Non volevamo analizzare il calciomercato finito il 30 agosto, ma un’intervista a Perinetti sul Foglio di Venerdì ha dato la carica solamente con il titolo: “Così è scoppiato il mercato: diffidenza, estero, intermediari“.
Buocalcioatutti ha seguito da vicino il calciomercato 2024 dal primo giugno in collegamento con fonti europee, mondiali e italiane: poche le notizie date, poche quelle andate in porto. Per l’ennesima volta il calciomercato ha dimostrato di essere una fiction con l’esito finale andato in onda nelle ultime tre giornate.
Calciomercato stravagante solo a chiacchiere, apatico, difficoltoso per mancanza di euro in contanti nelle casse delle grandi, che hanno adottato la filosofia del prima vendere e dopo acquistare fino all’ultima domenica di agosto. Calciomercato alimentato solamente da procuratori, intermediari e parenti dei calciatori su giornali, televisioni e web.
Giornali, tv, radio, internet e social sono amanti degli “sgobb” non solo da calciomercato e quando prendono i “buchi” non vanno neanche più in depressione come nel passato. Le notizie quando ci sono bisogna darle, ma con l’Internet-mania imperante, tante volte, meglio prima verificarle.
Operazioni importanti per le squadre che dovranno guidare la classifica sono arrivate last minute. Nel calciomercato 2024 sono tornati di moda a settembre gli anziani campioni senza contratto.
FIGC e addetti ai lavori dovrebbero chiedersi quanti sono gli euro spesi e incassati per permettersi una campagna acquisti finale da quasi nababbi con bilanci in ultra rosso. La UEFA in questi giorni ha punito la Roma con una pena pecuniaria di due milioni di euro per aver leggermente superato l’obiettivo intermedio stabilito nell’anno finanziario 2023.
Come in ogni calciomercato, si è sempre giocata la partita tra le voci di un mercato eccessivo e il rispetto del play finanziario. Una bolla di sapone: i trucchi dei club calcistici più grandi per aggirare le regole del fair play finanziario sono noti.
La Juventus ha speso tanto, non farà dei “debiti” eccessivi perché ha in bilancio gli introiti dello stadio di proprietà, comprese le sponsorizzazioni. Ha creato plusvalenze con la Juventus Next Gen che gioca in Serie C, operazione che prossimamente sarà desiderio anche per òe altre squadre, purché si abbiano le strutture dove farle allenare queste squadre. Per tutte le formazioni con le plusvalenze produci risultati e buona classifica: così le Top si giocano l’Europa, le altre (senza) rischiano la retrocessione.
Calciomercato bizzarro dove hanno comandato i capricci dei giocatori invogliati dai procuratori. In taluni casi addirittura per essere venduti hanno presentato certificati medici colpiti da depressione. Procuratori che sono arrivati alle maniere forti, fonte Firenze, per avere Gudmundsson. Non solo procuratori, ma anche papà e parenti: si guardi alla vendita di Retegui lampo.
Insomma, è stato un altro calciomercato esageratamente lungo, una “bancarella” dei poveri con sogni fino all’ultimo secondo, in attesa di qualche botto.
La FIGC e la Lega, oltre parlare solamente ad introiti TV e ristrutturazione di campionati, dovranno ragionare se questo mercato così lungo faccia bene al gioco del calcio.
L’associazione allenatori ancor di più, anche se la prassi delle panchine che saltano crea posti di lavoro. Chi viene esonerato sfrutta l’ingaggio pattuito per un altro anno, se non due. Solo nel calcio chi viene licenziato continua ad essere pagato, basterebbe concordare una liquidazione.
In ogni caso, dopo aver giocato tre giornate del campionato 2024/25 quasi tutti gli allenatori si sono lamentati di giocare con il calciomercato in corso. Farlo durare dal primo giugno a fine luglio sarebbe la soluzione più giusta e dopo aprire le campagne abbonamenti, senza farlo non a scatola chiusa.
Gravina ha iniziato la campagna populista per essere nuovamente eletto a capo della FIGC e in questi giorni ha tirato fuori il tempo effettivo, una chiamata VAR una volta per gara dalle panchine e un contatto radio tra allenatore e capitano. In questi giorni le richieste degli allenatori sul calciomercato aperto anche quando inizia la stagione: meglio ricordare che sono tutte richieste da fare all’Uefa. Tanti i nuovi mostri arrivati nel calcio italiano non conosciuti e da giudicare.
Il Genoa senza dubbio ha chiuso il calciomercato con un utile. La politica della società, dall’arrivo dei 777 e per merito della dirigenza in loco, è stata quella orientata al contenimento della spesa e della valorizzazione di calciatori che all’arrivo erano quasi sconosciuti. Vi è la certezza che il lavoro fatto nei primi due anni dai 777 nel giro di qualche altro anno li avrebbe portati a scalare la classifica con un obiettivo: fare meglio della stagione appena passata. Che è un po’ mantra di tutte le squadre che non si spartiscono le prime 5/6 posizioni del campionato: basta leggere le interviste, anche recenti, di altre proprietà di club di Serie A.
