Ai microfoni di Sky Sport, il tecnico del Genoa, Daniele De Rossi, ha chiuso il giro di dichiarazioni post partita dopo la vittoria contro la Roma (clicca QUI per leggere la cronaca). Se mi aspettavo di sentir dire in telecronaca che il Genoa di Daniele De Rossi ha battuto la Roma? Questo è lo stato dei fatti, quindi speravo che finisse così perché al di là di quello che è stato, che è pure superfluo ripetere, io sono qui per fare il mio lavoro, lavoro a cui tengo, in una piazza a cui sto iniziando veramente a tenere tantissimo e con dei ragazzi che meritano di salvarsi. Squadra, società e club meritano di salvarsi, quindi io non posso dare il 99,9% di me stesso, ma devo dare tutto. Sono felice: i ragazzi se lo meritano perché hanno fatto una partita di grandissima intensità, di grandissimo impegno, di grandissima attenzione, penso che sono stati veramente bravi. Se loro danno tutto quello che hanno dato, io non posso dare un centimetro, un millimetro di meno, che sia la Roma o qualsiasi altra squadra l’avversario”.

È così che l’avevate immaginata la partita oppure è andata oltre le sue previsioni?

“No, onestamente è così che l’ho immaginata ed è così che l’abbiamo preparata in questi giorni. Penso che gli uomini che hanno giocato all’inizio abbiano fatto un’ottima partita, ma anche quelli entrati dalla panchina. Non è un caso che abbia segnato Vitinha, che è considerato da me e da tutti un titolarissimo. È un gruppo di uomini per bene, di ragazzi super professionali, che meritano che venga ripetuta questa cosa sempre. Per quello che fanno. Tante volte quest’anno abbiamo fatto partite belle come questa e abbiamo preso un gol all’ultimo secondo o un rigore. Meritavano una gioia così e ci servivano come il pane questi tre punti”.

Sabelli a sinistra ed Ellertsson dall’altra parte è una cosa legata alla partita di oggi?

“No, perché l’abbiamo fatto anche due domeniche fa col Torino e aveva funzionato. Secondo me abbiamo Ellertsson che gioca molto molto bene a destra, quindi è già una scelta che facciamo per esaltare le qualità di uno dei nostri giocatori più forti. Penso che contro le squadre che ti aggrediscono forte, che vengono forti addosso, avere piede forti sempre a controllare la palla vicino alla linea di fallo laterale possa essere un vantaggio. Soprattuto mettevamo pochi cross con i piedi non invertiti. Non credo che abbiamo aumentato di molto questa statistica, però comunque i ragazzi si trovano bene ed è bello perché ogni volta che proponi loro qualcosa, loro lo abbracciano, lo sposano. Con l’Inter ha funzionato molto meno, ma la disponibilità dei giocatori ti permette di provare cose che alla fine sono scelte abbastanza normali”.

Østigard ha fatto una partita da leone…

“La Roma è una squadra forte e, se la lasci giocare e non la aggredisci, i giocatori forti tirano fuori delle giocate come poi è successo, perché qualche giocata l’hanno fatta quando ci siamo abbassati. Avevo molta paura di Malen perché lo conoscevo poco, ma mi sta sorprendendo: lo trovo un giocatore incredibile, decisivo, tra i più forti del campionato. Penso che Leo Østigard sia un giocatore molto forte, molto più forte di quanto pensassi. Ha solo bisogno di un po’ di ordine anche nella fase di blocco basso e non solo di marcatura uomo, ma di come marcare l’uomo e dove marcare l’uomo. Poi lui ci mette tutto: cuore, intensità, tempismo ed è stata l’ennesima domenica in cui marca giocatori molto forti dopo aver marcato bene Højlund, aver marcato bene Pellegrino, aver marcato bene Malen. Devo precisare che è sempre la squadra che si muove bene in modo da non far risaltare le qualità di un giocatore forte come Malen”.


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