Finalmente una salvezza sul campo e con due giornate d’anticipo, cosa a cui noi genoani non eravamo abituati da tempo. Tutto merito della vittoriosa trasferta a Bologna, mercoledì sera. I ragazzi di Ballardini hanno disputato una partita coraggiosa, gagliarda e ordinata, cogliendo tre punti determinanti per l’obiettivo salvezza. Lo zio “Balla” e il suo staff hanno compiuto l’ennesimo miracolo. Restano due partite da giocare e magari ci sarà l’occasione di mettere in mostra qualche giovane della formazione Primavera, protagonista di una stagione più che buona.

Uno sguardo d’insieme sull’avversario di oggi. 

Oggi i rossoblu affrontano in casa l’ Atalanta, seconda in classifica, in piena corsa per un posto in Champions League e mercoledì prossimo finalista di coppa Italia contro la Juventus. L’Atalanta è oramai una realtà consolidata a livello europeo ed esprime un gioco moderno e piacevole. L’ allenatore è Gian Piero Gasperini, diventato un tecnico top, a livello dei migliori d Europa. Mia opinione, e non da oggi ma da parecchi anni: Gasperini è un maestro di calcio e propone un gioco affascinante, redditizio e divertente. L’ Atalanta si schiera con il consolidato 3-4-1-2 che può diventare un 3-4-2-1, anche se in rarissime occasioni Gasperini ha utilizzato il 4-2-3-1, dimostrando di non essere integralista e di sapersi adattare a situazioni anche difficili e impreviste, come infortuni e squalifiche.

L’analisi reparto per reparto. Partiamo dalla difesa. 

Gollini, il portiere di oggi, fisicamente prestante, reattivo e svelto tra i pali, ha migliorato il suo gioco con i piedi, anche se ogni tanto compie errori non da poco, soprattutto nel tempo di lettura di certe palle giocate in verticale dagli avversari. Durante l’ anno ha lasciato talune volte la maglia da titolare a Sportiello. Djimsiti, Romero e Palomino sono i tre difensori centrali, reparto che fa della fisicità e del difendere in avanti le sue peculiarità. Djimsiti, nazionale albanese, è bravo nell’anticipo e in marcatura, è rapido e sempre molto attento. Romero, nostro ex, è un giovane di proprietà Juventus, duro e spigoloso: quando fallisce il tempo dell’aggressione va sovente sull’ uomo. Ha una buona tecnica e tanta forza nelle gambe, è il classico esempio di difensore moderno. Palomino, il terzo di sinistra, anche lui cattivo e duro, è in possesso di un buon sinistro.

Il centrocampo. 

Hateboer, Freuler, De Roon, Gosens compongono il reparto. Hateboer, rimasto fuori a lungo per infortunio e recuperato poco tempo fa, è un cavallone di fascia, ha facilità di corsa e tempi di inserimento. Nazionale olandese, è soprannominato “Cavallo Pazzo”. Freuler abbina una buona qualità di fraseggio e di palleggio a una elevata corsa e a un’ ottima tempistica di inserimento, in più dispone di un ottimo tiro da fuori area. De Roon, anche lui nazionale olandese, abile in interdizione e nel recupero palla, sfrutta tutta la sua altezza nel gioco aereo. Gosens, esterno di sinistra a tutto campo, ha una fisicità importante e garantisce una corsa sempre a ritmi elevati, e nel gioco di Gasperini si sta rivelando anche come ottimo elemento in zona gol.

L’attacco. 

Pessina, il trequartista, ha intelligenza tattica e la capacità di proporsi sempre come soluzione ai compagni. Ha un ottimo piede sinistro e facilità di inserimento, e notevole il suo contributo al recupero palla. Malinovskyi e Zapata sono i due giocatori offensivi. Il primo sta assicurando un grande contributo alla squadra in fatto di assist e di gol. Ha forza nelle gambe e un sinistro zuccherato, e alla scuola di Gasperini ha imparato a giocare anche senza palla. Zapata, il perno centrale, dotato di una forza fisica dirompente, bravo nella difesa della palla per far salire la squadra, provoca sconquassi quando trova campo davanti a sé. Potrebbe anche partire tra gli undici il colombiano Muriel, elemento di classe sopraffina, capace di gol d’ autore, bravo nel dialogo stretto e mortifero nell’ uno contro uno. Nei primi 10 metri è un fulmine, anche se parte spesso dalla panchina è il bomber della squadra. Come molti altri, con il Gasp ha raggiunto picchi di rendimento mai visti. Altri due giocatori che potrebbero venire impiegati sono lo sloveno Ilicic e il russo Miranchuk, entrambi giocatori di fantasia e dal sinistro fatato. Lo sloveno in questa stagione ha risentito notevolmente dell’ emergenza Covid e non ha ripetuto la splendida scorsa annata, ma è sempre un atleta di notevole spessore. Il russo, arrivato quest’anno, si sta lentamente ritagliando il suo spazio dentro gli schemi bergamaschi.

Come si comportano sulle palle inattive?  

Sui corner a sfavore quattro uomini si dispongono a zona, poi gli altri vanno ad uomo sui giocatori avversari più pericolosi. Sulle punizioni dalla trequarti difendono a zona. In fase offensiva i corner sono calciati da Malinovskyi e Pessina. Se in campo, anche Muriel si incarica della battuta. I saltatori sono Zapata, Gosens, Romero, Djimsiti, Palomino. A volte si aggiunge Hateboer.

In conclusione? 

I nerazzurri sono una compagine di valore internazionale, ma per il Genoa giocare con la testa libera senza obbligo di punti può rivelarsi importante. Un bella figura e una buona prestazione sarebbero un bel regalo al pubblico rossoblu. Anche se assente sugli spalti, la gente saluterà e ringrazierà la squadra prima della partita ritrovandosi sotto la mitica Gradinata Nord. C’è da festeggiare una salvezza arrivata prima del tempo e che fino a poco tempo fa sembrava impossibile.

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.