Assieme a Mario Ponti, ex giocatore rossoblu (esordio in un Genoa-Napoli del 1983) e poi allenatore, ci avviciniamo alla prossima sfida contro l’Udinese. Ecco la presentazione della prossima avversaria del Grifone.

IL SISTEMA DI GIOCO – “L’Udinese pratica un 3-5-2 basato sulla fisicità, un valore che è anche il suo punto di forza. L’ho vista in tv contro la Fiorentina e nonostante la sconfitta, mi è sembrata una squadra in buona salute. È incappata in Terracciano, portiere viola in giornata di grazia. Sono una formazione che corre molto e probabilmente manca loro la qualità di Deulofeu, mentre Thauvin illumina ancora a sprazzi. La sostituzione di Beto con Lucca al centro dell’attacco non ha ancora dato i suoi frutti“.

I PUNTI DI FORZA – “Non ce n’è uno in particolare, la squadra è un blocco unico. Non vedo un reparto spiccare sugli altri. L’attacco non ha ancora prodotto granché, a centrocampo vanno molto sull’aggressione. Qualità per ora ne hanno espresso poca, considerando che Samardzic, il più bravo di tutti quanto a piedi buoni, gioca a sprazzi, perché non sempre è titolare. Lovric comunque è un ottimo centrocampista. E poi vale un po’ il solito discorso sull’Udinese che ogni anno cambia parecchi giocatori e così all’inizio può capitare di non trovare subito la quadra“.

I PUNTI DEBOLI – “La difesa non è imperforabile. Contro la Fiorentina i bianconeri hanno dominato il gioco, ma hanno preso due reti. A Napoli ne hanno subiti quattro, di gol. È probabile che sentano molto la mancanza di Becao, il difensore centrale brasiliano passato al Fenerbahçe in Turchia. Becao era il leader del reparto arretrato e con lui hanno perso un riferimento importante“.

I GIOCATORI DA TENERE D’OCCHIO – “Il pericolo pubblico numero uno è Samardzic, il trequartista serbo-tedesco che quest’estate è stato a un passo dall’Inter, poi l’affare è saltato perché sono subentrati nuovi procuratori. Samardzic è dotato di un mancino di prima classe e il gol meraviglioso che ha segnato al Napoli ne è stata un’ulteriore dimostrazione. La speranza è che Sottil non lo faccia giocare o lo impieghi soltanto parzialmente. E poi bisognerà tenere d’occhio Thauvin, per ora una “bomba” inesplosa, se così si può dire“.

L’ALLENATORE“Sottil, dal punto di vista tattico, non incide più di tanto, ma è sempre sul pezzo, si immerge dentro la partita e trasmette una carica incredibile ai suoi giocatori. Magari è l’allenatore adatto per quel tipo di squadra, però il suo 3-5-2 mi sembra abbastanza tradizionale e prevedibile, stante l’assenza di Deulofeu, attaccante che negli uno contro uno fa la differenza. Mi pare comunque nel complesso che l’Udinese di Sottil giochi un calcio piuttosto retrò. La situazione attuale di classifica è deprimente e la partita contro il Genoa è già abbastanza decisiva, anche per il destino di Sottil. I Pozzo, proprietari dell’Udinese, non ci mettono molto a cambiare, quando le cose non vanno come vorrebbero”.


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Mario Ponti
Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.