Nel dopogara di Genoa-Como ha commentato la vittoria della formazione lariana il tecnico Cesc Fabregas, che è partito da un’analisi della gara. “Noi non prepariamo solo le partite, proviamo a preparare i giocatori con la mentalità giusta, di saper reagire a tutti i confronti. Proviamo sempre a metterli in difficoltà per preparare mentalmente ogni azione. Oggi si è avuta la dimostrazione che, quando vai a dormire, in Serie A ti possono punire, specialmente con una giocata che, quando abbiamo visto l’undici che giocava del Genoa, si è visto chiaramente che volevano fare, ossia creare il due contro due indietro tutto il tempo, giocando fuori, fare cross, ripartire. Lo abbiamo concesso praticamente due volte, una non l’abbiamo gestita bene e un’altra molto bene. Ovviamente mi sono piaciuti molto personalità e coraggio, perché io chiedo questo, e nel calcio non si può vincere sempre. Si perde, si vince, però alcune volte si può giocare meglio o peggio, però per me la cosa più importante è che tutti abbiano la mentalità di fare quello che siamo noi. Ripeto, quando si sta perdendo 4-0, quando si sta vincendo 4-0, quando mancano cinque minuti, quando mancano sessanta minuti, si deve sempre provare ad essere noi, ad avere la nostra identità, i nostri principi. Da qui non si esce. Se si esce da qui, dopo inizio a incazzarmi e a preoccuparmi”.

Lei mi ha stupito sull’1-0 quando ha alzato Valle e Couto, costringendo il Genoa a non riuscire più a marcarli. Ha cambiato la partita in quella maniera…

“Abbiamo dato più altezza a Valle con Couto un po’ più basso per entrare da dietro, non essere già là, perché per me, per le dinamiche nostre, che pensiamo a come possiamo fare male all’altra squadra, ci sono dinamiche che ogni partita cambiano un po’. Dovevamo arrivare con più gente, però questo ti fa anche avere quel rischio in più, col Genoa che cercava di lasciare sempre quel due contro due dietro coi due difensori centrali e coi due attaccanti che sono bravi. Mi è piaciuta molto la partita di Ramon e Chalobah contro i due attaccanti perché non era facile: quando tante volte ti trovi in una squadra che dopo il gol preso va tutta avanti, le preventive devono essere fatte molto bene e le hanno gestite molto bene. Ripeto, dovremo avere pazienza con questi giocatori, perché ogni anno, partendo da 19, 20 o 21 anni, ogni anno crescono e ogni volta che un allenatore perde una partita e prova a mettere un giocatore giovane, lo ammazzano, lo criticano e lo mandano via e non si ha l’opportunità di far crescere questi ragazzi solo perché per vincere o perdere – che capisco essere molto importante – allora non ci saranno opportunità per far crescere i ragazzi”.


Serie A | Genoa 1-4 Como: poker lariano al Ferraris. Grifone ancora a zero punti