All’intervallo della sfida tra Genoa e Sassuolo abbiamo raccolto la voce di Cosimo Spagnolo, padre del giovane Vincenzo Claudio in nome del quale sono stati deposti mazzi di fiori ai piedi della Gradinata Nord a pochi minuti dall’inizio della partita. Nel prepartita anche un breve spazio per la commemorazione da parte tifoseria organizzata, a  due passi dal monumento dedicato proprio a “Spagna”, con cori e striscioni per il tifoso assassinato il 29 gennaio 1995 (CLICCA QUI).

Oggi il ricordo di tuo figlio a 24 anni da un episodio che ha segnato tutti, tifosi e città 

“Non bisogna mai dimenticare quel che è successo 24 anni fa. Questo è un segnale per tutti quanti, perché vuol dire che nessuno vuole che una vicenda simile accada più. Bisogna continuare a parlare e ricordare, perché in questo modo riusciremo pian piano ad allontanare i violenti dal mondo del calcio, violenti che nulla c’entrano con questo sport. Dobbiamo trovare il modo di parlarne. A volte mi è stato detto: “Sono passati tanti anni, cosa ne parliamo a fare?” Sbagliatissimo: bisogna sempre parlarne per ricordare e fare in modo che non succeda più. Questi ragazzi mi sembra che lo stiano dimostrando, perché vedere ragazzini – che non erano neppure nati quando accadde quel che è accaduto a Claudio – venire qui davanti a portare i fiori a Claudio significa che combattere la violenza è la cosa più bella ed importante in questo sport. Bisogna continuare a farlo, isolare i violenti e ricordare quello che è successo, in modo che non accada più”.


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