L’Assemblea tra arbitri, vertici di Lega e società di Serie A è arrivata nel momento chiave della stagione, dove gli errori VAR iniziano a pesare moltissimo sul futuro delle squadre del campionato. Tenutasi ieri a Milano, ha messo alle corde soprattutto gli episodi dell’Allianz Stadium e il fallo di mano di Alex Sandro non sanzionato col rigore a favore del Milan da parte dell’arbitro Fabbri, rimasto inamovibile anche di fronte alla on field review proposta da Calvarese. Ma non solo: una diatriba non di poco conto si è aperta intorno al rigore concesso alla Lazio contro il Sassuolo per un fallo di mano di Locatelli avvenuto dopo che il pallone aveva colpito un fianco. E poi ancora c’è l’episodio Sturaro, che merita subito un approfondimento a parte. Andiamo per ordine, da Sturaro a tutti gli episodi di giornata.

ESPULSIONE STURARO 

Le tre immagini proposte raccontano, come già scritto in tutte le salse, di un fallo di gioco in diagonale, non di fronte o di spalle, ai danni di Allan, nel tentativo di intercettare il pallone, ben nascosto all’ultimo dal centrocampista partenopeo. Ogni angolazione propone qualcosa di differente in termini d’interpretazione e se fermiamo il nostro registratore di casa sicuramente ritroviamo in qualche modo i tacchetti di Sturaro sulla tibia di Allan. Ma quando Sturaro parla di contatto lieve, da arancione, un po’ sa di aver colpito l’avversario, ma contemporaneamente parla di una gamba che tocca, ma fortunatamente non insiste nel’intervento, su quella dell’avversario. Lo si evince dalle immagini in movimento, quelle viste da Pasqua. Quelle che rappresentavano domenica la verità di campo, valsa un cartellino giallo, che in termini di regolamento poteva starci. Il video chiarirà meglio quello che si è detto:

I tre gradi di pericolosità di un intervento, già elencati ieri mattina nel nostro editoriale, porterebbero a fare rientrare questo fallo nella categoria della “negligenza” e non in quella della “vigoria sproporzionata”. Tant’è vero che Pasqua estrarrà senza esitare il giallo. La discussione – e questo, guarda caso, se lo sono dimenticati tutti – andrebbe spostata sul perché Aureliano di Bologna (assistito da Fiorito all’AVAR che di episodi analoghi ne aveva vissuti, come il fallo shock di Gagliardini su Sandro la passata stagione, ndr) abbia visto un “chiaro ed evidente errore” dove, in termini di regolamento, l’interpretazione del collega poteva assolutamente starci. Perché, diciamocelo francamente, il VAR tira in ballo sempre un problema di interpretazioni personali del regolamento.

Se ci dicessero che ogni tacchetto su una tibia vale il cartellino rosso, saremmo tutti d’accordo e col cuore in pace. Ma allora l’applicazione deve essere la medesima per tutti gli episodi, mentre di giornata in giornata, su episodi simili e talvolta peggiori, ci sono interpretazioni clamorosamente differenti. Col Genoa che già più volte (a partire da Bertolacci a Udine due stagione fa, ndr) è stato laboratorio sperimentale per sanzioni anche a centrocampo e ben lontano dalla tanto temuta area di rigore.

Qui viene il bello. In questa stagione, curando questa rubrica settimanale, se ne sono trovati a bizzeffe di episodi analoghi (e ben peggiori) non revisionati al VAR. O se revisionati, non modificati nella sanzione. Andiamo ad elencarne cinque, i più clamorosi e in linea con l’episodio Sturaro, seppur valutati diversamente (clicca sulle foto per ingrandire e leggere la didascalia):

