Nel dopogara della sfida tra Lazio e Genoa (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

Poco fa alla radio uno dei venticinque tifosi rossoblù ha detto una frase che riassume bene la gara: abbiamo sostenuto la squadra, ma la squadra ha fatto fatica a sostenere noi. Oggettivamente si fa fatica a dargli torto per i primi 75/80 minuti. Le voglio chiedere un giudizio su questa partita, se ha lasciato l’amaro in bocca anche a lei vedere questo Genoa, nel primo tempo in modo particolare, sbagliare tutto quello che si poteva sbagliare…

“Secondo me l’inizio non eravamo partiti malissimo, fino al loro gol c’era abbastanza equilibrio. Non lo posso dire io quanto deve essere il sostegno e non lo posso misurare io, qui il fatto è che tiriamo poco, che non arriviamo mai a tirare in porta, che arriviamo nella loro trequarti anche in maniera un po’ più pulita rispetto all’anno scorso, ma tiriamo poco in porta. E per tirare in porta bisogna andare in verticale come abbiamo fatto tante volte l’anno scorso, una cosa che ci ha portato dei vantaggi. Bisogna saltare l’uomo. Non abbiamo tantissima gente che salta l’uomo, dobbiamo muoverla. Quindi dovremo pensare a qualcosa di un po’ più diverso, verticale, pratico rispetto a quello che abbiamo visto nel primo tempo. La reazione negli ultimi venti minuti secondo me è stata positiva, magari meno ordinati rispetto al primo tempo, ma abbiamo visto un po’ di cuore. Salti due volte l’uomo, butti la palla dentro e qualcosa crei non voglio banalizzare, ma arrivare sulla trequarti è bello e non tirare mai non è quello che piace a me e non è quello che ti porta a punti”.

In tal senso, sul saltare l’uomo, l’ingresso di Meichtry è forse una delle migliori indicazioni che arriva oggi? E cosa si può fare anche con Baldanzi, che copre tanto campo, ma questi alla fine negli ultimi venti metri qualcosa gli può togliere…

“Meichtry penso che sia entrato bene, e così Osmajic e Messias. Hanno portato freschezza e anche qualche inserimento senza palla. Meichtry si è preso le responsabilità, ha gestito anche la palla meglio nella zona di centrocampo rispetto a quello che aveva fatto di solito in amichevole. È una risorsa, ha intensità di gamba. Per quanto riguarda Baldanzi, quando ci marcavano a uomo cercavamo di portarlo lontano dalla loro linea difensiva per scoprirli un pochino. Come tutta la squadra. Ma quando una squadra è un po’ piatta, anche lui viene risucchiato da questo torpore. Anche lui deve dare di più negli ultimi venti specialmente e trovare quei guizzi che a noi possono fare la differenza. Non ci dimentichiamo mai che abbiamo giocato contro due squadre forti e non che competono per il nostro stesso campionato”.

La preoccupa questo passo indietro? A distanza di una settimana può aver pesato sulla testa di alcuni giocatori questo mercato che si chiude tra un paio di giorni?

“Mi preoccupa tutto, mi deve preoccupare tutto. L’altra partita era stata molto buona, avremmo merito punti e sappiamo perché non li abbiamo portati a casa. Questa è stata meno buona e quindi devo essere preoccupato, devo analizzare onestamente quello che è successo al campo, cercare di capire perché, cercare di capire cosa fare la prossima contro una squadra forse ancora più forte della Lazio che oggi – per mezz’ora ho visto la loro partita distrattamente – ha messo sotto il Napoli in maniera importante in casa loro. È vero che ci sono obiettivi diversi, ma noi dobbiamo giocarcela anche contro queste squadre forti. I risultati li abbiamo fatti anche contro squadre forti l’anno scorso. Il mercato? Sappiamo che siamo una società che ha bisogno di fare delle uscite. Io cerco di essere il più concentrato possibile sulla partita, la società ha degli obblighi, ha degli oneri. Cerchiamo di lavorare quando siamo due ore sul campo in maniera molto professionale su quella che è la partita, poi intorno non posso dire che questa stagione ci sarà la stessa concentrazione sulla partita rispetto alle prossime spero. Cosa si aspetta in entrata e in uscita? Ci sono cosa chiare in questa squadra, negli ultimi trenta metri le mancano spunti e uno contro uno. Ne abbiamo parlato a maggio e penso che sia ancora quello che ci serve di più. Questa è una squadra che, qualunque cosa uscirà dagli ultimi giorni di mercato, dovrà trovare una quadra e dovrà e potrà salvarsi. Abbiamo tutte le carte in regola per poterlo fare, anche così”. 

La sensazione avuta oggi, rispetto alla gara col Napoli, è di una squadra che non ha ancora trovato la sua strada, un po’ a metà tra il tentativo di giocare a pallone e avere grinta. E sul mercato, visto che parla di saltare l’uomo, le chiedo di El Shaarwy che è ancora libero Ci avete pensato?

“Gli uomini che erano in campo oggi, tranne Sow e Amorim, sono gli stessi che hanno giocato contro il Napoli e gli stessi che c’erano l’anno scorso, quindi non può essere un problema di novità o di non conoscersi. Non si tratta di una partita che viene fatta molto bene e di una partita che viene fatta meno bene. Tentare di giocare ed essere aggressivi è esattamente il piano gara di oggi ed è esattamente il piano gara che abbiamo avuto contro il Napoli. Una volta riesce, una volta non riesce, ci sono anche gli avversari. A me piacerebbe giocare tutti e novanta i minuti come abbiamo giocato negli ultimi venti, mi piacerebbe giocare novanta minuti come ho giocato i primi 55/60 contro il Napoli. Ci sono anche gli avversari che hanno valori importanti. Io penso di non dire niente di nuovo se dico che la Lazio ha valori superiori ai nostri. Si possono fare sessanta minuti meglio contro il Napoli, si può fare anche contro la Lazio, quindi dobbiamo lavorare in funzione di fare le cose meglio di come le abbiamo fatto stasera, analizzarle con grande serenità. Siamo ad agosto ancora, quindi tempo per capire, per analizzare ce l’abbiamo. Dobbiamo solo capire chi siamo, come vogliamo difendere, come vogliamo pressare, come vogliamo costruire e soprattutto come vogliamo fare gol. A calcio si gioca facendo gol, quindi dobbiamo capire come vogliamo fare gol. Si può fare un gol in mille maniere. In Inghilterra fanno il 50% dei gol su corner, ci sono squadre che giocano simile a come giochiamo noi, poi negli ultimi venti metri hanno giocatori che saltano l’uovo e creano occasioni. Ci sono squadre che si abbassano, giocano molto in verticale. Dobbiamo capire chi siamo, fare la conta, capire quanti siamo e dove vogliamo andare. Le squadre sotto, secondo me, sono più solide dell’anno scorso, ma ho visto anche squadre che hanno zero punti come noi da parte delle quali ho visto buone prestazioni e che ho visto hanno costruito delle squadre buone e interessanti”.

Vi interessa Cancellieri?

“Cancellieri lo conosco da quando era ragazzino e credo che non sia corretto parlarne, è un giocatore della Lazio”. 


Serie A | Lazio 1-0 Genoa, basta Frattesi ai biancocelesti. Grifone pericoloso solo negli ultimi 10′