Sabato 5 settembre alle ore 15. La data è segnata lì sul calendario, in casa Genoa Women, ed è quella dell’esordio stagionale sul campo del Bologna Women. A dieci giorni dall’avvio ufficiale del campionato di Serie B Femminile ha fatto il punto, con un ampio focus sulle vicende di casa rossoblù, la Responsabile del Genoa Women, Marta Carissimi.

La stagione scorsa è stata digerita, è chiusa – specifica subito la dirigente rossoblù – Chi è rimasto, lo ha fatto sicuramente con più esperienza rispetto alla passata stagione. Tutte le giocatrici che sono rimaste, nel dispiacere e nella negatività della stagione e di una retrocessione, hanno sicuramente ampliato il bagaglio di esperienza e se lo stanno portando dietro. Questa è una cosa importante ed era quello in cui speravo, perché purtroppo queste sono esperienze che qualcosa devono insegnare. Sicuramente le giocatrici hanno tanta voglia di rivalsa e chi è arrivato lo ha fatto con grande entusiasmo, con grande consapevolezza. Lato giocatrici sono la maggior parte giocatrici che portano esperienza, che portano mentalità, qualcosa su cui stiamo lavorando ogni anno per crescere a tutto tondo. Loro possono aiutarci in questo, possono portarci un valore aggiunto. Nello staff abbiamo inserito tante nuove figure: tra staff tecnico, medico, eccetera è cambiata metà dello staff e questo primo mese e mezzo è servito un po’ a tutti per riuscire a trovare i processi giusti. Devo dire che c’è una bella energia. Siamo tutti molto proiettati sulla stagione per farla al meglio.

Devo dirvi che è stata un’estate completamente diversa da tutte le altre perché in tutte le altre la percezione, anche dall’esterno, era di qualcosa che stesse crescendo. Prima la salvezza, poi l’anno dopo siamo arrivate a metà classifica e quello ancora dopo siamo state promosse. La retrocessione ha colpito molto e la percezione che c’è stata, internamente ed esternamente, è che il processo potesse ridimensionarsi. Spesso escono anche notizie non vere e ci sono state anche nel periodo tra la fine del campionato e la fine di giugno, opinioni rispetto a quello che potesse essere un totale ridimensionamento all’interno del club di cui non si era in realtà mai parlato”.

Sono parecchie le nuovo calciatrici che hanno sposato la causa del Genoa Women, la maggior parte arrivate dalla Serie A Women, malgrado un ridimensionamento del budget a disposizione per la stagione. “Abbiamo Capelletti, Rizzon, Cafferata, Cernoia e Picchi, cinque che arrivano dalla Serie A – elenca Marta Carissimi – e poi abbiamo Nìchele, Passeri e Tironi che sono le uniche di B, con Nìchele che la Serie A la ha già fatta e nelle ultime tre stagioni ha sempre vinto i campionati e sa cosa vuol dire giocare in una squadra per vincere il campionato. Tironi è una 2006, una giocatrice molto interessante, un bel prospetto, un bel talento da costruire, da formare. Ha già fatto il suo percorso nelle giovanili dell’Inter, ha fatto un paio di stagioni prima a Cesena, poi a Bologna. Era una ragazza che seguivo e conoscevo già e che, nelle ultime due stagioni, da quando è passata con le grandi, ho seguito attentamente, perché adesso era il momento giusto per poter fare uno step al Genoa”.

Un capitolo a sé stante è per Valentina Cernoia, innesto di grandissima esperienza, ex compagna di Nazionale di Marta Carissimi, attualmente alle prese con una fascite plantare di cui il club era a conoscenza al momento della trattativa. “Valentina è in un percorso di riabilitazione che non sarà breve, lo sapevamo già dall’inizio, però sapevamo anche cosa potesse darci in termini di esperienza e di qualità all’interno della squadra – e lo sta già facendo, nonostante in questo momento non sia disponibile. C’era da parte sua grande volontà di trasferirsi a Genova. Sta rispondendo molto bene alle cure, motivo per il quale vorrei spendere anche due parole per lo staff medico perché, in grande sinergia con Alessandro Corsini, Responsabile sanitario, siamo riusciti a mettere in piedi un ottimo staff medico che sta facendo molto bene non solo con Cernoia, ma anche con le riabilitazioni di lungo corso di Mele e Di Bari. Cernoia sta rispondendo molto bene, è assolutamente in linea con il gruppo, ma i tempi non sono definiti: di certo non la vedremo in campo nel mese di settembre”. 

