Nel dopogara della sfida tra Lazio e Genoa (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue dichiarazioni, molto chiare su quella che sia stata la sua interpretazione – e anche di larga parte degli opinionisti in studio – sul primo rigore concesso alla Lazio.
Mister, da stasera noi abbiamo deciso di non dire più se un calcio di rigore c’è oppure non c’è ma se un calcio di rigore è contro lo spirito del gioco del calcio oppure a favore dello spirito del gioco del calcio il risultato dei commenti di stasera è che uno su tre era contro lo spirito del gioco del calcio, gli altri due invece a favore…
“Il primo rigore è l’anticalcio, è una roba che mi farebbe malissimo da vedere anche se stessi guardando due squadre che non conosco o una che non alleno, anche se non lo avessi subìto. In televisione mi rivolto sul divano quando vedo questi rigori. Parlando con Maurizio Sarri la pensa come me: andiamo verso un calcio che non è più quello che conoscevo io. Ci hanno spiegato che chi va in opposizione comunque può essere sanzionato, qui addirittura è un giocatore che non sta andando in opposizione. Non è lui che tocca la palla, quindi è un rimpallo. Non so quello che diranno: ho letto un po’ la regola e sembra che il rigore potesse non esserci. Ma al di là dell’umore, che adesso ci fa rabbia, dovremmo rivedere proprio i regolamenti. A Zufferli ho detto questo: non ce l’avevo con lui, lo penso veramente che non è così che miglioriamo il gioco del calcio. Oggi è toccato a noi, ma domenica prossima ce lo daranno a noi un rigore così perché capita di tutto. Non mi piace quello che vedo, non solo oggi e non solo su questo rigore. Vedo che andiamo in una direzione che non aiuta i giocatori, che non è difficile da allenare, è proprio difficile da giustificare perché prendi un gol su una situazione che invece avevi gestito in maniera impeccabile. Credo ci sia poco da aggiungere“.
Parlando della partita e delle analisi che il tecnico rossoblù, a caldo, può fare, le sue parole sono le seguenti: “Si fa l’analisi, l’ho fatta la settimana scorsa, avevamo vinto una partita nella quale avevamo avuto qualche problema a metà primo tempo e ad inizio secondo tempo. Secondo me oggi abbiamo fatto un’ottima partita, una partita che non meritavamo di perdere, con lucidità, con un umore diametralmente opposto a domenica scorsa, ma con lucidità analizziamo quella che è stata la prestazione e quello che poi rimane, ossia la continuità dell’atteggiamento dei giocatori, la voglia di vincerla anche sul 2-2. Io sono soddisfatto di quello che hanno fatto oggi. Ovviamente non sono soddisfatto del risultato e di come è arrivato, ma penso di poter dire che la squadra abbia fatto la sua partita”. Dove ho inciso di più da quando sono arrivato al Genoa? Si cerca di lavorare un po’ su tutti gli aspetti. Quando subentri, mentalmente sai già che c’è una squadra davanti che è abbastanza spenta, abbastanza turbata e che sicuramente non viene da risultati positivi, altrimenti non dovrebbe cambiare un allenatore. Qui c’è un lavoro tattico importante che è stato fatto, che a volte viene un po’ trascurato quando si parla di grinta, di passione, di coraggio. Abbiamo soprattutto fatto un lavoro tattico su noi stessi, su cosa volevamo chiedere ai nostri giocatori, sul fatto che fosse importante non chiedere ai giocatori del Genoa in quel momento le stesse cose che abbiamo chiesto, per esempio, quando siamo subentrati sulla panchina della Roma. Per necessità diverse, per qualità diverse, per caratteristiche diverse. Insomma, c’è stato un grande lavoro tattico secondo me, che non finisce, che ogni giorno si ripete, per cui ogni settimana andiamo al campo e ci domandiamo cosa voler tirare fuori dai nostri giocatori, che hanno il grande merito di dare tutto veramente. E di questo li ringrazio pubblicamente“.
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