Complimenti a chi a deciso la data del recupero della prima giornata di campionato. Il Genoa e Juric nella settimana di Halloween, dei Santi e dei Morti dovranno fare salti mortali per portare a Pegli punti.

Ieri abbiamo fatto la cronaca: i cronisti non possono essere filosofi perché servirebbe a consolarsi della propria inutilità. Oggi facendo un’analisi completa riguardando la partita bisogna fare i farmacisti. Nel calcio e in altre attività come in farmacia bisogna agitare bene una soluzione prima di servirsene. Al di là della rabbia per il risultato – non giusto – il Grifone è a 14 punti in classifica e non ridimensionato dalla gara con il Milan.  Juric e la sua band, ancora non rock, sono stati bravi ad approfittare dei difetti e dei guai del Milan e sono sempre più connessi ai dettami tecnici di Juric, anche se per uno spazio ridotto sui 95’ di gara. Peccato.

Le luci di San Siro domani pomeriggio saranno fosforescenti e si accenderanno non solo per l’ora legale. L’Inter di Spalletti, in piena forma, insegue la Juventus e crede nella gara di dicembre contro i bianconeri sperando di avvicinarli, essendo Madama concentrata  sulla  Champions League.

Il Genoa alla vigilia appare già con il sale sulla coda per non farlo neanche alzare dal prato verde. Per provare a caricarsi bisogna tornare indietro nel tempo all’Inter del Triplete quando Gasperini riuscì ad annichilire Mourinho forgiando il carattere della squadra, con una prova tatticamente e tecnicamente gagliarda con un solo obiettivo già da dentro gli spogliatoi: mai concedere spazi con marcature blande e non lasciare campo agli avversari. Per ottenere tutto ciò ancora una volta si dovrà giocare con ritmi alti, pressing, palloni rasoterra veloci e marcare ad uomo in fase difensiva Icardi. Il centrocampo rossoblu deve concedere pochi calci di punizione al limite dell’area di rigore e dietro annullare la forza fisica nerazzurra sui palloni inattivi.

Per fare ulteriore differenza, chi sarà il regista rossoblu e gli esterni di centrocampo dovranno sempre tenere la squadra corta in fase difensiva e offensiva. Dopo l’Inter arriva il Napoli, ma al Ferraris e dopo questo altro difficile incontro due settimane di sosta. Juric dovrà cercare l’identità del gioco che gli piace di più, che non può essere il 3-5-2 con la rosa a disposizione. In termini di formazione, le uniche certezze saranno Criscito squalificato e il rientro di Romero da squalifica, con Lisandro Lopez che freme per giocare contro la squadra che lo scorso anno lo ha tenuto ai margini.

Capitolo Inter. Nel lunedì di calcio della decima di campionato ha travolto la Lazio all’Olimpico. È seconda in classifica alla pari del Napoli, a sei punti dalla Juventus. La partita contro la Lazio è sempre stata sotto controllo da parte dei nerazzurri. Inter solida e letale in ogni reparto con Icardi che non sbaglia un colpo grazie alla squadra costruitagli a suo uso e su misura.

Il test contro i biancocelesti, per chi vede il bicchiere mezzo pieno, non è decisivo per capire se  i nerazzurri potranno puntare in alto nella stagione. La Lazio ha dovuto fare i conti con il mal di Europa League dopo la partita a tutto ritmo contro il Marsiglia del giovedì precedente con il solito difetto che non dipende da Simone Inzaghi ma dalla società, con il braccino e pure la panchina corta. Senza dimenticarsi, mettendolo sul piatto della bilancia biancoceleste, che nelle dieci gare giocate hanno perso con tutte le squadre che si giocano la Champions.

Spalletti di fronte alle considerazioni sulla Lazio farà spallucce, ma incomincerà a chiedersi sull’esplosione non di risultato contro la Lazio ma di gioco. I frutti dei risultati non sono mancati pur non giocando al meglio con sette vittorie tra Campionato e Champions arrivate dopo la sconfitta casalinga con il Parma.

Un 4-2-3-1 fluido senza Nainggolan e Joao Mario in campo, con Miranda gettato nella mischia al posto di De Vrij, portati via quasi a colpi di carte bollate dalle squadre della Capitale. Poco è cambiato nella filosofia di Spalletti con qualsiasi modulo o giocatore: partire da dietro con il possesso e pressare alto per tempo e spazio gli avversari. Tutto gli riesce meglio di partita in partita perché il Biscione conta sulle corsie laterali di Vrsaljko e Asamoah mancanti nella rosa lo scorso anno. Gioca con le ali a piede invertito che devono fare movimenti verso l’interno del campo per pressare la prima costruzione avversaria. Quando all’Inter riesce anche la salita di tutti gli attaccanti sui difensori avversari, dietro la linea di difesa e centrocampo compattano i reparti.

Tutto è finalizzato ad unico scopo: avere più soluzioni dalla trequarti in su per raggiungere Icardi. Soluzioni che vadano oltre ai cross dal fondo. Per fare tutto al meglio, l’Inter deve occupare con 5 uomini tutto il campo in ampiezza. Un difetto del Biscione è la fragilità difensiva quando i terzini devono accompagnare le risalite della squadra per compensare i movimenti interni delle ali.

Tutto quello scritto si potrebbe riassumere dicendo che l’Inter vince perché è la miglior difesa del campionato, ha trovato il regista Brozovic, un Icardi spietato. E dicendo che i cinesi e Ausilio, l’uomo mercato nerazzurro, hanno consegnato una rosa più competitiva a Spalletti, il quale può fare anche il turnover senza cambiare lo spartito della sua musica. In tal senso, Spalletti oltre al Genoa penserà anche alla Champions di martedì prossimo contro il Barcellona e potrebbe far tornare in campo Dalbert, Gagliardini e Lautaro Martinez.

Arbitra Valeri di Roma, internazionale classe 1978. Sono 162 le gare in serie A con 60 rigori e 64 espulsi. In stagione tre gare, fra cui quella con un rigore con l’ausilio del Var (tuffo di Chiesa) contro l’Atalanta non digerito da Gasperini. Valeri è un buon arbitro penalizzato dalla sezione di appartenenza. Non potendo dirigere le gare della sua città, quando si sposta al Nord per le cosiddette “grandi” deve amministrare: questo non vuol dire farsi condizionare. Con l’Inter sono 18 le gare dirette (9 vittorie, 3 pareggi e 6 sconfitte). Con il Genoa sono invece 10 di cui 2 vittorie, 1 pareggio e 7 sconfitte. Sono due le partite dirette in casa dell’Inter, di cui l’ultima gara diretta con il Grifone nel dicembre 2016. Primo assistente Preti di Mantova, secondo Cecconi di Empoli. Quarto uomo Serra di Torino (Can B). Al VAR Abisso di Palermo, all’Avar Giallatini di Roma 2.


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