Il Genoa si presenta alla sfida contro la Roma come squadra da media esatta, quella di un punto a partita. Troppo poco per una formazione che, in estate, era partita con le aspettative di una tranquilla salvezza e aveva scoperto di avere un re Mida del gol tra le sue file. Ad esacerbare una situazione complessa, fatta di soli due punti nelle ultime sette gare, c’è il dato sulle occasioni da gol assai poco sfruttate. E dire che non mancano in casa Genoa, come si è visto sia contro il Torino (doppio miracolo di Sirigu) sia contro la Spal (traversa Kouamè). E, se vogliamo, anche nel precedente derby contro la Sampdoria.

C’è anzitutto un dato che colpisce: nelle ultime quattro stagioni, il Genoa alla 34esima giornata non ha mai toccato quota 40 gol segnati. Qualcosa vorrà pur dire, anche se certamente non rappresenta un obiettivo stagionale o un necessario sintomo di buona salute. Ci sono squadre – poche, per la verità – che hanno saputo fare di una buona difesa e di pochi gol segnati, ma pesanti, i loro cavalli di battaglia. Un esempio su tutti, forse l’unico, è l’Alaves in Spagna: ad oggi segna un gol più del Genoa (37) ma ne subisce otto in meno (45) e si ritrova, a tre giornate dal termine, a contendersi una posizione per l’Europa League con Athletic Bilbao e Valencia. In chiave europea rappresenta un’eccezione stagionale visto che spulciando tra Premier League e Bundesliga (ma anche in Serie A!), se segni poco sei pressoché condannato a vivere nei bassofondi. Se fai di tutto per complicarti la vita, lo sarai ancor di più

Questo dato sulle quattro stagioni “sotto i quaranta” finisce per coincidere con annate che si sono rivelate tutte travagliate – quando non travagliatissime – con le rispettive salvezze messe in cassaforte nelle ultime giornate di campionato privilegiando un gioco più cautelativo che non offensivo. Una situazione ricorrente, prima del 2015, era di sfondarla questa fantomatica quota 40 gol, spesso avvicinandosi o superando le cinquanta marcature, come nella stagione 2009/2010. E contemporaneamente, giocarsi quantomeno un piazzamento dal decimo posto in su, che oggi per i diritti televisivi rappresenta anche un lieve incremento di entrate a bilancio. Senza dimenticare che un piazzamento migliore può assicurare anche un turno in meno di Coppa Italia, trovandosi più avanti nel tabellone.

In casa Genoa, questa situazione della latitanza del gol non è solamente una questione di centravanti, ma anche di reti arrivate da tutta la squadra e di cinismo sotto porta. Emblematico che in questa stagione soltanto 10 gol su 36 siano arrivati da centrocampisti o difensori e che queste 36 reti non risultino poche soltanto per sfortuna (7 legni colpiti da inizio stagione), ma spesso anche per scarsa precisione negli ultimi metri o nell’ultimo passaggio.

Ecco che emergono alcuni dati interessanti, quando non preoccupanti. Il Genoa, nona squadra del campionato per tiri totali (472), è alle spalle delle formazioni che compongono la parte sinistra della classifica per mole di occasioni create. Ma i rossoblu diventano addirittura settimi per tiri fuori (216), alle spalle di Napoli, Atalanta, Lazio, Inter, Juventus e Fiorentina. Piazzati comunque meglio di Roma, Milan e Torino, tre formazioni in lotta per la Champions League.

Non finisce qui, perché ampliando l’analisi al capitolo trasferte (dove il Genoa ha raccolto 11 punti e segnato 17 gol in stagione, ndr) il dato sulle occasioni sprecate incrementa notevolmente ed emerge un altro dato interessante. Su un totale di 222 tiri verso le porte avversarie (6,5 a partita), il Genoa è terzo per conclusioni fuori (110) dopo Atalanta (114) e Napoli (113). In questo senso, è bene ricordare che orobici e partenopei sono rispettivamente primo e terzo attacco del campionato di Serie A in trasferta.

Il Genoa dunque crea, ma non concretizza a dovere, come peraltro dimostra un ultimo dato: i rossoblu hanno tirato in porta 138 volte su 472 totali. Un dato che arriva al 30% solamente approssimando per eccesso. Chi concretizzava quasi ogni pallone, a dire il vero, il Genoa per un girone lo ha avuto ed era quel Piatek che, oltre ad essere un riferimento per il resto della squadra aiutando i compagni, risulta ancora il miglior capocannoniere stagionale del Grifone con 13 gol. Quasi un paradosso. Un paradosso che condanna il Genoa a spartire col Chievo, già retrocesso, l’ultimo posto nella classifica dei gol segnati nel girone di ritorno (11).

LE TABELLE DI WHOSCORED SU TIRI E OCCASIONI IN SERIE A (dati Opta)