Una Lazio rimaneggiata e ferita per la recente sconfitta in Europa League contro gli spagnoli del Siviglia, scenderà oggi sul campo di Marassi per affrontare il Genoa, e proprio per questo il match sarà molto difficile e pieno di insidie per gli uomini di Prandelli. I biancocelesti avranno forti motivazioni e stimoli  e la formazione che il mister Simone Inzaghi manderà in campo sarà senz’altro di tutto rispetto.

Uno sguardo d’insieme sulla Lazio.

Inzaghi è allenatore giovane e meticoloso e la sua Lazio gioca un buon calcio piacevole e con buoni risultati. Scende in campo con un 3-5-2 in cui gli esterni vengono molto coinvolti nella costruzione del gioco. Solitamente la manovra inizia dalla difesa dove Acerbi è il perno che dà il via all’azione con il gioco sui laterali o con il lancio lungo per la profondità di Immobile, oggi in forse per problemi muscolari. In caso di forfait di Immobile, toccherebbe a Caicedo che ha caratteristiche differenti.

L’analisi reparto per reparto. Partiamo dalla difesa.

In porta il giovane e prestante Strakosha, dotato di rapidità e forte tra i pali, buono nelle uscite sia basse sia alte, dove sfrutta un’altezza importante, coi piedi e neĺla guida del reparto difensivo denota qualche lacuna. La difesa oggi sarà nuova di zecca, formata dallo spagnolo Patric, da Acerbi e dal romeno Radu. Patric, prodotto della “cantera” del Barcellona, sarà impiegato come marcatore di destra: ha sempre giocato come esterno di fascia, è rapido, possiede una discreta tecnica di base, ma può pagare sotto l’aspetto della prestanza fisica.  Acerbi, in possesso di un sinistro educatissimo che usa per cercare i movimenti in profondità di Immobile, è il centrale: abile nel gioco aereo, denota forte personalità ed è dotato di un ottimo tempismo negli interventi in scivolata. Radu, il difensore di sinistra, anche lui con un bel piede mancino, soffre se puntato sulla sua parte destra e di testa non è un mostro di bravura.

Il centrocampo.

Oggi sarà composto da Romulo, Cataldi, Badelj, Lulic e Marusic.  Romulo, ex di freschissima data che non ha lasciato certo un buon ricordo a noi tifosi genoani, ha nella corsa e nella volontà i suoi punti di forza: buoni i tempi di inserimento, non altrettanto i suoi cross, spesso fuori misura o addosso all’avversario. Dovrebbe giocare sull’out di destra. Dalla parte opposta non ci sarà Durmisi, di nazionalità danese e di origini albanesi, che rientra tra i dieci indisponibili di casa Lazio. Dovrebbe giocare Marusic. Cataldi, anche lui ex Genoa, e Lulic saranno gli intermedi di centrocampo. Il primo è ordinato, tatticamente intelligente, e ha buon palleggio corto, ma solitamente non entra negli undici titolari. Lulic da anni veste la maglia biancoazzurra e di norma è impiegato sulla fascia: forte fisicamente e con una buona corsa ha notevoli capacità tecniche, ma mio parere, come centrocampista, porta troppo palla. Badelj sarà il centrale: arrivato dalla Fiorentina come acquisto top, non ha mantenuto le attese, è comunque un buon regista. Un po’ lento, ma con una tecnica adeguata per il ruolo e un tiro dalla distanza forte e preciso. Come caratteristiche di gioco somiglia al nostro Radovanovic.

L’attacco. 

Correa, Caicedo e Immobile sono i tre giocatori offensivi che oggi corrono per due maglie. Correa, munito di tecnica sopraffina, ha accelerazioni fulminee e spesso letali, quando punta l’avversario usa molto il doppio passo. Non è continuo, però, se non coinvolto scompare letteralmente dal palcoscenico. Agisce alle spalle della punta centrale, Immobile, forte di gamba e veloce. Ciro Immobile tira da ogni posizione e quando è lanciato negli spazi diventa incontenibile, ma dal primo minuto dovrebbe giocare Caicedo.

Come si comportano sulle palle inattive?

Su quelle a sfavore, per la precisione sui corner e sulle punizioni laterali, piazzano due uomini a zona a difesa del primo palo, poi marcano ad uomo. In fase offensiva, per situazioni analoghe, salgono a colpire Acerbi, molto pericoloso, e Radu: Lulic, Immobile e Badelj completano la batteria dei saltatori. I corner sono calciati da Correa, Cataldi e Durmisi. Le punizioni dal limite sono competenza di Correa e Lulic, dalla lunga gittata si cimentano Acerbi o Badelj e anche Radu può dire la sua.

In conclusione?

La squadra laziale, anche se oggi soffrirà di molte assenze, ha qualità e giocatori di buon livello. Hanno ancora obiettivi da raggiungere, bisognerà stare molto accorti e non lasciargli campo aperto. Anche senza parecchi titolari sapranno imbastire ripartenze veloci e micidiali. Vincere oggi ci farebbe fare un salto importante, per non dire fondamentale, verso la salvezza, traguardo cruciale visti i programmi futuri.


LE ULTIME DI FORMAZIONE

Rassegna Stampa del 17 Febbraio: Lazio verso la conferma della difesa a tre. Immobile dalla panchina

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.