A mezzogiorno, dalla sala stampa di Villa Rostan, è tornato a parlare in conferenza stampa mister Gilardino per presentare i temi della prossima sfida che metterà il Genoa di fronte all’Inter. “Arriviamo con entusiasmo, quello di cui avevamo necessità ed eravamo convinti di fare quello che abbiamo fatto a Sassuolo. Abbiamo avuto la consapevolezza di andare a prenderci un risultato che fuori casa da troppo tempo forse mancava, pur giocando buone gare. Arriviamo ad affrontare la squadra più forte del campionato, una delle migliori difese europee, con giocatori importanti e un allenatore molto bravo. Arriviamo a giocarci questa partita dopo due risultati positivi: deve per noi essere energia totale, positiva, per affrontare la gara nel modo migliore. Non possiamo abbassare neppure di un millimetro il nostro approccio e la nostra mentalità e sono convinto che, avendo visto in questa settimana i ragazzi vogliosi di andarsi a prendere un risultato positivo e fare una prestazione con un atteggiamento positivo, vogliano andarsi a giocare questa partita in un buon modo. È quello che desidero dalla squadra e sono convinto che chi scenderà in campo e subentrerà darà il suo contributo di fronte ad un’altra, incredibile cornice dei nostri tifosi”. 

Fondamentale sarà l’impatto dentro la partita, contro una Inter che non ti dà respiro, che ti salta addosso e ha una qualità incredibile in mezzo al campo, forse con uno dei centrocampi più forti d’Europa, se non il più forte prosegue Gilardino – Se non dovesse esserci Lautaro Martinez, davanti qualcosina perdono, ma di sicuro davanti con Thuram, Sanchez, Arnautovic hanno grandissime alternative. Sono una squadra fisica, con giocatori di struttura e qualità, da Pavard a Bisseck passando per Bastoni e Acerbi. Sono giocatori forti: lo hanno dimostrato l’anno scorso e continuano a dimostrarlo oggi. Per noi l’interpretazione iniziale della gara e nel finale dovranno essere perfette”. 

Ripartite anche dal secondo tempo di Sassuolo, dove avete cambiato anche modulo passando al 4-3-2-1. Domani si potrebbe ripartire da quello schieramento? E soprattutto: domani sarà finalmente la prima partita con tutta la squadra a disposizione? 

“Sì, domani ci saremo praticamente tutti. Sono felice, anche nell’allenamento di ieri vedere la squadra al completo mi ha reso assolutamente felice. Messias e Retegui sono solo due giorni che si allenano col gruppo, ma sono felice stiano bene: li vedo sorridenti, presenti, dentro l’allenamento. Sono contento per loro, sono giocatori importanti, e anche se domani non saranno in campo dal primo minuto di partita (o magari lo sarà solo uno dei due), entrambi sarà importante averli in gruppo, anche per le scelte in corso di gara. È un input importante per questo mese per la squadra, perché poi inizia il mercato e quindi è un aspetto e un obbligo che chi sarà dentro questa squadra e lavorerà con me e lo staff sia gente sorridente, vogliosa, che desidera vestire questa maglia, che abbia un approccio importante in settimana. Voglio grandissima concorrenza perché questa fa alzare il livello della qualità degli allenamenti. Bello avere la rosa al completo, è stimolante per me nelle scelte. Lo è per me e lo è sicuramente anche per i calciatori”. 

Ultima partita del 2023 contro la capolista, la squadra più forte per organico e rosa. Può essere una bella occasione domani contro l’Inter per chiudere il cerchio davanti ad un Ferraris nuovamente sold-out?

“Domani mi hanno detto che sarà qualcosa di incredibile, ancor più che contro la Juventus, come lo è sempre giocare davanti ad una cornice di pubblico di questo tipo. Da parte nostra vogliamo ricambiare l’affetto con una prestazione importante, di grande consapevolezza e armonia all’interno della gara, sempre sapendosi sacrificare con grandissima umiltà. Le nostre basi devono essere quelle, non possiamo permetterci neanche un secondo di avere un pizzico di presunzione per il percorso che dobbiamo fare. Dobbiamo avere coraggio e personalità, non dobbiamo essere presuntuosi”.

Domani Strootman può essere in campo dall’inizio?

“Sono tutte valutazioni che sto facendo, Kevin è recuperato. Ho Badelj, Frendrup, Malinovskyi, Kutlu, Jagiello, Thorsby, Messias che può fare la mezzala o davanti. Insomma, ho tanto scelta, ho diverse soluzioni che nella mia testa sto valutando. Ancora oggi ci sarà l’ultimo allenamento prima di domani sera e nella rifinitura farò tutte le valutazioni per il meglio, per cercare di mettere la squadra migliore e i giocatori nelle posizioni migliori”.

