Nel tardo pomeriggio odierno, dopo la prima convocazione andata deserta nella giornata di sabato scorso, il Genoa e i piccoli azionisti si sono ritrovati al Museo per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2018 (disponibile anche sul sito ufficiale del Genoa cliccando QUI).  Il bilancio, approvato soltanto dopo una lunga discussione e le varie intenzioni di voto, a favore o contro, è stato preceduto da una lunga assemblea dove l’amministratore delegato rossoblu, Alessandro Zarbano, ha prima spiegato cosa cambia dal precedente bilancio a quello 2018, poi risposto alle domande dei piccoli azionisti. 

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COSA CAMBIA – La vera novità è subito nelle parole dell’amministratore delegato rossoblu. “Oltre a presentare il bilancio 2018, presentiamo anche un aggiornamento su quanto accaduto dopo il 31 dicembre“. In parole povere, dopo le tre cessioni del mercato di gennaio (Piatek al Milan per 33 milioni, Pina Nunes al Chievo per 2 milioni e Zanimacchia alla Juventus per 4 milioni) e i successivi acquisti. Una situazione che delineerebbe un patrimonio netto attivo (al 28 febbraio 2019) che registra un utile da circa 25 milioni di euro.

Una situazione nella quale vanno inquadrati anche i due prestiti onerosi di Sanabria (500mila euro) e Lerager (500mila euro più riscatto obbligatorio a 6 milioni), seguiti dagli innesti di Jandrei (2 milioni e 200mila euro), Radovanovic (5 milioni di euro) e Sturaro, ad oggi messo a bilancio per una cifra di 10 milioni di euro. Non una novità, in realtà, come da comunicato della Juventus dello scorso 24 gennaio: quegli 8 milioni che hanno fatto parlare di 18 milioni complessivi ancora non sono da considerare voci di bilancio realizzate, ma potrebbero sbloccarsi “al verificarsi di determinate condizioni contrattuali“. Rimanendo in tema calciomercato, l’amministratore delegato rossoblu ha risposto anche a chi gli chiedeva di smentire le voci di cessione già completata di Kouamè e Romero, rilanciate da alcuni media. “Ad oggi non ci sono trattative“.

PERDITE IN CALO – Il bilancio, nel suo complesso, “presenta dati in leggero miglioramento“. Ancora non si intravedono utili, specialmente se non si considerano le entrate di gennaio, ma le perdite sono ugualmente passate da 11,3 a 3,9 milioni e si è tornati a raggiungere la redditività. “Il margine operativo lordo per il 2017 era di circa 15 milioni, quest’anno è stato di 30 – spiega Zarbano – Il reddito operativo era negativo per circa 17 milioni, oggi è risultato positivo per sei milioni. La perdita che si registra è dovuta alle imposte: ma rispetto all’anno scorso c’è un saldo di circa 12 milioni di euro“. Infatti, leggendo il dato ante-imposte, si ottiene un risultato d’esercizio in passivo per 3 milioni e 952.731mila euro.

Anche i debiti verso banche e altri finanziatori risultano ridotti di circa otto milioni di euro, mentre le pendenze tributarie (a cui si è aggiunta l’IVA 2018 per una cifra vicina ai 4 milioni di euro, ndr) è passato da 63 a 43 milioni e 497.702mila euro. Nell’arco del 2018 questi debiti tributari sono stati ridotte di circa 5 milioni, portandoli da 63 a 58, mentre alla data odierna risultano ridotti di oltre 20 milioni di euro, con un ulteriore rientro di circa 15 milioni nell’ultimo quadrimestre. E che fare dei restanti 43 milioni?L’intenzione è quella di andarli a diminuire, se non estinguerli, nell’anno in corso – specifica ancora l’ad Zarbano – Le previsioni economico-finanziarie per il 2019 sono ulteriormente in aumento rispetto ai dati precedenti e prevediamo, se quest’anno già abbiamo prodotto cassa, di raggiungere l’utile di bilancio”.

PLUSVALENZE RECORD – “Il vero patrimonio del Genoa è nei giocatori. E quindi il Genoa si è notevolmente indebolito dopo il 31 dicembre 2018“. La dichiarazione è di Mario Epifani all’inizio delle intenzioni di voto e apre al capitolo plusvalenze, voci di bilancio controverse. Partiamo col dire che, per stessa ammissione del bilancio a fini Co.Vi.So.C pubblicato dal sito ufficiale rossoblu (pagine 76-77 alla voce “evoluzione prevedibile della gestione e sviluppi strategici“), le plusvalenze rappresenteranno un obiettivo stagionale anche per l’annata 2019/2020. Tra gli obiettivi da centrare, infatti, ci sarebbe quello di presupporre “un piano di mercato che garantisca plusvalenze da cessione in linea con le performance degli anni precedenti“.

Ma tornando al dato approvato, le “performance” sono già di rilievo. Dalle ultime cessioni di Centurion, Pellegri, Perin, Beghetto, Izzo e Laxalt, il Genoa ha infatti incassato ben oltre 48 milioni di euro di plusvalenze (+18 milioni rispetto al bilancio 2017). Si parla, fra l’altro, di cessioni da cui si ricaverà presumibilmente altro denaro grazie a clausole e bonus, come spiegato dallo stesso amministratore delegato rossoblu.

Bonus e premi di valorizzazione ci sono e sono legati alle presenze di Perin, Izzo, Laxalt nelle altre squadre“, ma non ve ne sono invece su giocatori minori. “Parliamo di cifre importanti, non da poco – specifica l’ad Zarbano – e ad oggi sono bonus acquisiti per milioni di euro“. Tra i bonus recentemente realizzati, ad esempio, quello relativo alle presenze di Izzo al Torino oppure quello sul numero di gol segnati da Simeone. Per Perin, invece, si parlava di un bonus legato alle presenze.

Breve, ma intenso, anche il capitolo sulla licenza UEFA (è stata richiesta e probabilmente sarà ottenuta, neri), che apre al circolo d dichiarazioni provenienti dalla platea degli azionisti. Domande fra le quali spiccano quella relativa alla vendita della società e al valore a cui ammonterebbe il valore del Genoa e, infine, quella sui prossimi lavori di restyling del “Signorini” e sugli investimenti nel Ferraris.

Una stima del valore del Genoa non sta a me farla – spiega Zarbano – e comunque non ci sono trattative concrete in corso. Confermo però che c’è un interesse a cedere. Qual è il valore del Genoa, anche a spanne? Il maggiore azionista penso che lo sappia“.  E sullo stadio, ecco che si torna su argomenti già noti. La società Luigi Ferraris ha già presentato un piano di investimenti per 30 milioni di euro auspicando una concessione pluriennale, coi primi interventi che dovrebbero partire dopo la fine della stagione. Per quanto riguarda i terreni di Cogoleto, invece, non sono stati interessati – se non parzialmente e non gravemente – dai recenti roghi che hanno colpito il Ponente genovese.


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