Tra queste nuove calciatrici c’è Alma Hilaj, che ha trovato un nuovo accordo col club rossoblù qualche settimana dopo le altre conferme della rosa della passata stagione. Quando si parla di Hilaj si parla probabilmente di uno dei migliori innesti della sfortunata stagione in Serie A, sufficientemente duttile da poter giocare sia in mediana sia come difensore centrale. “Nel momento in cui decadono i contratti è ovvio che anche la Serie A abbia guardato tanti profili della nostra squadra, quindi ci sono degli aspetti di mercato dove ci sta anche che le giocatrici possano guardarsi attorno – spiega Carissimi – Con Alma c’è sempre stato – e anche con i suoi agenti – un ottimo rapporto. Ci sono sempre stati contatti durante tutto il periodo e ci è voluto semplicemente un po’ di tempo per riuscire a concludere. Sono molto contenta perché, sono d’accordo, ha fatto una buona annata nella passata stagione. Soprattutto, lei è una giocatrice che può ricoprire più di un ruolo. L’anno scorso voi l’avete vista davanti alla difesa, ma in nazionale gioca difensore centrale. Noi, infatti, l’abbiamo presa sapendo che può ricoprire più di un ruolo. Siamo contenti di essere riusciti a riportarla al Genoa”. 

Ma possiamo considerarlo un mercato concluso definitivamente oppure ancora passibile di interventi in entrata? “In questo momento sicuramente siamo soddisfatti dell’attuale rosa proprio perché non abbiamo nessuna esigenza particolare, comunque continuiamo a monitorare il mercato qualora dovessero uscire interessanti opportunità” risponde la Responsabile del Genoa Women, che passa poi ad analizzare altri spunti legati al mondo femminile rossoblù.

Fatta una debita sottolineatura sul rinnovo contrattuale di una giocatrice che per il futuro del Genoa Women potrebbe rappresentare un valore aggiunto in costante crescita, ossia la 2010 Annalisa Ruotolo, si parla delle ambizioni della squadra di Ilaria Leoni. La stessa Marta Carissimi non ci gira intorno. “Quello che si è cercato di fare è stato creare una squadra molto competitiva con tutte le complessità della situazione perché, come vi avevo già detto in maniera molto trasparente, c’è stato un forte ridimensionamento del budget, non solo in termini di cambio di categoria – dichiara Marta Carissimi – Ci sono anche contratti diversi, tassazioni diverse, ma siamo contenti di essere riusciti a fare otto acquisti. La volontà è stata quella di creare una squadra competitiva da subito. Il fatto di esserci, ovviamente sulla carta, mi fa molto piacere poiché è anche sinonimo della credibilità che abbiamo verso l’esterno. Nonostante una retrocessione siamo riusciti a prendere più della metà delle giocatrici dalla Serie A e questo vuol dire che all’esterno il percorso è arrivato. Quello che stiamo facendo è chiaro a tutti. Questo oggi, questa è la carta, dopodiché i campionati non si vincono sulla carta. Ci sono da trovare i meccanismi migliori e supportarli ed è quello che cerco di fare nel quotidiano per poter far sì che tutto funzioni al meglio e si possa lavorare nel miglior modo possibile”.

Cosa mi ha convinto a restare? Nel 2023, quando mi sono seduta con Blazquez e Ottolini, ho presentato loro un progetto di sviluppo dell’area femminile. Era la mia prima stagione, visto che sono entrata nella seconda metà del 2022. Era un anno zero nel quale si è riusciti a salvarci. Dall’anno successivo ho avuto possibilità e tempo di programmare e, indipendentemente dal mio contratto, ho condiviso con loro un percorso. In quel percorso c’era un progetto di più anni dove il 2026/2027 era l’anno in cui si sarebbe potute arrivare in Serie A, quindi in realtà siamo assolutamente in tabella di marcia in questo momento. Alla fine riprendiamo quello che avremmo dovuto fare. Siamo arrivati prima del previsto perché c’erano tre promozioni, altrimenti in Serie A non saremmo mai arrivati: non eravamo pronti con una sola promozione, c’erano squadre più attrezzate. Ora giocatrici e parte dello staff che hanno preso altre strade hanno dato l’impressione come se fosse finito un ciclo, però per me quel percorso non è concluso. Non è un ciclo concluso“.

“Fisiologicamente c’è stato un cambio di alcune giocatrici, tra le quali vi è chi ha fatto parte della storia di questo club e della sua prima e storica promozione in Serie A. Parliamo di giocatrici che hanno dato tanto, come Lucafò e Bettalli, cresciute all’interno di questo club. Oggi, tuttavia, proseguiamo nella direzione di un percorso di crescita della mentalità che è necessario per poter vincere un campionato e poter poi affrontare la Serie A sempre con estrema difficoltà, come tutte le squadre neopromosse, ma con una mentalità diversa, quella per potervi rimanere. Il fatto che si sia riusciti ad arrivare in Serie A – dispiace non averla mantenuta – e oggi si sia comunque riusciti a creare una squadra competitiva è sinonimo di come stiamo lavorando e della credibilità che abbiamo, indipendentemente da un aspetto economico”.

Aspetto economico che concorre, come in ogni campionato del mondo, a creare le tabelle per la lotta promozione ancor prima che il campionato inizi. Questa Serie B Femminile non fa eccezione. “Anche quest’anno in Serie B – e ve lo posso dare per certo come tre anni fa – ci sono squadre che hanno budget superiori ai nostri e in questo momento ci sono diverse squadre che si sono attrezzate per la Serie A, dal Bologna al Lumezzane passando per la RES Donna Women o il Cesena, che costruisce sempre una squadra molto giovane, con tanti prestiti, ma interessante. Anche il Frosinone sta facendo un percorso di crescita: ha una proprietà americana come la RES Donna Women. Noi facciamo il massimo con quello che abbiamo, però bisogna anche essere realisti e capire che per competere a certi livelli bisogna sicuramente essere bravi e fare il massimo con quello che si ha”. 