Chi è più avanti tra Retegui e Messias per partire dall’inizio?

“Entrambi hanno fatto un percorso simile che li ha portati rientrare due giorni fa. Arrivano naturalmente da un percorso e da una storicità per la quale noi, come staff, dobbiamo avere molta cautela nella loro gestione e nel loro rientro in campo. Piano piano dobbiamo portarli al cento per cento, ancora non lo sono. Non possiamo buttare in campo un giocatore se non è al top”. 

Nel frattempo hai Ekuban e Gudmundsson: dopo la sfida col Sassuolo come li hai visti?

“Sono contento per Caleb. Con Albert ho parlato perché forse in una partita non esaltante, ha fatto un gol e un assist. Gli ho detto che deve mantenere sempre il livello altissimo perché è un giocatore molto, molto improntate per noi. È un grande professionista, intelligente tatticamente, e deve mantenersi sempre ad altissimi livelli. Sono contento per entrambi, per come hanno lavorato, e da loro due mi aspetto sempre molto. Se Ekuban può darmi qualcosa in più sulla profondità? Sì, nelle scelte iniziali e nelle scelte a gara in corso. In futuro non è escluso che possano giocare assieme Gudmundsson, Messias, Ekuban e Retegui. Ti dà anche possibilità di fare valutazioni, a livello tattico e di modulo, e ti dà anche la possibilità di fare valutazioni se hai i giocatori in panchina, per cambiare la tua strategia di gioco e interpretare sempre lo stesso modulo e la stessa strategia di gioco”. 

Malinovskyi l’ha utilizzato un po’ ovunque, da mezzala e da seconda punta. Come si sente meglio? Come lo vede meglio in questo Genoa?

“Come spesso ho detto nelle ultime settimane, in questo Genoa può giocare da trequarti, ma in questo momento lo vedo più da centrocampista perché riesce a trovarsi lo spazio, lavora bene in protezione palla, ha un gran piede e un gran bacio oltre al tiro da fuori. Più parte da dietro, più può essere determinante. Può giocare anche in posizione più offensiva ed esaltare le sue qualità, è molto bravo a leggere gli spazi anche a livello tattico. È un giocatore importante, che giochi dall’inizio o che subentri. Sono tutti giocatori che alzano la qualità negli allenamenti e nelle scelte in corso di partita”. 

Sentendola parlare viene in mente la partita del 2014 in cui era centravanti del Genoa e segnò Antonelli. Ci sono caratteristiche simili rispetto a quella partita: ci sono analogie come la marcatura a uomo dei tre centrocampisti, la forza di questa Inter…

“Non è una cosa semplice, ma sarà da interpretare la partita per cercare di andare più forti di loro nei duelli, nel recupero palla, nell’ardore agonistico, cercando di mettere la partita in quelle condizioni lì perché sul palleggio e la qualità loro sono squadra molto forte e preparata. Dobbiamo sfruttare le nostre qualità: sappiamo che contro di loro ci sarà bisogno di tutti quando ci difenderemo, però quando abbiamo palla dobbiamo avere coraggio e personalità nel proporre calcio. Quello che i ragazzi hanno sempre dimostrato di saper fare”. 

Il Genoa ha preso in trasferta tre o quattro gol fotocopia. Avete scoperto qual è il motivo del perché gli avversari si sono infilati come una lama dentro il burro arrivando davanti a Martinez, specialmente dopo i palloni inattivi quando siete tutti avanti? 

“Dobbiamo rimanere con le antenne belle dritte in tutti i frangenti della gara, sia quando attacchiamo sulle preventive sia quando andiamo a battere i piazzati a favore e sulle preventive. Dovremo essere sempre lucidi e attenti. Domani sarà una partita in cui questi aspetti mentali andranno esaltati e dovranno aumentare”. 

La partita di Sassuolo ha lasciato un segno, con Ekuban bravo a rubare quel pallone in occasione del gol. Ma anche nei precedenti 80′ di gara si è vista la voglia, che gli stai insegnato, di girarsi sulla mattonella e tirare in porta, anche sbagliando. Può essere questa la forza di Ekuban?

“Caleb ha margini di miglioramento importanti. Deve esprimere la sua grande qualità, come l’attacco della profondità e saper leggere lo spazio per poterlo attaccare, come ha fatto a Sassuolo. Stiamo lavorando su quello e sono sicuro che può essere una grandissima risorsa”. 


Rassegna Stampa del 28 Dicembre, Genoa al completo con l’Inter. Bucci esorta i club per il Ferraris