Nel quartier generale del settore giovanile, la Badia di Sant’Andrea, il Genoa ha presentato ufficialmente Domenico Criscito come nuovo allenatore della Primavera. Affiancato dal Responsabile del settore giovanile, Roberto Trapani, l’ex capitano rossoblù ha rilasciato le prime dichiarazioni da nuovo tecnico dell’Under 20. Ad aprire la conferenza è stato proprio Roberto Trapani.
LO STAFF A SUPPORTO DI MISTER CRISCITO | Ma prima ancora delle dichiarazioni, viene presentato lo staff che affiancherà Domenico Criscito come tecnico del Genoa Primavera. Uno staff di dodici persone. Nell’area tecnica il vice allenatore Vincenzo Cammaroto, il collaboratore tecnico Lorenzo Folle (ex match analyst della Prima Squadra, dove vi è la figura nuova di Mattia Bastianelli) e il team manager Matteo Natuzzi, storico volto del Genoa Primavera.
I preparatori saranno quattro: Alex Gabbiano e Andrea Mercurio i preparatori atletici, Ernesto Di Barbaro il preparatore portieri e Marco Pivotto il responsabile del recupero infortuni. L’area medica, infine, sarà composta da cinque persone: Manuel Gerundo, Ottavia Maffei e Stefano Biondi come fisioterapisti, mentre i medici sociali saranno Davide Subrero e Marco Guizzetti. Previste sei amichevoli, anche nel corso del ritiro che partirà il prossimo 19 luglio per San Lorenzo Dorsino, in provincia di Trento, e proseguirà dal 26 a Storo, sempre in Trentino.
LA CONFERENZA STAMPA | Come detto, ad aprire la giornata le parole del Responsabile Roberto Trapani. “Intanto un saluto anche da parte del nostro CEO Blazquez, che oggi vuole essere qui con noi, e da parte del Presidente Sucu. Oggi deve essere un giorno di festa, un giorno di presentazioni. Presentiamo un nostro allenatore che non ha bisogno di presentazione come allenatore del settore giovanile, come calciatore, come persona, quindi parlerà prettamente lui, però ci tenevamo a presentare la nuova stagione, il nuovo percorso che abbiamo in mente di iniziare con la Primavera.
Prima di cominciare, ci tenevo a ringraziare, prima di questa conferenza, lo staff che l’anno scorso ha svolto una stagione importante con la Primavera. In prima persona Jacopo Sbravati, Marco Oneto ed Eros Giglia, che non faranno parte in questa stagione dello staff, ma che stanno facendo ognuno per sé il proprio percorso e penso che sia giusto oggi ringraziarli per il lavoro svolto l’anno scorso. Un lavoro che è sotto gli occhi di tutti e ha portato tanti giocatori in prima squadra, che è l’unico obiettivo, il vero obiettivo che oggi si ha come settore giovanile”.
Sempre Roberto Trapani risponde a chi gli chiede come nasca la scelta di Criscito come tecnico del Genoa Primavera. “La scelta è stata una scelta molto naturale perché è stata fatta un’analisi, una valutazione interna. All’interno del club bisogna saper valorizzare le risorse interne prima di andare a prendere figure anche professionali esternamente. Mimmo in questi anni ha fatto un percorso di step, credo che gli step per una carriera di un giocatore e di un allenatore siano fondamentali e ha fatto anche più categorie come settore giovanile. La fortuna è che abbiamo davanti un ex calciatore che però ha l’umiltà di mettersi a disposizione del club e chiedere in cosa deve migliorare. L’ha chiesto finora e pensiamo che lui possa dare un grande esempio ai ragazzi sul campo. Ha grandi competenze anche relazionali e interpersonali con i ragazzi, tant’è vero che quest’anno anche i giocatori che hanno giocato meno con l’Under 17 erano sempre sul pezzo, sempre contenti, erano i primi ad arrivare al campo. Credo che oggi un allenatore debba avere ancora di più delle competenze relazionali, anzitutto delle competenze tecniche vere e proprie. Ormai i giovani oggi sono molto più veloci nel tipo di relazione sia in senso positivo che in senso negativo, quindi questo è stato un po’ il motivo per cui abbiamo fatto questa scelta. Siamo molto contenti e credo che Mimmo possa essere anche l’emblema di quel trasferimento di genoanità che è sempre stato uno dei carri portanti del settore giovanile”.
