Genoa-Parma di domani sarà già uno scontro diretto per la promozione?

“Penso di sì, anche se le giornate di campionato sono ancora poche per sbilanciarsi in affermazioni del genere. Il Parma è una delle squadre più attrezzate per vincere la Serie B o per arrivare comunque alla promozione. L’allenatore Pecchia ha appena conquistato la Serie B con la Cremonese, sa ottimizzare al massimo la rosa di giocatori a disposizione e ama mettere in mostra un bel calcio”.

Come gioca il Parma?

“Finora si sono disposti con il 4-2-3-1. I quattro giocatori offensivi sono gente di tecnica e di gamba. I due esterni Man e Mihaila sono rapidi, veloci, bravi nel dribbling e nell’uno contro uno. Inglese, il centravanti, è una signora punta, anni addietro giocava e bene in Serie A. È forte se lanciato in profondità e inesorabile di testa, in Serie B può fare molta differenza”.

A disposizione di Pecchia c’è anche l’ex genoano Charpentier.

“Dovrebbe andare in panchina, ma vedremo. Non so per quali motivi sia stato ceduto, forse Blessin non lo ritiene ancora pronto per una squadra di rango. È un giocatore che conosco poco e non mi esprimo, però mi sembra che negli ultimi anni i suoi gol li abbia fatti”.

Sulla trequarti agisce Franco Vazquez, ex Palermo e Siviglia.

“È un giocatore di grande classe che qui in Italia ha fatto molto bene, possiede un mancino notevole che fa valere sui calci da fermo e nei tiri da fuori, è bravo nell’assist e nelle giocate in verticale”.

In difesa non paiono imperforabili.

“Dietro sono ancora in fase di assestamento, ma sono una buona squadra. In porta si aspetta il rientro di Buffon anche se Chichizola finora ha fatto la sua parte. Mi sembra una compagine bene allestita”.

Quali saranno i pericoli più grossi?

“Le giocate di Franco Vazquez e i due esterni d’attacco, che possono creare problemi a qualsiasi avversario”.

Come vedi il Genoa?

“Se facesse un filotto di risultati si troverebbe la strada abbastanza spianata. Bisogna tenere conto che a questa formazione mancano ancora tre elementi, gli ultimi nuovi acquisti, Puscas, Aramu e Strootman, più Sturaro. Mi aspettavo un esterno di fascia sinistra, non è arrivato, forse Blessin pensa a Sabelli. Pajac non ha ancora convinto del tutto. Frendrup, un centrocampista, per giunta un destro spostato a sinistra, è una scelta che mi lascia qualche perplessità per la fascia mancina. Preferirei avere Frendrup in mezzo con Sabelli sulla sinistra, dato che Czyborra non viene preso in considerazione”.

Una settimana fa hai quasi completamente azzeccato il pronostico per Pisa-Genoa. Avevi detto 1-2 con gol di Coda e Ekuban, è arrivata una vittoria per 1-0 con rete di Ekuban su assist di Coda. Stavolta?

“Dico due a zero, con doppietta di Coda. Comunque il mio pronostico è sempre dettato dal cuore…”

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.