Gian Piero Gasperini per la decima volta affronterà il Genoa da avversario, mentre per mister Andreazzoli sarà il secondo bagno di entusiasmo allo stadio Ferraris da allenatore del Genoa. Quello stadio che, per sua stessa ammissione in conferenza, ribolle sin da un’ora e mezza prima della gara trasmettendo sensazioni positive. Uno stadio che, pronto a ridipingersi di rossoblu, oggi attende la partita contro l’Atalanta per avere una prima indicazione del valore di questo Genoa, reduce dal pareggio contro la Roma e dalla vittoria sulla Fiorentina. Arbitro della sfida sarà il ravennate Fabbri, assistito al VAR da Maresca della sezione di Napoli.

Foto TanoPress

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NOTIZIARIO – All’incirca 28/29 gradi accolgono le squadre in campo per il riscaldamento poco prima di mezzogiorno: il Ferraris è tornato a tingersi di rossoblu e sono davvero molti gli striscioni esposti dai club, come comunicato in settimana dall’ACG. L’umidità percepita è oltre il 50% e il clima è particolarmente afoso. Il campo appare in buone condizioni con le linee ben visibili per identificare il fuorigioco e la metratura del campo. Gli ingressi totali saranno conteggiati oltre le 23mila presenze, 23325 per la precisione. Saranno 982 i tifosi dell’Atalanta presenti nel settore ospiti, anche se ne sono previsti altri giunti in Liguria con pullman privati. In Gradinata Nord, prima del fischio iniziale, è visibile lo striscione “Non è ancora giunto il giorno dell’oblio…onore allo zio!“.

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Presenti anche tre striscioni di benvenuto per nuova piccoli grifoni, in particolare Andrea, Elia, Greta e Daphne, nata lo stesso giorno della nascita del vecchio Grifone. Oltre alla dirigenza rossoblu, nella nuova tribuna VIP del Ferraris sono presenti Nicolas Burdisso, direttore sportivo del Boca Juniors ed ex capitano del Genoa. Per lui un passato nella Roma allenata da Aurelio Andreazzoli. Burdisso era accompagnato dal fratello Guillermo. Ci sono anche Oscar Damiani, agente di Radu; Gennaro Gattuso, ex allenatore del Milan; Attilio Lombardo, collaboratore tecnico e occhio vigile di Roberto Mancini per conto della Nazionale. Presenti poi Romairone, direttore sportivo del Chievo, Gigi Cagni e Moreno Longo, ex allenatore di Pro Vercelli e Frosinone (entrambe squadre dove ha avuto modo di allenare il rossoblu Ghiglione, ndr). Da segnalare, prima dell’inizio della gara, il ricordo sui maxi schermi della scomparsa del collega Gian Luigi Corti, presidente dell’USSI.


FORMAZIONI UFFICIALI 

GENOA (3-5-2): Radu; Romero, Zapata, Criscito; Ghiglione, Radovanovic, Schöne, Lerager, Barreca; Kouamè, Pinamonti. Allenatore: Aurelio Andreazzoli. A disposizione: Jandrei, Marchetti, Biraschi, El Yamiq, Goldaniga, Jagiello, Cassata, Saponara, Pajac, Ankersen, Pandev, Favilli, Sanabria.

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Djimsiti, Masiello; Hateboer, Pasalic, Freuler, Gosens; Gomez; Ilicic, Zapata. Allenatore: Gian Piero Gasperini. A disposizione: Sportiello, Rossi, Ibanez, Castagne, Kjaer, Arana, Toloi, Malinovskyi, De Roon, Muriel, Palomino, Barrow.

Nella foto, Kouamè tiene in braccio il primogenito Michael Joah

LA PARTITA – Squadre in camp con un leggero ritardo. Il Genoa, in tenuta rossoblu, attaccherà nel secondo tempo sotto la Nord. Atalanta in tenuta bianca da trasferta: sarà Djimsiti il centrale di difesa, con Toloi sul centrodestra e Masiello sul centrosinistra. Partita fin da subito fisica, con tanti recuperi da una parte e dall’altra giudicati giustamente corretti dal direttore di gara. Subito evidente l’attenzione che Ghiglione e Barreca riservano rispettivamente a Gosens e Hateboer. Al secondo minuto buona occasione su punizione dalla destra per il Genoa. Lo sviluppo della punizione porterà ad uno schema per il tiro di Ghiglione. Un tiro non irresistibile che diventa assist per Romero a centro area, che insacca però da posizione irregolare. Fabbri annulla il gol. Erano ben quattro i rossoblu in offside.

Cinque minuti particolarmente intensi al Ferraris: Genoa trascinato dal proprio pubblico. Al sesto primo corner su cross di Criscito che non trova Pinamonti, ma solo deviazione della difesa bergamasca. La battuta è di Schöne, ma la difesa avversaria devia ancora in corner. Il Genoa fa tris dalla bandierina, sempre dalla zona di sinistra. Tre battute che non trovano il modo di impensierire la difesa dell’Atalanta, ma mantengono il Grifone nella metà campo avversaria. A rompere il break offensivo un destro dalla distanza di Radovanovic, che colpisce male e strozza la conclusione. Rimessa dal fondo per Gollini al 7′ di gioco.