Tornando al Genoa, però, ci sono stati segnali negativi per altre vicende che hanno colpito i proprietari. Peccato per il lavoro fatto dallo scouting con schede tecniche-tattiche, economiche e personali di probabili calciatori da poter tesserare. Si poteva fare anche austerity, con intelligenza, ottenendo dei risultati perché le idee a Villa Rostan non sono mancate in questo mercato estivo.
Sicuri, come lo erano i tifosi, che qualcuno sarebbe partito già dalla fine dello scorso campionato per cercare l’autofinanziamento, sarà stata la dirigenza pronta a gestire una lista di sostituti per quei calciatori in odore di partenza.
Il Presidente Zangrillo nella sua intervista a Telenord è stato chiaro ribadendo notizie conosciute sulle possibilità di fare calciomercato per il Genoa, per la ristrutturazione del debito con l’Agenzia delle Entrate ma anche per il controllo da parte dei 777 tramite i loro finanziatori americani preoccupati delle vicende legali che dovranno affrontare negli USA.
Nel Vasco di Gama e nello Standard Liegi, altre squadre della galassia calcistica 777, nei consigli di amministrazione i componenti dei 777 sono stati sostituiti da quelli di A-Cap.
Al Genoa ad oggi non è successo e non succederà. In tempi recenti solamente un componente del CDA dei 777 è uscito Nicolas Maya Medina sostituito da Alessandro Giudice, autore del libro “La finanza del goal. Come si crea valore nel calcio” e di lunga militanza nel ruolo di CFO (oggi al Genoa risulta Non Executive Director dallo scorso luglio, ndr). La squadra rossoblù ad oggi sta cercando con il lavoro della dirigenza in loco autofinanziamento e autosostenibilità economiche che dovranno essere corroborate, come successo fino ad oggi, dalla proprietà, esigenza primaria per una squadra professionistica di Serie A.
Spors, il referente del lavoro in loco, e Dransfield, il collegamento con gli americani di Banca Moelis e A Cap, non hanno probabilmente potuto neanche presentare le idee del calciomercato dovendo rispettare il mandato del ridimensionamento dei costi.
Anche sfortunati nelle poche entrate per problemi ai piedi e infortuni muscolari. Per vedere in campo qualche calciatore speriamo di non dover aspettare la seconda sosta della Nazionale di calcio di metà ottobre.
Per le società di calcio dal bilancio sono esclusi gli investimenti per lo sviluppo dei giovani, del calcio femminile e delle infrastrutture. In estate il settore giovanile e quello femminile del Genoa hanno potuto investire, in modo esteso e mirato. Una risposta ad una domanda che girava tra la tifoseria.
Oltre alle parole sulle vicende societarie argomentate dal Presidente Zangrillo con passione e amore per il Vecchio Balordo ha fatto scoop, senza conoscere i colpevoli, il passaggio sull’utilizzo delle macchine della società per affari personali e non per interessi societari.
Genova, Genoa, Pegli non sono l’ombelico del mondo del calcio per quanto riguarda riunioni in Lega, calciomercato a Milano, FIGC a Roma, rapporti con banche e sponsor, tutti oltre l’Appennino Ligure, e uno spostamento di macchine societarie potrebbe esserci.
Al di là di tutto quello che si è scritto, un Genoa bello ma povero, come tante altre squadre, potrebbe continuare a crescere il prossimo campionato in un ambiente sereno. E un ambiente sereno non dipende solamente dal tecnico, ma anche dai giocatori e da tutto quello che ruota per 360° gradi intorno al Vecchio Balordo, dentro e fuori da Pegli.
Il Presidente Zangrillo ha richiamato il popolo genoano a continuare a seguire la squadra e combattere. I tifosi senza dubbio saranno presenti, anzi come dimostra la storia rossoblù nelle difficoltà aumentano. In questo contesto, peraltro, va tenuto anche conto della tipologia dei tifosi che riempiono il Tempio, con una percentuale altissima di giovani tifosi e tifose con le loro famiglie. Non è un dato banale e da sottovalutare.
Importante che sul campo si possa sempre vedere un Genoa con attributi “tripallici”, come affermava il Professore Scoglio, ma anche al secondo piano di Villa Rostan devono esserci le stesse caratteristiche. Scoglio diceva: “Il Genoa è il Genoa e il calciatore che non è convinto posi la borsa e si tolga le scarpe“. Chi è dietro le scrivanie ha dubbi, invece, si alzi. Il motto per la stagione rossoblù iniziata da tre giornate dovrà essere “Tutti per uno, uno per Tutti”.
Dimenticavamo: A-Cap e Banca Moelis non hanno risposto alle domande sul futuro del Genoa. Buoncalcioatutti si consola perché da quel giorno seguiranno le vicende genoane sui vari canali della nostra testata giornalistica.






