Sono cinque (Ljajic, Milinkovic-Savic, Milenkovic, Kolarov e Gonzalez) gli “italiani” a scendere in campo in questa prima partita del Girone E tra la Costa Rica di Oscar Ramires e la Serbia di Mladen Krstajic. Due squadre votate ad una buona fase difensiva e alla ricerca del contropiede si scontrano a Samara, uno degli stadi nuovi costruiti sulle rive del fiume Volga proprio per ospitare il Mondiale. E anche la 104º partita di Branislav Ivanovic con la Serbia, che gli vale il primato di presenze nella storia della Nazionale serba superando anche Dejan Stankovic (103).

LA PARTITA Nel contesto tutto nuovo di Samara, sesta città più popolosa della Russia, si gioca la prima partita del Girone E. Due squadre che completano il quartetto assieme a Brasile e Svizzera, che si affronteranno questa sera. Da questa partita passeranno punti pesanti per giocarsi le chance di qualificazione agli ottavi di finale. 

E che nessuno è disposto a cedere di un millimetro è chiaro fin dall’inizio, quando la Serbia risata un po’ sorpresa dalla compattezza del 5-4-1 degli uomini di Ramirez e dal dinamismo della nazionale costaricense che somma un paio di occasioni entro il primo quarto d’ora senza però trovare la via del gol. Poco a poco getta fuori la testa anche la Serbia, sfruttando soprattutto la zona di destra presidiata da Tadic (che dal 22′ di gioco potrà giocare sull’ammonizione di Calvo, suo primo marcatore) e le invenzioni di Milivojevic e Matic pronti ad imbeccare con lanci ad attraversare tutta la difesa avversaria Milinkovic-Savic e Mitrovic.

Sui piedi di Milinkovic-Savic, trequartista che diventa quasi una seconda punta a supporto di Mitrovic, capita infatti la maggiore occasione serba del primo tempo: troppo strozzata la conclusione del centrocampista biancoceleste e facile la parata di Keylor Navas. All’occasione del primo tempo assomiglia molto quella capitata ad inizio secondo tempo, al 50esimo, sui piedi di Mitrovic: a tu per tu col portiere del Costa Rica il centravanti cerca il piazzato ma l’estremo difensore del Real Madrid lo neutralizza con un grande intervento.

Partita vivace, senza grandi pause, nel secondo tempo si mantiene in linea con quanto visto nella prima frazione. La Costa Rica coffe maggiormente le incursioni della Serbia, che alzando il baricentro schiaccia le due linee di difesa e centrocampo e in stile “rugby” avanza di centimetro in centimetro conquistando diversi calci piazzati. Proprio da una punizione passerà in vantaggio la Serbia al 57esimo: il gol è di pregevole fattura e lo firma uno specialista come il capitano Kolarov. Se prima del Mondiale si parlava di esperienza da sfruttare, in casa Serbia è giunta a piena maturazione e se ne vedono i frutti. Costa Rica chiamata a rimontare sapendo di avere nei finali di tempo una maggiore propensione al gol.

La nazionale costaricense muove più velocemente il pallone, tiene altissimi Calvo e Gamboa e inserisce una punta più rapida come Joel Campbell, attaccante del Betis Siviglia. La Serbia si chiude e difende il vantaggio senza snaturarsi, come dimostra anche l’uscita di Ljajic a 20′ dal termine sostituito da un’altra ala sinistra come Kostic, che la 78′ spreca un’ottima occasione beffato anche da una deviazione provvidenziale di Keylor Navas.

Sarà difficile per i Ticos trovare il modo di impensierire Stojkovic e le ultime speranza verranno riposte nell’inserimento di Bolaños e Colindres come esterni d’attacco e nel ruolo di totale libertà affidato al capitano Bryan Ruiz. Non basterà per riagguantare la sfida e portarla in equilibrio. Da segnalare nel finale la revisione al VAR di una sbracciata di Prijovic, appena entrato, su un difensore costaricense. Verrà sanzionata col giallo dal fischietto senegalese, ma in caso di volontarietà la si sarebbe dovuta punire col rosso.

Serbia che vince una gara fondamentale in chiave qualificazione e si gode giocatori come Milinkovic-Savic e Kolarov, decisivi nell’economia di una gara molto fisica e decisa da un episodio. Al Costa Rica la nota di merito di non aver mai mollato, facendo la propria partita nel solco tattico e caratteriale visto da quattro anni a questa parte. Quella di demerito è relativa alla fase offensiva, troppo sterile per poter fare male alla difesa serba.


IL TABELLINO

COSTA RICA (5-4-1): Keylor Navas; Gambia, Acosta, Gonzalez, Duarte, Calvo; Venegas (59′ Bolaños), Guzman (73′ Colindres), Borges, Ruiz; Ureña (66′ Campbell). A disposizione: Smith, Bolaños, Oviedo, Colindres, Campbell, Wallace, Azofeifa, Tejeda, Pemberton, Waston, Gutierrez, Moreira. Allenatore: Oscar Ramirez;

SERBIA (4-2-3-1): Stojkovic; Ivanovic, Milenkovic, Tosic, Kolarov; Matic, Milivojevic; Tadic (81′ Rukavina), Milinkovic-Savic, Ljajic (69′ Kostic), Mitrovic (88′ Prijovic). A disposizione: Rukavina, Spahic, Zivkovic, Prijovic, Rajkovic, Veljkovic, Rodic, Grujic, Kostic, Radonjic, Jovic, Dimitrovic. Allenatore: Mladen Krstajic;

RETI: 57′ Kolarov

AMMONIZIONI: Calvo (C), Guzman (C), Ivanovic (S), Prijovic (S)

ESPULSIONI: nessuna

ARBITRO: Malang Diedhou (Senegal)


LA CLASSIFICA DEL GIRONE

  1. Serbia [1:0]
  2. Brasile [0:0]
  3. Svizzera [0:0]
  4. Costa Rica 0 [0:1]

GLI HIGHLIGHTS