo, come Vitinha e tutti gli altri attaccanti, da Ekhator a Vitinha, si è speso anche in fase difensiva senza tirarsi indietro e andando a fare la guerra davanti quando necessario. Ciononostante, la fase difensiva rossoblù deve migliorare ancora perché quindici reti incassate negli ultimi dieci incontri sono troppe, così come tante sono le ventinove complessive in venti turni di Serie A. Qui calza a pennello una delle risposte di mister De Rossi nella conferenza di ieri.