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All’ottavo di gioco risponde l’Atalanta con un sinistro, a sua volta strozzato, di Ilicic. Nessun problema per Radu. Nonostante il caldo, l’intensità è davvero molto alta al Ferraris. Al 12′ è pericolosa l’Atalanta, che riparte sfruttando un Genoa mal posizionato difensivamente. I rossoblu sono bravi a recuperare, ma la manovra avvolgente del bergamaschi porta Hateboer dalla destra a crossare e tagliare fuori chi era in marcatura su Pasalic. Il numero 88 orobico non trova l’impatto col pallone, a tu per tu con Radu, di pochi centimetri. Pallone sul fondo. Al quarto d’ora punteggio in equilibrio, ma l’Atalanta sta crescendo nella produzione di gioco e manovra del pallone. Il Genoa contiene senza troppe apprensioni, anche quando al 17′ Duvan Zapata cerca di incrociare da posizione defilata col mancino. Pallone che terminerà larghissimo sul fondo.

Al 18esimo ottimo pallone recuperato da Schöne in mezzo al campo ai danni di Pasalic e corsa verso l’area avversaria. Il danese non allarga su Barreca a sinistra e cerca di andare al tiro, trovando poi in Kouamè la soluzione sulla destra. L’azione finirà sulla schiena di un difensore avversario. Al 20esimo primo tiro dalla bandierina dell’Atalanta, che tiene il Genoa nella propria metà campo. L’azione terminerà con un colpo di testa di Djimsiti alto sulla traversa e una richiesta, del tutto priva di fondamento, di tocco di mano da parte della difesa rossoblu. Ma Cristian Zapata non devia – e neppure tocca o sfiora – il pallone col braccio. Fabbri ne è consapevole e lascia giocare, concedendo al 22′ 45″ il primo cooling break della partita.

La partita riprende con la stessa intensità, Zapata viene chiuso dall’omonimo rossoblu in area di rigore e sull’azione successiva il Genoa va vicinissimo al gol con Lerager, che conquista soltanto angolo con un destro a botta sicura dal limite dell’area. Ottima chiusura della difesa orobica e deviazione un po’ fortuna visto che Gollini sarebbe stato completamente tagliato fuori dalla traiettoria del pallone. Sull’angolo che ne scaturisce viene fuori una ripartenza di Zapata che impegna in copertura Kouamè, l’unica a tenere il passo del colombiano. L’attaccane di Gasperini riuscirà a ribadire in mezzo, ma Ghiglione sarà provvidenziale e senza fronzoli spazzerà in rimessa laterale. Alla mezz’ora gioco fermo per un infortunio a Gomez, che sarà comunque in grado di proseguire. Al 32esimo calcio di punizione per l’Atalanta poco oltre i trenta metri. La zona di battuta è centrale e Radu dispone una barriera a tre. Servirà a poco visto che lo schema cercato dall’Atalanta impegnerà Ilicic, tutto solo sulla sinistra, che cercherà una improbabile conclusione col mancino destinata a finire direttamente in rimessa dal fondo.

Buon momento dell’Atalanta dalla mezz’ora in su, che insiste a ridosso della porta di Radu. Ammonito Romero al 31esimo di gioco (terza sanzione, alla prossima scatterà la diffida). La difesa genoana fa densità, aiutata anche dai centrocampisti. Al 37esimo gioco ancora fermo perché Gosens si accascia a terra richiamando l’attenzione della panchina per un dolore al basso ventre. Sarà in grado rientrare dopo aver tenuto una borsa del ghiaccio sulla zona interessata. Alla ripresa è l’Atalanta a impegnare Radu con Pasalic, servito in ripartenza da Zapata. In questo finale di tempo fioccano gli errori da parte del Grifone, che ancora a al 39esimo perde gratuitamente il possesso del pallone e permette a Gomez di incunearsi sino al vertice dell’area di rigore e calciare col mancino. Conclusione nuovamente fuori misura che si spegne sul fondo. Così come si spegnerà comodamente tra i guanti di Gollini il tiro di Radovanovic al 40′ partito ancora una volta dal limite dell’area.

Al 42′ non comprensibile la decisione di Fabbri di non concedere punizione dal limite a favore del Genoa per fallo di Toloi su Pinamonti. L’attaccante rossoblu viene steso da due avversari, ma l’arbitro lascia proseguire. Non lascerà proseguire invece sul fallo di Masiello ai danni di Ghiglione, che costerà il primo giallo della partita per lo stesso Masiello. Saranno 3′ minuti di recupero concessi dall’arbitro a fine primo tempo. Al 46esimo Criscito subisce un colpo da Ilicic nel tentativo di disimpegnare e rimane a terra: c’è il fallo, ma appare generosa l’ammonizione ai danni del numero 72 dell’Atalanta, secondo ammonito della gara. La frazione si chiude sul punteggio di 0-0.