Mimmo, che emozione ti fa tornare in Primavera dopo esserci passato da giocatore?
Criscito: “Le emozioni sono sempre forti. A distanza di 23 o 24 anni sono di nuovo in Primavera, ma con un ruolo diverso, da allenatore. Sono contento di avere qui presente il mio allenatore, che è stato il mio allenatore in Primavera, Luca Chiappino. Dopo tantissimi anni siamo ancora qui e l’obiettivo è quello di far crescere i nostri giovani, di far capire loro dove sono, perché sono in un club importante, che l’anno scorso ha portato in prima squadra sette od otto giocatori. L’obiettivo nostro è portare a fine anno giocatori pronti per la prima squadra”.
Fino a qualche anno fa, prima che il campionato Primavera diventasse Under 20, il salto era direttamente dagli Allievi alla Primavera. Ha già pensato a qualche giocatore 2009 della sua Under 17 da portare in Primavera?
Criscito: “Sicuramente per me è un vantaggio, perché ho allenato le due annate 2008 e 2009, e oggi in Primavera mi ritrovo tanti di quei giocatori e tra questi ci sono anche tanti giocatori che addirittura sono partiti dall’Under 8 qui al Genoa. Conoscere i giocatori diventa importante. Ovviamente anno dopo anno si cambia, ma crediamo fortemente nei nostri giocatori e sicuramente sarà una stagione molto importante. Come dice lei, il campionato sarà un campionato anche coi 2007: vincere piace a tutti, ma l’obiettivo primario è far crescere i nostri giovani, indipendentemente dall’età”.
Responsabile Trapani, state investendo su tanti giocatori non solo 2007, che sono la leva “limite” quest’anno in Primavera, ma anche su tanti 2008. Si ha l’idea che stiate pensando ad un percorso biennale di crescita dei calciatori in questa Under 20. È così?
Trapani: “Noi abbiamo portato qualche 2008, qualche 2009, qualche 2010, anche con nuovi inserimenti questa stagione, perché abbiamo il pensiero che con un biennio di lavoro si abbia l’opportunità di valorizzare il meglio, lavorando anche da un punto di vista di cura del dettaglio su ognuno di loro, non solo tecnico ma anche mentale. È chiaro che prendere oggi un 2007 in Primavera potrebbe essere più convenevole da un punto di vista prestativo, però non è quello che ci siamo dati come obiettivo con la proprietà. L’obiettivo è quello di avere dei ragazzi un pochettino più giovani. E non dimentichiamoci che noi quest’anno eravamo la quinta squadra più giovane del campionato, con davanti solo le squadre che hanno l’Under 23 ad esclusione del Monza, quindi è chiaro che questa è una direzione che vogliamo portare avanti, perché pensiamo che avere un ragazzo più giovane in un campionato allenante come la Primavera, campionato estremamente prestativo, possa garantirgli una formazione anche più duratura e soprattutto più ricca”.
Ricordiamo che il Genoa, da quest’anno, ha legato i suoi tecnici e staff con un accordo biennale in un’ottica di programmazione che è tra le prime in Italia…
Trapani: “Sì, è un approccio che in realtà all’estero è già utilizzato da tanti anni. Noi come sempre in Italia ci arriviamo un po’ dietro, perché su tante situazioni abbiamo una visione un po’ medievale, però credo che in un settore giovanile non si possano fare contratti annuali, salvo casi eccezionali, perché nel momento in cui noi andiamo a parlare di vittoria, diciamo agli allenatori che l’unico obiettivo non è quello di vincere, ma ci sono tanti altri obiettivi formativi più importanti. Se poi andiamo a fare un contratto annuale e giudichiamo un allenatore a fine anno sui risultati, siamo noi come società, come management, incoerenti. È una cosa che all’estero viene fatta regolarmente e crediamo che possa dare un messaggio chiaro rispetto alla solidità di un club. Allo stesso tempo penso che in ottica programmatica sia l’unico elemento per portare un valore al club senza l’ansia di pensare “mi scade il contratto a fine anno, devo vincere per far vedere al direttore, alla società che sono bravo”.
Una grande soddisfazione vedere Mimmo nel 2003 quando arrivò a Sestri Levante per fare un primo allenamento. Ora ti sei meritato questa carriera, perché sei Genoano dentro come tutta la tua famiglia. La domanda è questa: due mesi di calciomercato, due mesi dove tutti si riempiono la bocca di giovani. E non c’è stato un trasferimento di un giovane in una squadra che gioca in Serie A. Il problema è che non si può continuare a far fare gli allenamenti coi giocatori della prima squadra, ma poi alla domenica tenerli chiusi e seduti in panchina. Non è meglio mandarli a crescere?
