La trasferta di Roma non ha portato nessun punto al Genoa e se da un lato ci si può lamentare del brutto arbitraggio, dall’altro possiamo dire che i rossoblu non hanno fatto una buona partita. troppi errori e troppe disattenzioni hanno contrassegnato la loro prestazione. Oggi si cerca un pronto riscatto contro l’Atalanta di mister Gian Piero Gasperini, un allenatore da noi ben conosciuto e a mio parere uno dei più bravi nel panorama italiano. Tantissimi giocatori devono a lui la loro affermazione o la loro rinascita. L’Atalanta, partita in sordina a causa della sfortunata eliminazione dall’Europa League, è ritornata a giocare alla sua maniera, spettacolare e redditizia, ed è rientrata nella classifica che conta.

Uno sguardo d’insieme sull’Atalanta.

I bergamaschi scendono in campo con un 3-4-1-2 dove il pressing alto e la ricerca della palla in zona offensiva sono le peculiarità principali. Inoltre vanno a cercare sistematicamente l’uno contro uno in tutte le zone del campo, iniziano il gioco dalle retrovie e quasi mai gettano il pallone alla “speraindio”.

L’analisi reparto per reparto. Partiamo dalla difesa.

Il portiere è Berisha, che dopo aver iniziato la stagione da dodicesimo, si è ripreso la maglia da titolare. L’albanese non è un mostro di reattività, ma ha buona fisicità e garantisce un rendimento regolare: difficilmente blocca il pallone e con i piedi è sufficiente. Possiamo dire che l’Atalanta non ha un portiere consono al valore della squadra. Toloi, Palomino e Mancini sono i tre centrali. Toloi occupa il centrodestra, Palomino è il centrale e Mancini occupa il centrosinistra. Toloi, brasiliano ex Roma, è forte sulle gambe, veloce e tecnico, e nelle ultime due stagioni il suo rendimento è stato altissimo. Palomino, argentino, è alto e forte nei contrasti, bravo nel guidare i movimenti difensivi. Mancini, che dovrebbe giocare al posto dell’esperto Masiello, è un giovane dal sicuro avvenire: ex centrocampista possiede buone doti tecniche e un ottimo senso della anticipo, ama giocare la palla. La rapidità non è il suo forte, ma senza ombra di dubbio parliamo di un buonissimo reparto.

Il centrocampo.

Hateboer, Freuler, De Roon e Gossens formano la linea dei quattro centrocampisti. Hateboer, motore instancabile della fascia destra, assicura ottima corsa e facilità di inserimento, ma va in difficoltà quando deve usare il piede sinistro. Gosens occupa l’altra fascia: tedesco sconosciuto ai più, ha un piede sinistro educato ed è molto attento in fase difensiva. De Roon e Freuler, i centrali, sono similari. De Roon, olandese, è più rubapalloni e più uomo di fatica. Freuler è più regista e uomo d’ordine, è bravo negli inserimenti e sfodera un tiro da fuori area forte e preciso. Si tratta di due giocatori dalla “regolarità” importante.

Infine l’attacco.

Gomez, Zapata ed Ilicic costituiscono il trio avanzato. Gomez, argentino da anni in Italia, è diventato l’idolo di Bergamo con prestazioni di grande spessore. Calcia quasi sempre con il piede destro, ha un dribbling velenoso e non va mai lasciato uomo contro uomo. Svaria da ogni parte del campo anche se predilige il settore sinistro dove sfrutta molto le sovrapposizioni di Gosens. Ilicic fa lo stesso sull’altra fascia con Hateboer. Lo sloveno usa quasi sempre il piede mancino, che è dolcissimo: pericolosi i suoi tiri dal limite, le sue incursioni palla al piede, i suoi dribbling al cianuro. Zapata è la punta centrale: ha fisico mostruoso e dispensa tanta forza, ma è dotato anche di discreta tecnica. Ha superato un brutto inizio, suo e della squadra, si è ripreso alla grande e sta fornendo ottime prestazioni condite anche da gol.

Come si comportano sulle palle inattive?

A livello difensivo si dispongono a zona e nei 16 metri retrocede anche Zapata. Sono una squadra con una fisicità importante. In fase offensiva le palle inattive e i corner sono calciati da Ilicic e  Gomez oppure i nerazzurri fanno girare la palla per l’inserimento di un compagno dalla parte opposta. Salgono Toloi e Mancini, a volte anche Palomino. Sono importanti il movimento di Zapata e gli inserimenti di De Roon e Freuler.

 In conclusione?

Gasperini ha costruito una macchina quasi perfetta: pressing, corsa, raddoppi, sovrapposizioni sono il meglio che una squadra può offrire, a volte gli atalantini non riescono da subito a prendere la partita in mano e allora vanno in difficoltà, se un meccanismo rallenta la macchina si inceppa. Il Grifone deve aggredire da subito gli avversari e togliere l’iniziativa ai bergamaschi, abbiamo troppo bisogno di tre punti per trascorrere un sereno Natale, senza il pensiero di classifica anemica, che in caso di sconfitta si farebbe sempre più pericolosa.


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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.