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La ripresa parte senza cambi, Genoa all’attacco sotto la Nord. Al 46esimo primo spunto di Pinamonti che, cercato da Radovanovic su calcio piazzato, difende un buon pallone e, nel tentativo di girarsi, conquista calcio d’angolo. Ma il Genoa fa sul serio e Kouamè, un minuto più tardi, impegna Gollini con un destro a girare. Ancora tiro dalla bandierina, il sesto della gara per il Genoa. Genoa che spinge e insiste, portando all’ammonizione di Hateboer (48′) e al calcio di punizione dalla sinistra, all’altezza della bandierina dell’angolo. Schöne va diretto in porta senza esito: sprecata una buona occasione per andare a cercare le torri rossoblu in area. Il centrocampista danese proverà a rifarsi al 50esimo calciando dal limite dell’area a giro: pallone troppo alto, ma buona occasione rossoblu. La terza da inizio secondo tempo. Buoni ritmi all’inizio di questa ripresa, non certo meno calda del primo tempo. In ogni zona del campo c’è grande battaglia, con Pinamonti che è tra i più sollecitati dai difensori avversari in termini di duelli fisici.

Al 55esimo Gasperini effettua il primo cambio: fuori Pasalic, dentro De Roon. Al 56esimo sinistro a fil di palo di Gosens dopo un’incursione palla al piede sin dentro l’area di rigore del Genoa. Gasperini predispone quasi subito anche la seconda sostituzione: fuori Ilicic, dentro Muriel. L’Atalanta imperversa nei pressi dell’area di rigore del Genoa, reclamando anche per un calcio di rigore per intervento di Cristian Zapata su Duvan Zapata. Al 62esimo viene richiesta la revisione al VAR di quest’ultimo episodio avvenuto a ridosso dell’ora di gioco: Fabbri aveva lasciato proseguire, però Maresca in postazione video lo avrebbe richiamato invitandolo a rivedere la dinamica. Così accadrà e l’arbitro tornerà sui propri passi ammonendo anche il rossoblu Zapata: sul dischetto andrà Muriel che spiazzerà Radu alla sua sinistra e porterà l’Atalanta in vantaggio. Siamo al minuto 64′.

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Il Genoa può rispondere al 67′ di gioco su punizione dai 22/23 metri: sul pallone sia Criscito sia Schöne. L’azione aveva portato al gol di Pinamonti, ma un precedente trattenuta su Kouamè aveva fatto applicare il vantaggio. L’arbitro aveva fischiato prima che l’attaccante rossoblu segnasse. La punizione sarà battuta poi da Schöne, ma deviata in calcio d’angolo. Al 69esimo Andreazzoli toglie Radovanovic, dentro Saponara. Il cambio sarà l’occasione per un secondo cooling break. Ad un quarto d’ora dalla fine, Atalanta sempre in vantaggio. Genoa che, trascinato dal Ferraris, va alla ricerca del pareggio. Romero conquisterebbe angolo al 75esimo, ma per l’assistente l’ultimo tocco è il suo. Il difensore argentino si attarda nelle proteste e lascia scoperto in ripartenza il settore di sinistra dove Zapata riesce ad infilarsi, arrivando sino in area di rigore. Radu in uscita sarà miracoloso nel chiudere lo specchio all’attaccante avversario.

A ridosso dell’80esimo gioco fermo per Muriel, che si accascia a terra toccandosi il ginocchio sinistro. Riuscirà a rientrare e l’infortunio sembra essere meno grave di quello che sembrava. Andreazzoli getterà a breve nella mischia Ankersen e Pandev, che giocheranno gli ultimi dieci minuti più recupero. Fuori Ghiglione e Barreca. Il Genoa adesso gioca col 4-3-1-2. Ankersen sulla linea a quattro di difesa. Pandev alle spalle di Kouamè e Pinamonti. Proprio di Ankersen sarà la grande occasione all’84esimo per pareggiare con un potente destro da centro area dopo un cross dalla sinistra di Criscito, ma la difesa bergamasca mura la conclusione con la schiena di Gosens. Il VAR ricontrollerà un possibile tocco col braccio, non ravvisandolo.

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All’87esimo ci prova anche Pinamonti con un destro dal limite: pallone che sfila largo di poco alla destra di Gollini, che poi si prende tutto il tempo per rinviare e perdere minuti preziosi. All’88esimo calcio di rigore per il Genoa per fallo di Djimsiti su Kouamè. Il VAR confermerà il penalty e sul dischetto va Criscito facendo esplodere il Ferraris. Nel recupero, che sarà di cinque minuti, viene ammonito Pandev. Il Grifone proverà a ribaltare il risultato, ma sarà l’Atalanta con Duvan Zapata a ripassare avanti. Il centravanti colombiano si inventa la rete del 2-1 con un potentissimo destro dal limite che tocca la traversa e finisce in fondo al sacco a trenta secondi dalla fine.

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