Nel dopogara della sfida tra Genoa e Napoli (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi in sala stampa al Ferraris. Ecco le sue dichiarazioni, molto nette sul regolamento. “I rigori stanno diventando un incubo per il Genoa? Il rigore sta diventando qualcosa di più un po’ per tutti quanti. Oggi è toccato a noi, domani tocca al Napoli. Tocca un po’ troppo spesso a noi, ma dobbiamo lavorare sui dettagli, sul cercare di difendere come prevede questo regolamento di merda che c’è adesso. Dobbiamo cercare di non essere passivi in area, sui contrasti, e cercare di stare attenti a saltare con le mani in tasca. Ormai è tutto cambiato, è agghiacciante il non conoscere e riconoscere il limite di “chiaro errore”. Quand’è chiaro errore? Chi lo dice ai giocatori? Quand’è? È tutto molto frustrante perché  questi ragazzi non meritano di uscire un’altra volta bastonati da questo stadio. Per fortuna abbiamo un pubblico meraviglioso che gliel’ha riconosciuto. Questi ragazzi hanno fatto una partita di grande intensità, facendo errori contro una squadra molto forte come il Napoli, e queste partite le fanno perché si allenano fortissimo in settimana. È giusto che io lo dica: sono encomiabili”. 

Alla fine hai cercato di vincerla: col senno di poi, rifaresti le stesse scelte che hai fatto?

“Penso che ognuno sa chi è e che tipo di allenatore vuole essere. Giocando contro una squadra forte, undici contro undici forse non avrei fatto quei cambi, ma poi già sul 2-2 avevamo un assetto abbastanza offensivo. Bisognava provarci perché non ti capita sempre di trovare il Napoli nel finale in dieci contro undici e con l’inerzia della partita dalla tua parte. Anche l’atmosfera dello stadio sembrava poterci spingere. Abbiamo fatto questi cambi che, col senno di poi, magari uno potrà cambiare. Se mettevo un altro difensore eravamo uno in più in area. Col senno di poi posso fare, con tutto il rispetto, il lavoro vostro. Non so se esiste il senno di prima, ma devo scegliere prima. A volte azzecco, a volte sbaglio. Penso che abbiamo perso due punti con un cross messo lì e un tiro di Lobotka lisciato che resta lì tra i piedi e per questo rigore fischiato. Sapete che non mi sottraggo dalle mie responsabilità, a volte me le prendo pure quando voi non ve ne accorgete neanche. Sono episodi isolati, non è che abbiamo preso un contropiede. Andiamo avanti. È dura, ma andiamo avanti”. 

Sulla gestione nei minuti finali e sul cross di Norton-Cuffy regalato a Meret da cui è nato l’angolo che ha portato al rigore: in questi frangenti dovete migliorare ancora…

Su quello devo andare a lavorarci io. Ero indemoniato. Dalla panchina non avevo visto il rigore, non sapevo se fosse evidente, ma la gestione va fatta meglio, soprattutto perché avevo fatto entrare giocatori di grande qualità. Cornet ha qualità, Messias ha qualità, Norton-Cuffy ha qualità. Dobbiamo capire che quella squadra, in quel momento, stava cercando di non prendere il terzo gol con le consapevolezze di una grande squadra. Dobbiamo fare girare palla. Provo a sgolarmi, ma non è facilissimo. Abbiamo regalato due o tre possessi che avremmo potuto gestire diversamente. Non sempre puoi pretendere che i tuoi giocatori la tirino sotto l’incrocio come successo col Bologna. Sono errori di lettura più che altro ed è successo anche a loro in occasione dei nostri gol, dove sono stati abbastanza imprecisi. Nel calcio gli errori si fanno, si pagano, ma la lettura va fatta un pochino meglio”. 

