Peccato che DDR dalla panchina nel primo tempo non sia stato in grado di farsi capire per cambiare il trend della gara, perché ogni volta che il Grifone provava ad attaccare si vedevano le debolezze della difesa laziale, non punite dagli avanti rossoblù, mai serviti in modo consono e loro, a loro volta, difficilmente pronti a dettare il passaggio; quando ci riuscivano, la transizione era sbagliata.
De Rossi e lo staff, a fin di bene, hanno invertito gli esterni probabilmente perché Gattuso ha fatto giocare Tavares, ritenendo Ellertsson in grado di poter marcare meglio di Norton Cuffy, che l’avrebbe potuto impegnare di più sul piano della corsa. Operazione che ha messo in crisi Marcandalli, che doveva marcare il più pericoloso laziale: Zaccagni. Il gol di Frattesi, che DDR avrebbe preparato nel modo migliore per contrastarlo, è successo per questo errore sulla corsia di sinistra.
Baldanzi e Vitinha devono correre come gli altri, ha detto in conferenza stampa De Rossi, ma entrambi perdono la loro caratteristica: tutti bisogna correre, ma è la tecnica a fare la differenza. Il Genoa difficilmente ha riempito l’area di Mandas, la Lazio di più quella genoana, unica differenza nei primi 45’ di gioco.
Nell’intervallo tutti d’accordo che DDR avrebbe studiato subito la contromossa giusta per far scivolare l’Aquila, lasciando qualche assente nella prima parte a rinfrescarsi con l’aria condizionata nello spogliatoio.
Tutto è successo dopo altri 15’ della ripresa, come il primo tempo, con i cambi di Messias, Meichtry che, solo con la vivacità, hanno fatto subito ballare il sistema nel cuore del gioco laziale, con gli interni costretti ad abbassarsi per non lasciare spazio al gioco rossoblù.
Per quanto riguarda il Genoa, solo vivacità, ma nulla è cambiato: senza dribbling, cambi campo, cross dalle corsie, troppi pochi, e non tirare mai in porta da fuori e dentro l’area; solo due occasioni ghiotte nel secondo tempo sono state troppo poche per fare risultato.
Un’altra sconfitta difficile da raccontare perché è avvenuta con le stesse identiche peculiarità delle altre subite in trasferta dalla banda DDR nello scorso campionato. Vi era, però, la fiducia che avessero dato la giusta scossa.
Le domande che nascono senza aver visto gli allenamenti sono:
- Perché non si è visto pressing alto, possesso, intensità come nelle gare giocate nel Tempio?
- Perché DDR ha invertito nuovamente gli esterni?
- Perché tutto il lavoro sulle marcature preventive visto con il Napoli ha fatto fatica?
- Perché il principio generale di DDR, andare molto sull’uomo per riconquistare subito il pallone, chiudendo tutti i passaggi, non permettendo il controllo agli avversari, non è riuscito con il centrocampo e gli attaccanti?
Tutte risposte che De Rossi chiederà ai calciatori alla ripresa per capire il possesso e l’intensità di tutti gli allenamenti, come raccontato nelle conferenze prima della gara, perché svanisce e non continua come al Ferraris?
Colpa dell’Olimpico vuoto e mesto, con pochi genoani? Colpa del caldo, difficile da credere? Colpa del calciomercato che sta per finire, ancor di più? Queste sono partite da vincere, almeno pareggiare, bisogna comunque provarci. Giocando come le gare casalinghe, con più attenzione e determinazione.
Il Grifone non ha continuato a fare passi in avanti, non riuscendo a ripetere la prestazione contro il Napoli. De Rossi e lo staff dopo la partita all’Olimpico di Roma, di nuovo amaro per DDR come contro la Roma lo scorso anno, stessa prestazione negativa, studieranno qualcosa per il Vecchio Balordo casalingo e quello da trasferta? Qualche altra strategia con il materiale a disposizione si può provare per portare in classifica dei punti.
Adesso finisce il calciomercato, la speranza senza fuochi d’artificio in uscita, in particolare il migliore in campo sotto il Cupolone: Frendrup, difficilissimo da sostituire nelle ultime 24 ore della Samarcanda.
Lo sconforto e la delusione sono qualcosa di inevitabile per tutti i genoani, che dovranno continuare ad essere convinti che queste apriranno gli occhi di De Rossi e alla Società, che faranno tesoro per crescere. Al Mister e al suo staff, invece, permetteranno di comprendere la realtà.
Lazio-Genoa | De Rossi dalla sala stampa: “A questa squadra mancano spunti negli ultimi 30 metri”









