Oltre a sottolineare il caos generato ieri mattina dalle parole del capo-dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, che in un’intervista radiofonica aveva di fatto allungato le restrizioni per l’Italia fino al 16 maggio salvo poi ritrattare qualche ora dopo, le prime pagine dei quotidiani sportivi odierni sottolineano l’ammonimento del presidente UEFA Ceferin alle 55 federazioni. L’ammonimento è indirizzato soprattutto al Belgio (che ha già chiuso) e all’Italia, che il 15 aprile potrebbe sospendere definitivamente i campionati qualora l’emergenza sanitaria e la quarantena forzata dovesse venire prorogata.

Le parole di Ceferin: “Per terminare la stagione stiamo valutando di giocare anche a luglio e agosto ed esiste la possibilità che le competizioni riprendano una volta completate quelle nazionali. Siamo convinti che il calcio possa ripartire nei mesi a venire alle condizioni che saranno dettate dalle autorità pubbliche e crediamo che qualsiasi decisione di annullare le competizioni nazionali sia, in questa fase, prematura e ingiustificata“. La UEFA, per evitare nuove possibili auto-sospensioni dei campionati, spiega che laddove accadesse si riserverebbe “di valutare il diritto dei club a essere ammessi alle coppe europee 2020-2021“.

Tuttosport intervista il virologo Roberto Burioni, che ritiene un’utopia pensare oggi a una data per la ripresa dei campionati e invita i giocatori a dare il buon esempio: “Penso che in questo momento sia indispensabile attendere ancora qualche settimana prima di progettare una possibile ripresa del calcio e di tutti gli altri sport. Prima, dovremo vedere cosa accadrà quando ricominceremo a uscire di casa. E anche che cosa accadrà con l’arrivo dell’estate. Temo però che fino a quando non avremo qualcosa di risolutivo contro questo virus sarà molto difficile rimettere dentro a uno stadio alcune decine di migliaia di persone: tutte insieme, tutte vicine, che si abbracciano quando la loro squadra segna. Temo che per un po’ di tempo dovremo vivere questa nostra bellissima passione in un modo un po’ diverso. Sarà un sacrificio che dovremo fare. Ma sono anche sicuro che poi un giorno torneremo a godere del calcio e di tutti gli altri sport, così come ne abbiamo goduto fino a oggi. O meglio: fino a ieri”.

Giovanni Malagó, presidente del CONI, parla invece al Corriere dello Sport: “Capisco chi dice che sarebbe bello giocare al più presto per finire il campionato, poi però leggo le ragioni di presidenti che preferirebbero pensare già alla prossima stagione e non me la sento di dargli torto. Il calcio a porte chiuse, con 40 gradi all’ombra con 2 o 3 partite alla settimana. Al momento non la vedo facile. Oggi il calcio ha tanti problemi, come le al- tre federazioni, che si deve appellare piuttosto alle istituzioni. Oggi il mondo del calcio non è nelle condizioni di poter aiutare gli altri sport”.

Si potrà ripartire, sottolinea Malagò, “solo se sussistano le condizioni igienico-sanitarie di sicurezza ambientali, per evitare la diffusione dei contagi e i contagi di ritorno. Se per i giocatori saranno necessari controlli accurati, prima di tornare in campo, e naturalmente tutti dovranno fare i tamponi, speciale attenzione servirà per chi è stato contagiato. In Serie A, una dozzina. Non sarà solo questione di recupero della condizione. C’è il rischio di effetti collaterali, soprattutto al cuore. Curabili, certo. Ma prima serviranno controlli multi-organo per escludere qualsiasi patologia. Questa è la prima questione per la commissione”. 

Sulla questione legata al taglio degli stipendi, “ormai è guerra” fra Lega Serie A ed Associazione Italiana Calciatori. Non c’è convergenza con il sindacato né sui tagli né sul congelamento salariale e l’accordo sembra sempre più lontano: pronto un documento comune firmato da tutti i presidenti. Quello dell’Entella Antonio Gozzi, sulle pagine del Corriere dello Sport, si dice “una volta tanto” d’accordo con Lotito: “Molte società rischiano il fallimento: bisogna ripartire per evitare il crac”.


GLI APPROFONDIMENTI SUL GENOA

CORRIERE DELLO SPORT – Riprese le parole di mister Nicola a Sportitalia, in un articolo dedicato a Kevin Agudelo si sottolinea come la Fiorentina abbia l’obbligo di riscatto fissato per il centrocampista colombiano, arrivato nel mercato di gennaio insieme all’ivoriano Kouamé.

GAZZETTA DELLO SPORT – Intervista a Mattia Perin, che è d’accordo sul fatto che oggi la priorità sia la salute pubblica e ammette di essere “debitore alla famiglia Preziosi” che ha creduto in lui sin dai tempi del settore giovanile: “La Juve mi ha lasciato tante cose positive, sono cambiato. Quando sono andato via dal Genoa, sapevo che sarei tornato perché ci lega una storia speciale”. Se di futuro preferisce non parlare, il portiere identifica nei giorni precedenti alla trasferta di Firenze un momento chiave per la svolta del Grifone targato Nicola. Un mister che, insieme al suo staff, “sta facendo un grande lavoro anche sui singoli”.

Il presidente dell’AIC Damiano Tommasi torna a parlare di calcio e lo fa affidandosi alle pagine della rosea. Prima una premessa: “Da appassionati non vediamo l’ora di tornare a divertirci, ma oggi parlare di sport ha davvero poco senso”. Sebbene nelle ultime riunioni l’attenzione si sia concentrata soprattutto sulle serie minori, come Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti, e sebbene le date per la ripresa “le deciderà solamente il virus”, prende sempre più quota l’ipotesi di un campionato concluso fra luglio e agosto. “La speranza è di riprendere velocemente, magari già in estate con i bagnanti sulle spiagge” è l’augurio di Tommasi.

REPUBBLICA GENOVA – Nell’edizione di ieri Umberto Calcagno, numero due dell’Assocalciatori, ha assicurato come in caso di mancata ripresa dei campionati i calciatori di Serie A sono pronti a trovare un accordo per il taglio degli stipendi. Oggi la parola è affidata a Matteo Gallotti, giocatore del Ligorna da gennaio anche allenatore, che oltre a giocare a calcio ha la fortuna di avere un lavoro stabile: “Mi ritengo tra i fortunati, ma per chi gioca solamente a calcio e vengono da fuori genova, i mille euro di rimborso sono le uniche entrate e hanno già a rischio le mensilità di marzo, aprile e maggio”. La stagione di Serie D? “Credo che per noi ormai sia chiusa: siamo una realtà troppo diversa dalla Serie A”.

IL SECOLO XIX – Allenamenti con vista aeroporto? Iago Falque, rimasto al Tower Hotel così come mister Nicola, sembra Tom Hanks nel film The Terminal. Renzo Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori, sulle pagine del Decimonono loda anche la ripresa del Genoa sotto la gestione Nicola: “Ha trasmesso coraggio e fiducia”. Mentre continua la lotta in Lega fra chi vuol finire il campionato a tutti i costi e chi lo considerà ormai destinato all’annullamento, in Serie A ci sono ben 56 giocatori a rischio qualora i contratti non venissero prolungati oltre la data del 30 giugno: fra questi anche Buffon e Chiellini.

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