Chi porterà una considerevole e preziosa iniezione di professionalità e genoanità all’interno del mondo Genoa Women è un volto storico del settore giovanile rossoblù, Roberto Briata, che ricoprirà il ruolo di vice allenatore di Ilaria Leoni. Com’è nata questa scelta? “Questa scelta va nella direzione di portare maggiore esperienza all’interno dello staff tecnico. La guida tecnica è una guida giovane perché ha un anno e mezzo di esperienza con le grandi. Prima aveva fatto settore giovanile, ma sempre all’Arezzo e ai centri federali in un contesto di settore giovanile, con dinamiche completamente diverse da una prima squadra. Era parte del percorso che avevo condiviso con lei quello di iniziare come seconda allenatrice per poi tornare, nel tempo, a fare l’allenatrice in prima. Questo tempo si è accorciato. Lei l’anno scorso per la prima volta è entrata in un club professionistico e ha visto cosa vuol dire lavorare in un club professionistico con venti persone nello staff, scenario completamente diverso rispetto a contesti meno strutturati. Parliamo però di un’allenatrice che va supportata: da qui la volontà di inserire Roberto Briata così come altre figure all’interno dello staff. Figure che portino esperienza all’interno del gruppo squadra e supportino al meglio l’allenatrice. Ho fatto diverse valutazioni e deciso di dare l’opportunità ad Ilaria Leoni, una ragazza che già conosce l’ambiente, che ha lavorato con noi e vissuto bene le dinamiche della passata stagione, motivo per il quale ho preferito dare a lei la guida supportandola con uno staff di maggiore esperienza, oltre ovviamente a supportarla io stessa nel quotidiano”.

Attenzione a considerare il movimento del Genoa Women solamente incentrato sulla Prima Squadra. Quest’estate, nonostante il ridimensionamento generale del budget (che porterà Under 17 e Under 15 a non prendere parte ai campionati nazionali che richiederebbero una logistica in termini di campi da gioco e contemporaneità delle gare difficile da sostenere in assenza di un centro sportivo, ndr), non sono mancate una trentina di nuove giocatrici inserite all’interno delle giovanili del Genoa Women. Qui torna centrale il tema, non solo del club ma anche strettamente politico, della necessità di un centro sportivo per una ancora miglior organizzazione delle attività calcistiche di base e di settore giovanile, come peraltro palesato in modo molto chiaro anche due giorni fa da Roberto Trapani, Responsabile del settore giovanile maschile del Genoa, che ha richiamato alla collaborazione delle istituzioni in un percorso di ricerca di un’area in Liguria e sul territorio locale da destinare a centro sportivo. Altrimenti si guarderà altrove.

“Personalmente mi piacerebbe tanto creare molte più categorie: abbiamo i numeri per crearle – spiega Carissimi per quanto concerne il settore giovanile del Genoa Women – Nel frattempo stiamo continuando ad avere rose molto ampie sul settore giovanile, soprattutto in Under 15, 12 e 10, e vorremmo poter fare più categorie perché il salto dall’Under 12 all’Under 15 è molto ampio. Per non rischiare di perdere giocatrici ne teniamo tante insieme per un semplice motivo: in questo momento non abbiamo degli spazi nei quali si può giocare. Questo sicuramente mi dispiace perché inficia tutto il percorso che stiamo facendo e ricade sulla metodologia di allenamento e sul monitoraggio visto che gli staff vanno supportati, vanno seguiti, vanno formati, vanno aiutati e non possono essere abbandonati a loro stessi. Il sogno sarebbe avere un centro tutti assieme per poter integrare tutti. La complessitità del territorio in questo momento non lo permette. Speriamo che nel prossimo futuro si riesca a creare un centro sportivo e capire, a livello logistico, tra club e istituzioni, come poter fare. Sarebbe bello se all’interno di questo discorso venisse fatta rientrare anche l’area femminile per sviluppare al meglio il settore giovanile e avere sempre più Annalisa Ruotolo in prima squadra”.

L’intervista si chiude con la riflessione su quanto sarebbe interessante poter ospitare una gara casalinga del Genoa Women al Ferraris nella prossima stagione sportiva, prima che dal 2027 lo stadio sia interessato dai primi interventi di restyling. “Se penso al Genoa e al legame che questa città ha con la squadra è incredibile e mi piacerebbe poter ricreare lo stesso aspetto anche sul femminile. Per me è fattibile. Vediamo se quest’anno riusciremo a fare un bel percorso e a fare una partita al Ferraris: sarebbe sicuramente qualcosa su cui si può lavorare. Sarebbe una bella cosa e non sarebbe la prima perché anche in Serie B l’anno scorso il Frosinone Women ha aperto lo stadio”.


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