Oggi è la giornata dell’Assemblea di Lega Serie A dove si cercherà di capire il futuro del campionato dopo le ultime 48 ore che hanno gettato pessimismo sulla ripresa del pallone in Italia. La Gazzetta dello Sport parla di “Governo in campo“, mentre il Corriere dello Sport parla chiaramente in prima pagina di retrocessione del calcio italiano in caso di stop al campionato. C’è poi Tuttosport, che invece si concentra sull’imminente ritorno in Italia di Cristiano Ronaldo.

Entrando nel dettaglio, all’interno dei quotidiani sportivi continuano a rincorrersi svariate interviste e svariati punti di vista. La Gazzetta dello Sport ripercorre intanto quanto accaduto ieri con l’aut aut del Ministro dello Sport (“intesa sui protocolli o decideremo per lo stop“) e la Lega che spiega che si atterrà alle decisioni del Governo, ringraziando Spadafora. In Lega oggi si discuterà anche dei diritti televisivi, che i club vorrebbero vedersi riconosciuti senza sconti.

C’è poi un’ intervista a Cosimo Ottomano, direttore medico della multinazionale Synlab e partner di Genoa e Fiorentina. “I calciatori sono uomini come noi e devono stare alla logica del distanziamento sociale e dell’uso delle mascherine FFP2. Quindi il problema è veramente consistente. Ci sarebbe una soluzione fantascientifica: utilizzare un test che dà una risposta immediata. Prima dell’allenamento o della partita tu fai l’esame e naturalmente scende in campo solo chi è negativo. Ma l’esperienza insegna che non possiamo raggiungere la certezza al cento per cento. Non c’è un rischio zero? Se ci muovessimo solo con il rischio zero allora non dovremmo attraversare più la strada“. 

Tuttosport fa menzione questa mattina addirittura di un dossier di 50 pagine che la Lega Serie A avrebbe già stilato per fare ripartire in sicurezza la Serie A. La data di ripartenza slitterebbe al 9 giugno prossimo con la Coppa Italia in chiaro sulle televisioni. La FIGC sostiene la posizione della Lega e assicura che promozioni e retrocessioni saranno mantenute, senza andare incontro ad una Serie A a ventidue squadre per la stagione 2020/21. Anche la Serie B, peraltro, intende portare a termine la stagione, ribadendo che un’altra priorità è quella di aiutare economicamente i club del campionato cadetto. Sempre Tuttosport riporta di come il calcio stia pensando, a sua volta, ad un rinnovo digitale: nei prossimi 12/18 mesi il pallone sarà soprattutto un prodotto televisivo accessibile, secondo quanto si legge, sopratutto ai clienti delle aziende sponsor. Le società, finché l’assenza di un vaccino impedirà presumibilmente le partite a porte aperte, dovranno continuare a coltivare la loro base di sostenitori social incentivandoli nella maniera migliore possbile perché “tutti cercheranno di rifugiarsi nella fruizione televisiva dell’evento“.

Infine troviamo il Corriere dello Sport, che evidenzia come il presidente FIGC Gravina abbia intenzione di portare a termine la stagione senza assegnare lo scudetto, mantenendo però le retrocessioni: il travaso dalla Serie A alla Serie B sarebbe di sole due squadre e non tre. L’ultima idea sul tavole resta quella relativa ad una ripresa del campionato direttamente a settembre per non lasciare vuoti gli almanacchi, che non riporterebbe il titolo della stagione 2019/2020. Lo stesso Corriere parla chiaramente dei problemi che sarebbero incorsi nella discussione sul protocollo di sicurezza: oltre alle difficoltà di movimento laddove si scoprissero nuovi giocatori positivi una volta riprese le attività, le società attualmente non sono coperte da polizze assicurative che garantiscano copertura per “danni permanenti a un tesserato conseguenti a una patologia contratta durante una pandemia”. Un tema delicato, che tocca anche l’etica e la giustizia, perché la responsabilità di nuovi positivi ricadrebbe probabilmente sul presidente e sugli staff medici delle società. Si parla, insomma, di una serie di punti su cui occorrerà prima trovare un accordo: la giornata di domenica 3 maggio sembrerebbe in programma un incontro tra Governo, Comitato Tecnico-Scientifico e Federazione.

Da segnalare, in chiusura, quanto rilanciato stamane da Il Sole 24 Ore. Il quotidiano specializzato in finanza e mercati parla di un interesse del gruppo di private equity americano, Blackstone, per investire nel calcio italiano e iniziare a dare una mano al buco di natura economica che lascerà inevitabilmente questa pandemia. Non sarebbe l’unico gruppo e fondo pronto a muoversi, considerato che “il tema dei diritti tv sta per diventare la nuova frontiera di investimento“.


GLI APPROFONDIMENTI SUL GENOA

CORRIERE DELLO SPORT – All’interno del Corriere dello Sport si legge parte di un’intervista che Iago Falque ha affidato ai microfoni dei colleghi spagnoli di AS. “Dal 10 marzo sono rimasto chiuso da solo in hotel: quella è stata la data dell’ultimo allenamento. La mia idea era quella di venire al Genoa e dare una mano, anche per ritrovare la forma migliore dopo l’infortunio. Purtroppo è scoppiato il virus e sono rimasto in albergo. Fisicamente sono impegnato, non è la cosa peggiore, e sono fortunato ad avere una terrazza con erba e spazio per fare regolarmente esercizio fisico: ho fatto più di 50 sessioni. Alla fine il problema è l’incertezza. Non so se si giocherà o no. Spero solo che ne usciremo e si possa guardare con ottimismo al futuro: vogliamo tornare alla normalità“.

SECOLO XIX – Il Decimonono questa mattina parla invece del derby della Lanterna che non ci sarà. Si sarebbe dovuto disputare domenica prossima, ma potrebbe (in caso di ripresa) essere disputato a luglio. Un solo precedente anticiperebbe una stracittadina estiva: si giocò in Coppa Italia il 13 luglio 1958. O addirittura la Lega Serie A potrebbe pensare di farlo giocare fuori Genova, se la situazione sanitaria lo richiedesse. Un punto sul quale si è espresso anche il consigliere comunale con delega allo Sport, Stefano Anzalone.

So che la Lega avrebbe pensato ad un’eventualità del genere, ma si tratterebbe di una proposta fuori luogo, demenziale e mortificante per i tifosi, i due club e per la storia del derby della Lanterna. Anzi, disputarlo fuori Genova potrebbe essere anche peggio perché, pur essendo a porte chiuse, potrebbe comunque verificarsi lo spostamento di qualche supporter. Tifosi di Genoa e Samp che vanno tutelati dalla Lega a cui ho mandato una lettera per chiedere che venga trovata una forma di risarcimento per chi, in questi mesi, non ha potuto e non potrò seguire le gare allo stadio“.


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