Con l’esonero di Ivan Juric e l’arrivo di Cesare Prandelli sulla panchina del Genoa, ritorna in Serie A uno dei tecnici col maggior numero di presenze sulle panchine del massimo campionato italiano. All’attivo, il tecnico di Orzinuovi (Brescia) ha 339 partite e l’ultima partita diretta è stata un Bari-Fiorentina (2-0) del 16 maggio 2010.

Prandelli è innanzitutto un allenatore italiano, che ha avuto il suo culmine in carriera con la Fiorentina e con la Nazionale azzurra agli Europei del 2012. Dopo la cavalcata europea con la Nazionale, fece il grande errore – questa volta dopo l’uscita dal Mondiale in Brasile – di voler tornare alla svelta sulla scena con Galatasaray e Valencia. Scelte che l’hanno messo nelle condizioni di non poter fare il Cesare Prandelli delle precedenti e positive esperienze.

Riportò il pubblico della Nazionale al fianco della squadra azzurra, e la stessa squadra nel carcere di Firenze oppure a Scampia oppure in Calabria a conoscere il problema della ‘Ndrangheta. L’uomo Prandelli, insomma, non si discute.

Dal punto di vista tecnico, Prandelli non è mai stato un “dogmatico”. La sua caratteristica, al di là del poter giocare a tre così come a quattro in difesa, è stata quella di giocare con un centrocampo a tre, dove non si sta mai fermi e dove tutti sono mobili e si scambiano di posizione, senza un regista fisso. Davanti ha sempre giocato con due giocatori alle spalle della prima punta: con Piatek e Kouamé sarà probabilmente di nuovo il momento di Pandev. Un tecnico che il calcio lo vede in maniera moderna.

In carriera è stato sfortunato, portandosi dietro Balotelli, Cassano e Cerci insieme al Mondiale brasiliano. E in qualche modo prima celebrato, poi spennacchiato e condannato per aver voluto il ritiro in Brasile aperto alle famiglie, alla olandese. Da domani ritroverà il profumo della Serie A in rossoblu, verrà presentato agli organi di stampa nella giornata di sabato e domenica vivrà il suo battesimo col Ferraris nella delicata sfida contro la Spal. Sarà la sua 340esima panchina.

LA CARRIERA DA ALLENATORE DI CESARE PRANDELLI


Cronaca surreale di un licenziamento