Nel dopogara di Genoa–Empoli (clicca QUI per leggere la cronaca del match), il tecnico empolese Guido Pagliuca è intervenuto in conferenza stampa al Ferraris.
“Una sconfitta diversa rispetto al Pescara – inizia Pagliuca – anche contro un avversario di categoria superiore, abbiamo fatto delle buone cose sul campo. Abbiamo una squadra giovanissima come avete visto anche oggi. Commettiamo errori che ci costano cari nei primi tre gol di Pescara, nelle due espulsioni di Reggio e nel secondo e terzo gol di oggi, che si potevano evitare. Sul primo do anche la bravura al Genoa“.
L’avvio la preoccupa?
“Fa parte del dispiacere che abbiamo. Siamo molto dispiaciuti, ma siamo anche consapevoli di ciò che stiamo facendo. In mezzo c’è il pareggio di Spezia, sappiamo che dobbiamo lavorare e crescere. Ho un gruppo di ragazzi seri che vuole uscire da questo momento. A volte ci sono momenti positivi dove le cose vanno da sole, a volte momenti meno positivi dove dobbiamo trovare attraverso il carattere la serenità. Commettiamo errori che in categoria ti fanno pagare, dobbiamo avere quel piccolo mal di stomaco che ci porta ogni allenamento a crescere e migliorare“.
Mi ha colpito in particolare Saporiti, oggi ha messo tante volte in difficoltà la difesa del Genoa. Lei era molto preoccupato del trittico che ha davanti l’Empoli e ha lasciato tanti calciatori a casa…
“L’abbiamo fatto perché c’era la necessità di recuperare fisicamente e mentalmente, con tanto equilibrio. Non ci sono titolari e riserve, tutti possono giocare. Serve coraggio, serve poter lavorare dal 9 luglio con continuità. Noi abbiamo iniziato a lavorare con la squadra al completo dalla terza giornata di campionato, quindi non è facile fare un percorso di gioco e dare un’identità forte. Non è una squadra con identità chiara e che ha lavoro sulle piccolezze, mi dispiace perché avrei voluto portarlo ad Empoli. Ho grande fiducia per il percorso e le prossime partite, ma il focus è per le prossime partite. Il gruppo giovane passa attraverso partite come questa e quella di domenica. Più stiamo vicino e più aiutiamo tutti, più sarà facile crescere. Ringrazio i tifosi che anche oggi sono stati presenti“.
Io ho studiato l’Empoli per capire come avrebbe potuto affrontare il Genoa. Otto calciatori su undici praticamente non avevano ancora giocato e sono arrivati da poco. Il suo lavoro ha bisogno di tempo, ma domenica ha l’occasione di tirare su il morale a tutti i tifosi dell’Empoli…
“I tifosi sono persone vicine alla squadra, serve l’aiuto di tutti e la fame dei ragazzi. Non abbiamo ancora la voglia di lottare su ogni pallone, nessuno. Dove non si arriva col gioco lo si deve fare con il carattere e la forza interiore. Non sono ancora riuscito a trasferire ciò ai ragazzi, solitamente le mie squadre hanno grande carattere. Questi ragazzi a tratti ce l’hanno, ma la colpa è esclusivamente mia”.
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