Stefano Sturaro ha parlato, alla vigilia della sfida contro la Juventus, ai microfoni di SkySport. Il centrocampista genoano, tornato a vestire la maglia rossoblu dopo una parentesi proprio in bianconero, sarà uno fra i tanti giocatori in campo ad aver viaggiato in carriera sull’asse Genova-Torino. “Genoa e Juventus sono le due squadre per cui ho giocato in serie A, due realtà che chi prima o chi dopo hanno fatto parte della mia vita.  Anche lo scorso anno è stato un bellissimo rientro dopo un brutto periodo. Sicuramente quella di domani sarà una partita emozionante” ammette Sturaro, che nella passata stagione segnò una rete decisiva all’esordio, appena entrato in campo, proprio contro la Vecchia Signora. “È stato un gol molto importante per noi, perché avevamo fatto molta fatica e alla fine quel gol si è rivelato importantissimo. Lo scorso anno battere la Juve non è stata una passeggiata: dovemmo fare una mezza impresa. Sono una squadra costruita per vincere tutto, ma noi proveremo a fare del nostro meglio. L’esperienza a Torino mi ha insegnato ad andare sempre al massimo, ovviamente a vincere. Mi ha insegnato cosa voglia dire lavorare per raggiungere determinati obiettivi. Anche le ore che certi grandi campioni trascorrevano al campo d’allenamento…all’inizio non capivo, poi ne compresi l’importanza”.

E sul Genoa? “Oggi mi riconosco in tanti giovani e cerco di insegnare anche a loro questi dettagli, come l’importanza di arrivare un’ora prima e andar via un’ora dopo. Il Genoa mi ha fatto diventare grande, mi ha saputo aspettare, mi ha aiutato e poi mi ha lanciato. Tornare qui è stato quasi naturale. Io ho scelto di tornare prima di tutto per me stesso, perché avevo il bisogno di sentirmi di nuovo a casa. E poi anche per aiutare, nei limiti delle mie capacità, questa società. Sono sicuro che se noi giocatori riuscissimo a esprimerci al massimo, nelle prossime stagioni potremmo toglierci delle soddisfazioni e vivere campionati migliori degli ultimi. Qualche mese dopo essere arrivato a Torino abbiamo vinto il campionato proprio a Genova, contro la Samp. Poi il destino ha voluto che quelli del Genoa oggi siano di nuovo i miei tifosi: sono belle storie che un giorno racconterò ai miei figli e ai miei nipoti”.

Sturaro ha un Grifone tatuato su un braccio e parole al miele per mister Nicola. “L’ho fatto quando avevo 18 anni, mi sembra prima di andare a Modena. In tutti i miei tatuaggi voglio ricordare qualcosa che per me è importante. Il Genoa lo era e lo era e per questo l’ho voluto tatuare e non me ne sono mai pentito, così come ne ho fatti altri che ricordano i tempi alla Juve. Per me sono cose importanti che con piacere tengo sulla mia pelle. Gasperini, Allegri, Conte? Sono tutti grandissimi allenatori che hanno sempre creduto in me: io spero di aver sempre ripagato la loro fiducia. Con mister Nicola c’è un grande rapporto perché è un allenatore molto carismatico, che riesce a entrare molto bene nella testa dei suoi giocatori. Mi piace molto, spero che con lui, tutti noi e la società si possa aprire un ciclo qui al Genoa, anche perché se lo merita”.

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