Prima sconfitta per il Genoa di Blessin contro il Verona del croato Tudor. Al Bentegodi  l’Hellas ha fatto sua la partita in virtù di un primo tempo su alti ritmi, con giocate di qualità e con un gol con Simeone dopo pochi minuti. Nella ripresa il Genoa ha cercato di riequilibrare il match, ma in modo confusionario e sterile, ed alcuni suoi giocatori hanno avuto un rendimento inferiore alle precedenti partite. Oggi, nel match delle 12.30, il Genoa affronta a Marassi la Lazio guidata da Maurizio Sarri.

Uno sguardo d’insieme sull’avversario di oggi.

La Lazio finora ha avuto un andamento altalenante sia nel gioco sia nei risultati. Maurizio Sarri, dopo aver fatto tanta gavetta nelle serie minori, ha trovato spazio nel grande calcio grazie al gioco piacevole e propositivo che le sue squadre hanno messo in mostra. La squadra biancoceleste scende in campo con il 4-3-3 e gioca un calcio molto pulito, basato sul possesso palla, sulla ricerca della profondità di Immobile e sull’ uno contro uno dei suoi esterni offensivi.

L’analisi reparto per reparto. Cominciamo dalla difesa. 

Strakosha, partito alle spalle di Reina, ha pazientemente aspettato il suo turno e al momento della chiamata si è fatto trovare pronto. Il portiere albanese è reattivo, copre bene la porta e tra i pali da il meglio di sé, inoltre è migliorato molto nel gioco con i piedi. Lazzari, Patric, Acerbi e Marusic formano la linea a quattro. Lazzari, l’esterno basso di destra, non ha avuto un buon impatto con il calcio di Sarri, in tante partite non è partito negli 11 titolari. È velocissimo e molto bravo in fase offensiva, meno quando deve difendere e leggere i movimenti dei suoi compagni di reparto. Patric, che dovrebbe giocare al posto del titolare Luiz Felipe non al meglio della condizione, è rapido e veloce.  Impiegato quasi sempre come esterno basso, sa destreggiarsi a dovere anche come centrale difensivo e ha forza nelle gambe. Acerbi,  il regista difensivo, aitante fisicamente, munito di ottimo piede sinistro, sopperisce alla poca rapidità con senso della posizione e con una sviluppata intelligenza tattica, in più è forte nei colpi di testa. Marusic, esterno basso di sinistra, ha forza fisica ed è veloce, non è un sinistro naturale, ma sa disimpegnarsi bene anche sulla fascia mancina.

Il centrocampo.

Milinkovic Savic, Lucas Leiva e Basic compongono il reparto. Milinkovic, giocatore completo, ha un fisico top e qualità tecniche smisurate, è molto forte nel gioco aereo, a mio parere è uno dei calciatori più forti del campionato italiano. Leiva, il perno centrale, sempre pronto a proporsi in soccorso ai compagni e a ripulire palloni sporchi, non tira mai indietro la gamba.  Basic, l’altro interno,  dovrebbe partire titolare al posto del claudicante Luis Alberto. Croato di corsa e forza, Basci è bravo negli inserimenti e nel portare pressione agli avversari, ha qualità diametralmente opposte allo spagnolo, che esprime tecnica ed eleganza allo stato puro.

L’attacco.

Zaccagni, Immobile e Felipe Anderson sono i tre giocatori offensivi.  Zaccagni, arrivato quest’anno a Roma dopo un ottima stagione a Verona, gioca sulla sinistra a piede invertito, è forte nel dribbling e nell’ uno contro uno, bravo negli assist. I due anni  con Juric lo hanno fatto diventare un giocatore di spessore. Immobile, il bomber per eccellenza, ha facilità di corsa,  è un’iradiddio quando attacca la profondità, tira in porta da ogni posizione, è furbo e svelto nel rubare il tempo all’ avversario dentro l’ area di rigore. Nella Lazio  Immobile è un giocatore diverso da quello che si vede in Nazionale. Felipe Anderson, brasiliano dall’ottima tecnica di base, è veloce e dotato di un dribbling secco e di un ottimo tiro da fuori area con il destro, anche se alterna prestazioni eccellenti ad altre mediocri.

Come si comportano sulle palle inattive?

In assenza di Luis Alberto, quelle a favore verranno calciate da Felipe Anderson e Zaccagni. Nel caso in cui Luis Alberto fosse disponibile, sarebbe lui il prescelto. Acerbi e Patrick salgono per colpire. anche se non quest’ultimo non è un grande incornatore, e a loro si aggiungono Milinkovic e Basic, con Immobile sempre a caccia sul secondo palo. In fase difensiva si schierano a zona, importante il ruolo di Strakosha con la sua altezza. Doveroso ricordare che in queste situazioni la Lazio ha giocatori velocissimi nel ribaltare l’azione una volta riconquistata palla. Direi che questa è una delle qualità più evidenti della squadra capitolina.

In conclusione?

Altra partita da non sbagliare, se si vuole continuare a sperare nell’impresa. Il cliente non è dei più abbordabili, ma prima di Verona niente sembrava impossibile. Bisogna ritornare al Genoa di tre settimane fa, che affrontava tutte le squadre con rispetto, però senza alcuna paura.

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.