Criscito: “Nel nostro settore giovanile ci sono tanti ragazzi bravi, tanti ragazzi che possono tranquillamente, col loro percorso, arrivare alla prima squadra. Io personalmente sono in stretto contatto con Daniele De Rossi e ci confrontiamo tanto sui giocatori che possono andare su e venire con noi alla domenica. Adesso con lui ci sono 3/4 giocatori nostri ed è un bene. Si allenano con la prima squadra, con un grande allenatore e hanno tutte le carte in regola per crescere. Normale che durante l’anno, se non avranno tanto spazio su, verranno a darci una mano giù. Questo è un discorso che affronteremo più avanti con Daniele e ci scambieremo tante opinioni sui giocatori, soprattutto che andranno su e giù dalla prima squadra”.
Trapani: “Il coraggio di inserire giovani il Genoa credo lo abbia avuto e se se ne può avere sempre di più, dobbiamo lavorare perché ciò accada. Quello che possiamo dire che come percorso ci siamo dati una linea chiara: quando un giocatore esce dalla Primavera, se viene cercato da un club di adulti, dalla Serie C in su, siamo ben aperti a mandarlo qualora non sia pronto a giocare nella nostra prima squadra. Diversamente deve rimanere in Primavera, ma la cosa importante è che bisogna avere una struttura e uno staff adeguati e di alto livello. Quest’anno siamo stati particolarmente fortunati ad avere una grande connessione con la prima squadra. Questo un ragionamento che tocca tanti ambiti, non solo sportivi, ma anche normativi. Quello che possiamo fare noi, nel nostro piccolo, è creare valore e portare i giocatori bravi ad essere valorizzati nel minor tempo possibile. Carbone e Grossi? Credo che i ragazzi citati non andranno in Serie D, ma faranno una carriera nei professionisti, e penso che per loro possa essere utile un passaggio intermedio in Serie C o Serie B. È anche vero che, quando saranno pronti, potranno avere spazio anche in Serie A. Nel nostro piccolo, quello che possiamo fare quando un ragazzo è pronto per farle il salto, è segnalarlo e cercare di spingerlo il più possibile in alto. Una sua vittoria è anche una nostra vittoria”.
A Mimmo domando se il campo gli manca un po’ e si sente completamente calato nella parte dell’allenatore. Ha completato questa trasformazione?
Criscito: “Assolutamente no. Da quando ho smesso, il campo non mi è mai mancato, anche perché smettere in quel modo lo auguro a tutti. Vivo il campo con un altro ruolo e mi piace tanto. Devo ancora migliorare perché non si diventa allenatori dall’oggi al domani, ci sono step da fare. Ho preferito partire dall’Under 14 per arrivare all’Under 17. Ho ancora tanto da imparare, studio, ma sono concentrato su questo ruolo, per me molto gratificante. Chiappino spesso viene a vedere gli allenamenti, ci dà consigli e se vede qualcosa che non va, ci dà una grande mano. È una gran risorsa per il Genoa”.
Al Responsabile Trapani chiedo cosa significhi avere una struttura come la Badia? Che valore ha?
Trapani: “Credo che sia sicuramente un upgrade importante che ha fatto il Genoa, a testimonianza anche di quanto la proprietà sia attenta al settore giovanile. Credo che in Italia debba essere la normalità, anche se non lo è, e credo anche che una struttura così bella senza un centro sportivo adeguato sia solo un cinquanta per cento. Nostro dovere e compito – lo stiamo facendo con tutte le nostre forze – è trovare anche questo centro sportivo. Da questo punto di vista, tutte le nostre forze devono essere veicolate anche in un aiuto istituzionale. Credo che una struttura così bella sia soprattutto accogliente per i ragazzi, che sono i veri protagonisti di questa attività che noi svolgiamo. Non dimentichiamoci che il calciatore è al centro di tutto, poi il resto sono tanti puntini che noi uniamo all’esterno”.
Qual è il primo messaggio che ha voluto trasmettere ai ragazzi?
