Matteo Gibertini, classe 2008 del Genoa Primavera, ci ha messo pochissimo a prendere le misure col campionato Primavera 1 e con due reti consecutive, tra cui quella decisiva di oggi contro la Lazio, ha riportato al successo i rossoblù.
Abbiamo avuto modo di intervistare il giovane fantasista classe 2008, che non si nasconde nel raccontare quale sia stato il suo percorso per arrivare al Genoa con parole già molto misurate e attente per un ragazzo della sua età. “Il Genoa mi ha preso dal Vado e sono qui da quattro anni. Al Vado, per me una società molto importante, tornavo da una squadra professionistica, ovvero l’Entella. Sono stati due anni difficili, considerati pandemia e crollo del Ponte. Ho deciso così di fare un passo indietro e di rimettermi in mostra. È stata una buona cosa perché abbiamo vinto i regionali con Vado, sono stato visto dal Genoa che mi ha preso. Ora spero di starci e di arrivare coi grandi per togliermi grandi soddisfazioni con questa maglia”.
Si arriva, poi, alla partita e al suo secondo centro di fila. Un centro, peraltro, molto pesante perché riporta la squadra a vincere dopo quasi un mese e mezzo. “È stato un periodo un po’ particolare perché non abbiano raccolto ciò che abbiamo seminato pur avendo dato tutto nelle partite precedenti. È mancato solo il risultato, mentre la prestazione non penso che sia mai mancata. Sono contento della prestazione odierna della squadra e del mio gol che ha contributo. Speriamo che sia la prima di una lunga serie di vittorie che possano premiarci per il lavoro che facciamo anche in settimana”.

Se si accende, Gibertini è quella tipologia di calciatore che può far accendere tutta la squadra. Un trequartista o seconda punta che, anche nello stretto, se la cava molto bene. Sapere di poter fare la differenza anche con giocatori più grandi è una bella iniezione di fiducia per lui? “È sicuramente un grande piacere poter stare in mezzo ai grandi perché, a livello di ritmo, proprio essendo più grandi, possono darti una mano. Sì, nello stretto me la cavo: coi grandi viene anche molto più facile perché hanno più esperienza e mi danno una mano sotto tutti i punti di vista”.
In cosa sente di dover ancora migliorare il classe 2008? “Gli aspetti da migliorare sono sempre tanti dal momento che, sia coi grandi sia coi più piccoli, c’è sempre da migliorare. Penso, però, che in fase di non possesso mi sto applicando ed è quello su cui, ogni giorno, cerco di migliorare sempre di più, come aggressività e mentalmente. Cerco sempre di migliorare anche la mia tecnica, che è sicuramente il mio pezzo forte, ma va sempre migliorata anche quella”.
Gibertini ha già più di un precedente in allenamento con la prima squadra di mister De Rossi, un altro aspetto che gli restituisce un bagaglio di esperienza sempre maggiore. Che consigli gli ha dato lo stesso De Rossi?
“Con mister De Rossi mi sono trovato bene fin da subito, è un giocatore che, avendo giocato, conosce i giovani e conosce come ci si può sentire quando vai coi grandi. Perché sì, in Primavera sono più grandi, ma quando vai lì sono quelli veri. È sempre un’emozione forte e particolare, ma aiuta tanto andare su perché hanno quel qualcosa in più. C’è poco da dire: in Serie A il livello è tutta un’altra roba”.
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