Forza Svezia. Sarà difficile per loro“. Quel loro ci identifica, anche se qui abbiamo già deciso di non avere paura della formazione svedese e di giocarcela sul fronte del “l’Italia non potrà non andare al Mondiale di Russia”.

La frase ad ogni modo è di Anton Hysèn, difensore svedese del Torslanda cresciuto nelle giovanili del Liverpool, che a molti dirà poco, ma che in Svezia è diventato un emblema essendo il primo calciatore professionista ad aver ammesso attraverso le pagine di Offside la propria omosessualità, nel marzo 2011. Oltre ad essere il promotore di un Liverpool Fans Club, la sua storia si è incrociata con quella degli spareggi mondiali, così come quella del padre Glenn Hysèn, ex Fiorentina, si era incrociata con Genova e il “Ferraris”, dove nel 1990 avrebbe giocato l’ultima gara con la maglia della sua nazionale (contro la Costa Rica, ndr).

“Svezia-Italia in una gara di qualificazione per la Coppa del Mondo è impegno enorme e difficile. Può comunque andare. Buon divertimento”

https://twitter.com/Glenn_Hysen/status/920261894434447360

In Italia le reazioni al sorteggio mondiale che ci metterà contro alla Svezia hanno suscitato un misto di paura e tranquillità. In Svezia – e basta leggere qualche quotidiano scandinavo per capirlo – siamo temuti e rispettati, ma non invalicabili: da qualunque angolazione la si voglia vedere, siamo visti come la Nazionale che negli ultimi 56 anni non ha mai sbagliato l’appuntamento con la Coppa del Mondo, che di trofei ne ha alzati quattro e che in 19 anni mai ha perso contro la nazionale svedese.

https://buoncalcioatutti.wpmudev.host/2017/10/18/lintervista-ad-aldo-agroppi-svezia-da-rispettare-e-non-temere-inter-favorita-senza-le-coppe/

Ma va detto anche che i problemi della Nazionale azzurra sono stati percepiti lontano dai nostri confini. Lo dimostra il dato assolutamente record che ha visto esaurire in meno di tre ore – due ore e mezza per la precisione! – i biglietti per la gara d’andata contro gli uomini di Ventura, gara che si disputerà alla “Friends Arena” di Solna, municipalità poco a nord di Stoccolma. I poco più di 50mila posti a sedere sono andati a ruba, al punto che in Svezia si parla di “isteria”.

Lo spareggio con l’Italia? C’è isteria. Un’isteria che non abbiamo mai avuto prima” ha spiegato Håkan Sjöstrand, segretario generale della federazione calcistica svedese. E alle sue parole hanno fatto eco, tra titoli di giornale e tweet, quelle del commissario tecnico della nazionale scandinava, Janne Andersson.

Storicamente, l’Italia è una buona squadra di calcio, ma daremo tutto. Abbiamo riempito lo stadio della partita di Lussemburgo, dovremo farlo ancora“. Detto, fatto. In qualche modo si tratta di un richiamo alla coesione nazionale per fronteggiare una Italia che ancora fa molta paura dalle parti di Stoccolma. E sul Bel Paese e la sua rappresentativa ha voluto dire la sua anche qualche calciatore svedese che il calcio italiano lo conosce bene: l’ex granata Pontus Farnerud e l’ex atalantino Glenn Stromberg, 219 presenze con la Dea tra 1984 e 1992, che affermerà come “nessuna delle due squadra avrebbe voluto incontrare l’altra”. Parafrasondo il suo tweet, si prospettano “tempi duri”. Queste invece le parole di Farnerud, in riferimento alla gara casalinga contro gli Azzurri:

“Importante impattare bene contro l’Italia in modo da non scivolare”

Dal punto di vista mediatico ha fatto più scalpore la notizia dei sistemi informatici intasati per l’acquisto dei biglietti – o l’attico di Bertone in Vaticano – che non l’esito di un sorteggio che ci si aspettava comunque non facile, qualunque avversaria fosse uscita dalle urne. Alcuni però la vedono più grigia, altri pensano già in grande. Già da qualificati al Mondiale. “Si tratta del peggiore sorteggio che potessimo ottenere” sostiene da una parte Daniel Nannskog, esperto di calcio svedese sul quotidiano “8 Sidor”, mentre risulta molto campanilistico il parere della Sveriges Radio, in particolare quello del collega Richard Henriksson, col quale ci congediamo.

Se la Svezia va a una Coppa del Mondo a spese dei Paesi Bassi e dell’Italia, deve essere la qualificazione più grande di sempre