Sul rigore finale, non è pensabile equiparare lo step on foot di stasera a quello recente di Rrahmani nella partita Inter-Napoli. A questo punto l’arbitro in campo che non ce lo mettano neanche, perché se valutano da Bergamo l’intensità di un contrasto anziché l’arbitro in campo, al 94esimo, è finito il calcio…

“Io il ricordo di Rrahmani non lo ricordo e anche voglio andare ad analizzarlo, ma la realtà è che siamo tutti sulla stessa barca. Oggi tocca a me, domani tocca al Napoli. Siamo tutti lì. Non so più come dirlo. Ed ero il primo tifoso del VAR. Io ho vissuto un VAR dove forse qualche rapina in meno me l’avrebbe fatta subire e penso che gli stiamo dando un potere molto pericoloso. Non si torna più indietro. Adesso è difficile tornare indietro. Contatti ce ne saranno sempre, ma avremo un gioco che cambierà. Ed è un peccato per tutti, perché tutti ci stiamo dentro e supremo rigori del genere tutti quanti, oggi noi e domani il Napoli”. 

Adesso testa alla Cremonese, alla prossima partita. Cosa dirà ai suoi ragazzi? Ci sarà un fattore psicologico che sarò tra le cose più importanti da affrontare…

“La cosa positiva è che questa delusione la conoscono, la hanno già assaporata. Questo retrogusto di dolore e ingiustizia lo hanno già sentito. Con l’Atalanta abbiamo giocato novanta minuti in dieci e abbiamo perso la partita così. Con la Lazio è un’altra partita che non meritavamo di perdere. Oggi idem. Quando è capitato a noi abbiamo tirato un rigore fuori dallo stadio. Sanno cosa significa uscire con un senso di ingiustizia, sanno come rialzarsi e sanno che abbiamo la fortuna di avere una tifoseria che ce lo riconosce di fare partite degne di questa tifoseria e di questo stadio. Si riparte: dobbiamo salvare il Genoa e un passo indietro non lo possiamo fare“.

Sul finale di gara lei ha avuto la consapevolezza che col Napoli ci sarebbe stato da essere attenti. L’aspetto positivo, ancora una volta, è che un’altra volta la gara si era messa male e la avete ripresa. Di fronte c’era il Napoli e nella ripresa avete reagito alla grande…

“Su questo possiamo mettere la mano sul fuoco. Solo a Roma siamo stati un po’ mosci sul colpo subìto. Questa squadra è fatta di giocatori e uomini importanti. Ero consapevole di non volerla perdere proprio perché ero rimasto scottato dalle prestazioni precedenti e perché c’era Hojlund in campo. Se avesse tolto Hojlund, sapevo magari di tre rischiare un pochino di più. Questa volta avevamo  un uomo in più e Hojlund onestamente non ci hai mai messo in difficoltà. La gestione della palla doveva essere un po’ più lucida: avevamo giocatori di qualità e dovevano farli muovere e correre un po’ di più, senza mettere queste palle da fermo sul portiere. Ci devo lavorare sopra e si avanti. È un momento di calcio così, solo che sono tante partite e la sensazione è che questa squadra, con un pizzico di fortuna in più, avrebbe minimo 5/6 punti in più e starebbe guadando il futuro e la salvezza con tutt’altra positività”. 

Come colloca questa partita?

“La reputo una partita contro una squadra molto forte, con giocatori molto forti, che si era messa subito bene, ma anche loro hanno giocatori che reagiscono e un allenatore che non molla di un centimetro. Grazie alle loro individualità e alla loro reazione la hanno ribaltata, ma rimetterla in piedi non è stato facile. Abbiamo fatto due gol su episodi di pressione e aggressione che abbiamo mantenuto tanti minuti durante questa. La colloco come una partita fatta bene contro una squadra forte. La sensazione di amaro in bocca è proprio questa: abbiamo fatto zero punti con l’Atalanta, con il Napoli, con la Lazio, con l’Inter. Contro queste squadre bisogna essere perfetti ed evidentemente non lo siamo stati. Ci lavoreremo”. 


Serie A | Al Ferraris è Genoa-Napoli. De Rossi sfida Conte – LIVE DALLE 18