Con un gol di Badelj nei minuti finali della partita casalinga contro il Cagliari, il Genoa è rientrato in corsa nella disperata lotta salvezza. È stata una brutta partita dal punto di vista tecnico, l’ importanza della posta in palio ha condizionato non poco l’andamento dell’ intero match. Oggi è il giorno del derby, partita già di per sé importantissima, ma quella odierna è da considerarsi fondamentale per la situazione disastrosa di entrambe le compagini. La Sampdoria con cinque punti di vantaggio è certamente più tranquilla, ma un’eventuale sconfitta farebbe precipitare anche i blucerchiati in pieno dramma sportivo. Insomma, partita vietata ai deboli di cuore.

Uno sguardo sull’avversario dì oggi.

La Sampdoria, dopo l’ esonero di D’Aversa, ha richiamato in panchina mister Giampaolo. Dopo due stagioni negative a Milano e Torino l’allenatore abruzzese ha cercato riscatto in blucerchiato l, anche se finora il suo percorso è stato deficitario e pieno di difficoltà. Giampaolo, da sempre fedele al suo 4-3-1-3, non ha ancora trovato una chiara identità tattica per la sua squadra. Oggi i blucerchiati scenderanno in campo con il 4-5-1: chiaro l’I tento di togliere ritmo ed intensità ai rossoblu con il fraseggio ed il palleggio.

L’analisi reparto per reparto. Cominciamo dalla difesa.

Audero, ormai un veterano dei derby genovesi nonostante la giovane età, è un portiere bravo, reattivo tra i pali, pronto e svelto nelle uscite basse, anche se in questa stagione è stato spesso bersaglio di critiche. Bereszynski, Ferrari, Colley e Murru formano la linea. Bereszynski e Murru sono gli esterni bassi, il polacco motorino instancabile sulla fascia destra, ha corsa, gamba forte e discreta tecnica, giocatore di rendimento, difficilmente sbaglia partita. Murru ,l’ esterno di sinistra, fedelissimo del mister, possiede un buon piede mancino, è attento in fase difensiva e forse per questa sua caratteristica viene preferito ad Augello. Ferrari e Colley sono i centrali difensivi. Ferrari, attento in marcatura, bravo e disciplinato tatticamente, in questo momento si fa preferire allo svagato Yoshida. Colley, forte fisicamente, abile nel gioco aereo, è in possesso di in un buon mancino che usa per impostare l’azione anche con lanci lunghi.

Il centrocampo.

Gli esterni sono Candreva e Sabiri. Candreva, forse il doriano tecnicamente migliore, è bravo nell’ uno contro uno e nei cross, spesso i suoi raid offensivi risultano letali. Calcia in porta come pochi sanno fare: ex di molte squadre importanti, è la fascia destra la sua zona di campo preferita. L’ex ascolano Sabiri, l’esterno di sinistra, interpreta il ruolo in maniera un po’ insolita preferendo la giocata dentro il campo a quella in profondità; ha una tecnica eccellente, è bravo sul breve e negli assist. Vieira, Ekdal, Sensi compongono la mediana. Vieira, potente fisicamente, bravo nel recupero palla e nel pressing, è tecnicamente discreto, anche se a volte i suoi interventi sono troppo irruenti. Ekdal, nazionale svedese, è il regista sempre pronto a proporsi al compagno, a volte gioca in modo un po’ troppo scolastico, ma difficilmente sbaglia. Sensi, altro giocatore top dei cugini blucerchiati, arrivato a gennaio in prestito dall’ Inter, dopo un avvio beneaugurante si è infortunato e non ha più trovato continuità. Ha mezzi tecnici di alto livello, facilità di calcio con entrambi i piedi, è bravo nel gioco corto e nel lungo, se sta bene fisicamente è da squadre top.

L’attacco.

Ciccio Caputo, bomber rapace dentro l’ area di rigore, è bravo anche a duettare con i compagni e a fornire assist. Rapido, è abilissimo nei movimenti a mezzaluna e nel ” tocca e scappa”.

Come si comportano sulle palle inattive?

Sulle situazioni di corner e punizioni a sfavore difendono a zona. Tutti retrocedono dentro la propria metà campo. In fase d’attacco i corner e le punizioni laterali sono calciate da Candreva o Sensi. Insieme ai difensori centrali Ferrari e Colley gli altri saltatori sono Ekdal, Vieira e Caputo. Quest’ultimo è solito andare a rubare il tempo agli avversari sul primo palo o a sfilarsi sul secondo.

In conclusione?

La Sampdoria ha alternato prestazioni convincenti e scadenti, nemmeno con il cambio di allenatore si è avuta un’inversione di marcia. Poi è subentrata la paura e tutto si è complicato. Ci vorrà un Genoa coraggioso e spavaldo per vincere questo derby, dove i punti in palio valgono doppio. A Blessin e ai suoi ragazzi il coraggio non manca di certo, per realizzare certe imprese bisogna provare a farle!

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.