Alla vigilia della sfida tra Genoa-Juventus, Massimiliano Allegri ha presentato la sfida in conferenza stampa, parlando dell’atteggiamento della sua squadra: “Bisogna essere coscienti della partita che andremo ad affrontare, visto che il Genoa in casa ha numeri importanti, è molto aggressiva e gioca un buon calcio. Gilardino sta facendo un ottimo lavoro. Tra l’altro, troveremo tre ragazzi che sono cresciuti nella Juventus: Dragusin, De Winter e Vogliacco. Bisognerà fare una partita completamente diversa rispetto alle ultime tre, tra Monza, Napoli e Inter“.

Allegri si è soffermato anche sulle condizioni di Rabiot, che negli scorsi giorni si è allenato a parte: “Rabiot sta bene, tolto Kean che abbiamo deciso di fermarlo per il problema alla tibia che abbiamo portato avanti, gli altri sono tutti a disposizione, eccetto De Sciglio. Weah anche è a disposizione“.

Quest’estate prosegue l’allenatore bianconeroera difficile immaginare una classifica del genere, ma siamo partita consapevoli dei nostri limiti e lavorando molto per costruire una squadra. Lo siamo diventati ma non basta ancora, mancano quattro partite alla fine del girone d’andata. Bisogna andare con i piedi per terra e mantenere l’equilibrio. Nel calcio un risultato sbagliato può cambiarti la visione del futuro: questo non deve succedere, anche quei momenti vanno saputi gestire. Noi bisogna pensare a Genova domani, perché è uno scoglio – visto che siamo a Genova, dove non c’è sabbia ma solo scogli – molto grosso e importante da superare. Cercheremo di fare più punti possibili da qui al girone d’andata, per vedere le cose in maniera diversa soprattutto per uno dei primi quattro posti, che fa parte del nostro percorso“.

Delle prossime tre trasferte, quella con il Genoa è la più insidiosa? Domani è la più difficile perché in casa loro c’è un ambiente difficile, la Juventus ha sempre fatto fatica a Genova. Una volta non facemmo tempo a metterci in campo che già perdevamo 3-0, perché se a Genova impatti male la partita può succedere di tutto. Poi è difficile ribaltarla, perché ha una tifoseria che spinge, uno stadio dove la palla è sempre in gioco. Quindi bisogna prepararsi e mettersi al loro ritmo, poi mettere in campo le nostre qualità”.


Senza paura dentro e fuori dal prato verde