Criscito: “La squadra al completo devo ancora incontrarla. Ho incontrato giocatori singolarmente. Il messaggio che darò alla squadra è quella di lavorare duramente e divertirsi perché comunque senza divertimento non si può lavorare bene. Poi cercheremo di trasmettere tutta la genoanità che c’è in me e ci sono tanti ragazzi che mi potranno dare una mano nel gruppo. Ci sono tanti ragazzi che arrivano dalla scuola calcio, quindi il messaggio principale sarà quello”.
Mister, quali esperienza della passata stagione vuole ribaltare sulla Primavera?
Criscito: “Credo che ogni categoria sia diversa. La Primavera è diversa dall’Under, l’Under 17 dall’Under 16 e così via. Quello che vorrei portare in Primavera è l’entusiasmo con cui i ragazzi arrivavano al campo, sorridenti e felici di lavorare e questo penso che sia una cosa molto importante: arrivare al campo contenti di potersi allenare, lavorare e fare lo sport più bello del mondo. Per me questa è una cosa molto importante”.
Si sentono già gli effetti sul settore giovanile del Genoa derivanti da questa nuova organizzazione? Quali sono i progetti futuri?
Trapani: “Il discorso Badia l’abbiamo toccato prima. I primi effetti si vedono già perché quando vengono tante famiglie anche da altri club – anche top club – e non hanno la fortuna di avere un convitto così bello, ne rimangono subito impressionate. Penso che per un genitore lasciare il proprio figlio di 14 o 15 anni all’interno di una struttura così è molto più rassicurante. Non dimentichiamoci che per gestire una struttura del genere ci sia anche una richiesta di risorse umane importante, da chi cucina a chi pulisce passando per i cinque tutor che abbiamo che anche da un punto di vista educativo e per le figure che si prendono carico dei ragazzi da un punto di vista educativo. Non è solo un investimento strutturale, ma un investimento anche di risorse economiche e di risorse umane. I progetti per il futuro vedono oggi il target principale di avere un nostro centro sportivo. Ce lo stiamo ripromettendo e cercando di fare con tutte le nostre forze, andando a visionare aree. Da questo punto di vista credo che la proprietà sia disponibile anche a un investimento importante qualora dovessimo trovare la soluzione migliore anche con il Comune e con la Regione”.
Per quanto concerne il modulo, si andrà in scia alla prima squadra per facilitare il passaggio dei giovani in prima squadra o quello di chi dalla prima squadra scenderà in Primavera?
“Sì, per quanto riguarda il modulo l’idea è quella di seguire un po’ quello che fa la prima squadra anche perché nel momento in cui i giocatori dalla Primavera vanno su, sono già pronti a giocare in determinate posizioni con determinati princìpi. L’obiettivo è quello di seguire un po’ l’idea della prima squadra”.
Al Direttore vorrei chiedere se dei giovani che l’anno scorso sono stati aggregati alla prima squadra e hanno esordito le due giornate, c’è la possibilità che qualcuno resti in Primavera?
Trapani: “Sono ragazzi che sono già pronti per noi per un mercato anche di adulti, qualcuno in Lega Pro, qualcuno in Serie B, quindi credo che loro andranno a giocare oppure rimarranno con la nostra prima squadra, ma questo lo sapremo indicativamente dopo il ritiro di Moena. Per quanto riguarda invece il discorso sul mercato, noi siamo sempre attenti a quelle che possono essere delle opportunità che si vengono a creare. Oggi abbiamo la fortuna che tanti ragazzi che giocano anche in top club si sono interessati a un progetto come il nostro perché il percorso tra la Primavera e la prima squadra è più sottile rispetto magari a club dove hanno l’Under 23 e dove il gap con la prima squadra è molto, molto ampio. Abbiamo veramente ricevuto tantissime richieste di ragazzi che vogliono essere considerati per il nostro progetto. Dobbiamo essere bravi perché come dico sempre, quello che è valso per le risorse umane, deve valere anche per i giocatori: quando abbiamo dei giocatori bravi in casa, a Genova, in Liguria, è giusto tutelarli e portarli avanti in maniera primaria, dopodiché in maniera chirurgica andare a fare uno scouting che sia chirurgico rispetto alle necessità tecniche o alle necessità di mercato”.
Quanto spende il Genoa per il settore giovanile? E quanto è entrato dalla cessione di giocatori prodotti dal vivaio?
