Enzo Teodosio, un lungo passato nel calcio professionistico negli staff di Sampdoria dal (1990-1992), Genoa (1992-2005) e Spezia (2011-2014), ha una lunghissima carriera e un vastissimo curriculum come massofisioterapista e docente. Ci farà compagnia questa sera nel ventesimo appuntamento della nostra rubrica “La Buonanotte col Sorriso“. Dopo aver vissuto larga parte della parentesi di Franco Scoglio sulla panchina rossoblu, Enzo Teodosio è voluto tornare su un paio di storie che lo legano al Professore: dal rituale della consegna delle pettorine al “riscaldamento tunisino” passando per la richiesta di cercare le Ricola in piena notte su richiesta stessa di Scoglio.

Sono Enzo Teodosio, un ex massaggiatore del Genoa. Mi è stato chiesto dal nostro amico e direttore Lino Marmorato di condividere con voi un po’ di aneddoti di quando lavoravo per il Genoa. Dopo tanti anni di Genoa di aneddoti ce ne sarebbero miliardi, potrei scrivere un libro del dietro le quinte, di quello che succedeva nello spogliatoio. Tanti allenatori si sono susseguiti al Genoa, ma quello che mi è rimasto più nel cuore è stato il Professor Franco Scoglio. Ricordo la prima volta che eravamo in ritiro, a Dimaro, ed era il periodo in cui aveva portato tutta quella schiera di giocatori tunisini: un giorno Scoglio si rivolse alla squadra dicendo che il riscaldamento lo avrebbero fatto i giocatori tunisini. Quindi secondo lui i giocatori tunisini avrebbero dovuto fare un riscaldamento tunisino, ma alla fine il riscaldamento era uguale a quello italiano, quindi tutti i giocatori scoppiarono a ridere. Poi una delle cose più belle era quando faceva la riunione pre-partita la domenica mattina in albergo: dovevamo rimanere tutti a disposizione, dava la formazione a quelli che non giocavano dava la pettorina.

Mi ricordo che io dovevo consegnargli il pallone, Gigino il magazziniere – nonché mio papa – gli doveva passare le pettorine. Era un rito scaramantico, che tutte le volte si ripeteva. Ti caricava a mille e ti metteva adrenalina. Una volta andammo, prima di un ritiro pre-derby, una settimana ad Aix-en-Provence, stemmo  in questo albergo dove era stato in ritiro con la Nazionale tunisina. Il giovedì ci portò a fare un’amichevole contro il Marsiglia, ci fece andare con il pullman fino a dove si trovava in ritiro il Marsiglia per giocare questa amichevole. A fine primo tempo convocò tutti quelli che avevano giocato il primo tempo negli spogliatoi e dice loro di prepararsi perché sarebbero partiti; il secondo tempo infatti lo giocarono le riserve. La squadra che poi vinse quel derby famoso, dove fu fatto il giro di campo con il pungo alzato, la fece partire con un aereo privato. Invece le riserve partirono il giorno dopo e le fece addirittura arrivare in ritiro quasi per l’orario della merenda, quando si sarebbe da lì a poco partiti per andare al campo e disputare il derby. 

Ricordo anche quella famosa notte di quel ritiro pre-derby, quando arrivammo da Aix-en-Provence con questo areo privato, in cui mi chiamò in camera alle tre di notte e mi chiese se mi ricordavo la marca delle caramelle che mangiava: stavo dormendo e mi trovò spiazzato, ma pensandoci bene mi ricordai il loro nome: le Ricola. Allora lo richiamai e gli dissi quali fossero, lui mi rispose: “Bravo, mi vada a prendere queste Ricola”. Però gli dissi che era tutto chiuso e non sapevo dove trovarle. Poi mi venne in mente di chiamare un amico che era in giro per chiedergli di prendere queste cavolo di caramelle, se no il prof mi avrebbe asfaltato. Dopo un paio d’ore abbondanti, alle cinque del mattino, mi arrivano queste caramelle. Allora lo chiamai in camera per dirglielo, lui mi disse di portagliele. Bussai, aprì, era sempre cosparso di carte dove scriveva schemi – non dormiva mai – e mi disse: “Benissimo, ora potete andare, domani si vince il derby”. E infatti l’indomani lo vincemmo. Sempre forza Genoa, cerchiamo di avere un po’ di pazienza tutti per questo coronavirus che ci costringe a casa, sperando che il calcio torni al più presto. Buona serata, in bocca al lupo e forza Genoa”.


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