Terza giornata, Parma-Juventus. Pjanic entra a gamba tesa su Di Gaudio. Viene solamente ammonito dall’arbitro Doveri e Fabbri (VAR) non suggerisce una revisione. Dinamica analoga, quando non peggiore, a quella di Sturaro
Quinta giornata, Fiorentina-Spal. Un episodio controverso che l’arbitro Ghersini corregge dopo aver controllato al VAR. A velocità di gioco espelle per vigoria sproporzionata Kurtic, ma il VAR (Chiffi) lo invita a ritornare sui propri passi. Primo caso di un rosso tramutato in giallo nella stagione in corso (ma per Criscito, diverse giornate dopo e sempre con la Spal e Pasqua di mezzo, non accadrà lo stesso)
Sesta giornata, Juventus-Bologna. Ancora Pjanic graziato dal VAR e dall’arbitro Mariani, che estrae solamente il cartellino giallo. Guida, appostato al VAR, non vede quello che sarebbe un chiaro ed evidente errore, stando allo stesso metro di giudizio adottato al San Paolo con Sturaro
Venticinquesima giornata, Sampdoria-Cagliari. Deiola interviene in maniera scriteriata su Praet. Un fallo da rosso diretto, pericoloso oltre che negligente. L’arbitro Massimi ammonisce solamente il calciatore del Cagliari, Mazzoleni ravvisa gli estremi per una conversione del cartellino da giallo a rosso. On field review, ma scelta confermata: solamente giallo per Deiola. Scelta abbastanza discutibile e domanda spontanea: a che serve un regolamento che, già solo richiamandoti, ti invita a tornare sui tuoi passi se poi, su questi benedetti passi, l’arbitro a sua discrezione può decidere di non tornare?

 

Nella foto, un Inter-Benevento della passata stagione. Gagliardini interviene su Sandro a centrocampo. Siamo ancora in regime di “evidente” errore (non c’è ancora l’accezione di “chiaro ed evidente”), ma nell’occasione Gagliardini non sarà neppure ammonito dall’arbitro Pairetto. Al VAR Maresca, che non fa alcun richiamo; all’AVAR Fiorito, che non deve avere imparato molto dall’occasione visto che domenica, assistendo Aureliano, non gli ha rammentato di questo ingiustificabile scarto tra una valutazione e un’altra

GLI ALTRI EPISODI DEL 31ESIMO TURNO 

Nella foto, Maietta (Empoli) strattona Lasagna (Udinese) fallosamente in area di rigore. Come faccia a non essere cartellino rosso, è francamente inspiegabile. Fatto sta che il capitano dell’Empoli prende solamente il cartellino giallo per Orsato, che non viene richiamato dal VAR Massa per tornare sui propri passi.
Nella foto, il braccio largo di Locatelli (Sassuolo) su cross di Patric (Lazio) che varrà il rigore che porterà avanti la Lazio all’Olimpico. La palla sbatte sul braccio, particolarmente largo, dopo aver sbattuto sul fianco. Di solito un’attenuante, ma non questa volta (come confermato da Rizzoli). Anche qui le valutazioni differenti si sprecano, ma sembra che si stia procedendo per concedere sempre rigore sui falli di mano in area. Abisso concede subito rigore sebbene sia lontano dall’azione e forse parzialmente coperto, il VAR Manganiello suggerisce una on field review. Rigore che verrà comunque confermato e tante, tante polemiche
Nella foto, l’episodio che più di tutti ha scatenato polemiche: il tocco di braccio di Alex Sandro su cross di Calhanoglu. Le speculazioni stanno a zero: era rigore, lo confermano tutti a partire da Fabbri, che voci di corridoio direbbero aver ammesso l’errore nonostante lo abbia anche rivisto al VAR, dove sedeva Calvarese
Nella foto, il più classico degli episodi soggetti ad interpretazione. Fa bene il Cagliari, in una giornata di fuoco per il VAR, a domandarsi perché non gli sia stato concesso rigore per questo tocco di braccio di Bonifazi in area di rigore. Banti non lo ravvisa a velocità di gioco, ma avrebbe dovuto e potuto farlo Di Bello, seduto in cabina VAR

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