Il mondo del calcio da sempre rivendica autonomia. L’ autogestione della Giustizia Sportiva era, è e sarà sempre ingovernabile e disordinata.

Il calcio utilizza un doppio valore, fa da sé le proprie regole quando ci sono di mezzo interessi che esulano dal calcio giocato, non vogliono subire ingerenze da parte di soggetti esterni quando c’è di mezzo la giustizia sportiva.

La Giustizia domestica della Figc, come nel caso di Armando Izzo, ricalca tanti altri episodi con di mezzo il Genoa, i suoi tesserati e non solo. La riflessione richiesta alcuni anni fa sul problema della giustizia del calcio, le sue regole con l’ordinamento generale dello stato è sempre chiusa nel cassetto di ogni Presidente federale.

L’autonomia della Giustizia del calcio non può rappresentare una lavagna dietro la quale celare impunità, ingiustizie, né può consentire alla Giustizia sportiva di rimanere incerata all’applicazione delle Leggi dello Stato Italiano.

Izzo viene processato senza che ci siano rispettate alcune fondamentali garanzie costituzionali. Sui fatti leggendo le carte del Processo in atto a Napoli e le testimonianze, come ribadito parecchie volte in ogni intervista dall’avvocato del calciatore, non solo non ci sono incertezze o prove ma la Giustizia sportiva non aspetta i processi penali che dovranno fare chiarezza.

Izzo per la giustizia sportiva è anche un camorrista, però ha giocato, giocherà le prossime gare.

Tutti non solo i genoani vogliono sapere come è andata da vero, ma per Izzo tutti vogliono un regolare e giusto processo fatto da un giudice trasparente, nel rispetto di alcune delle fondamentali regole di civiltà giuridica.

Si cerca una giustizia per Izzo, una giustizia che porti le prove della sua colpevolezza e non chiedere a lui stesso, cosa che farĂ  con tutte le forze, di provare la sua innocenza.

La presunzione di colpevolezza da parte della magistratura sportiva non esiste nel codice di giustizia sportiva chiamato alcuni anni c.g.s.

Se il processo a Izzo andrà avanti i Giudici dovranno spiegare se c’è qualche altra fonte in particolare a decidere senza supporto di prove. La Giustizia sportiva è come nelle dittature che anche senza fare indagini decide la sorte di un uomo.

Non dovrebbe essere difficile aspettare le decisioni della Giustizia ordinaria e dopo prendere provvedimenti con deferimenti mirati e giusti processi, non solo per Izzo, invece di fidarsi di parole di pentiti.

Palazzi, il precedente procuratore, la soluzione l’aveva trovata facendo patteggiare anche gli innocenti per dimostrare che la Giustizia sportiva non sbaglia. Patteggiamenti che ogni domenica vedono coloro che si sono venduti le partite essere protagonisti del campionato italiano e le loro squadre fare parte del Barnum del calcio italico.

Izzo non sarà squalificato, c’è di mezzo l’Avellino e i 7 punti di penalizzazione. Il finto processo della Giustizia sportiva andrà avanti fino all’estate prossima quando deciderà il Tribunale di Napoli.

6 anni a Izzo e meno che la metà agli altri della presunta combine tra Modena e Avellino è una vergogna non solo per il calcio italiano ma anche per lo Stato: Izzo punito perché è nato e vissuto a Scampia?