“Come budget complessivo (poi andrebbero visionate non soltanto la parte salari, ma anche la parte contratti e la parte anche facilities) è tra i 6 e 7 milioni in totale. Sicuramente negli ultimi anni c’è stato un rientro di questo investimento. Un conto sono i soldi di spesi, un conto sono quelli investiti: in questo caso credo che dobbiamo tramutarli più possibilmente soldi investiti in modo che poi possa esserci un rientro nel lungo termine, che sia però un rientro importante di cui possa giovare anche tutta la struttura”.
In questo mercato siete andati a cercare anche giocatori in Serie D. Perché questa scelta?
Trapani: “Sono ragazzi che magari non hanno un percorso, come diceva prima Lino dal punto di vista tecnico, come settore giovanile, motivo per il quale cerchiamo dei profili che possano essere nel medio periodo, nel medio termine, educati dal punto di vista tattico e tecnico, ma che abbiano un potenziale, se vogliamo, meno espresso fino a quel momento lì. L’anno scorso è quello che è stato fatto Ouedraogo ed è qualcosa di straordinario perché prendere un ragazzo dalla Serie D e dopo quattro mesi metterlo in Serie A (tra l’altro di quelli che hanno esordito è quello che ha il minutaggio più alto) ha sicuramente un valore, dopodiché starà a lui dimostrare di poter prima o poi arrivare a quei livelli lì. Questo perché l’esordio è una cosa e poter stare all’interno della Serie A è un altro discorso. Credo, tuttavia, che avere anche competenze rispetto alla ricerca del potenziale e nel capire che un ragazzo abbia delle potenzialità, anche condizionali importanti, ci faccia pensare che attraverso quel tipo di educazione tecnico-tattica si possa provare a tirare fuori qualcosa.
Nelle serie minori, anche nei dilettanti, ci sono tanti ragazzi che hanno qualità importanti che magari semplicemente fino a quel momento non hanno avuto la fortuna o l’opportunità di trovarsi all’interno di un settore giovanile professionistico che li avrebbe magari fatti sbocciare un po’ prima. Oggi ci sono tanti ragazzi, soprattutto tra Serie A e Serie B, che hanno fatto un percorso nel campionato di Lega Nazionale Dilettanti, quindi bisogna essere bravi a trovare due o tre profili non a livello quantitativo, ma a livello qualitativo e con caratteristiche eterogenee tra di loro, che possano essere un plus.
I complimenti li trasferisco allo staff perché il mio compito come direttore è semplicemente trovare le linee di guida. Io sono contro un sistema molto piramidale dove emerge solo il direttore: per me i collaboratori sono ancora più importanti perché poi la vera arte del nostro lavoro sta nel delegare alle persone di fiducia. Noi qui abbiamo l’opportunità di avere Ivan Ciletti, che è con me da un po’ di tempo e che da un punto di vista tecnico gestirà tutta la parte dall’Under 17 in giù. Ci sono Luca De Prà e mister Luca Chiappino che sulla parte tecnica possono darci una mano, ci sono Andrea Bianchi e Armando Caligaris come avete citato prima. Nel 2026 credo la cosa giusta sia sapersi circondare di figure di riferimento che siano autonome nel lavoro, che non debbano rispondere quotidianamente a me, ma che allo stesso tempo godano della fiducia mia e, di conseguenza, di quella dell’amministratore del club. Questo è l’unico modo per portare oggi valore al club”.
Quanto è destinata ad aumentare la percentuale di giocatori italiani, in tutte le vostre leve del settore giovanile, anche attraverso questo calciomercato?
“Stiamo facendo un’area recruitment dedicata soltanto ai giocatori italiani che sono all’estero perché oggi il Genoa ha numeri che sono internazionali in merito alla produzione di calciatori per la prima squadra. Quindi noi ci siamo domandati: “perché un ragazzo italiano deve andare a giocare in Olanda, magari ha passaporto italiano e gioca in Olanda avendo in Italia un club che ha gli stessi numeri di quel club olandese?”. Per questo, in questa sessione di mercato, noi prenderemo anche qualche ragazzo che oggi gioca in club importanti anche esteri, che ha passaporto italiano, che ha genitori italiani e che è andato là per un discorso legato, come diceva prima Lino, a numeri deficitari in Italia, dando a lui una soluzione in Italia che abbia numeri europei”.
Come settore giovanile avete numeri che vi hanno accomunato al Benfica nella produzione e negli investimenti sul settore giovanile. Ci racconta ancora meglio questo aspetto?
Criscito: “Siamo stati contattati e abbiamo avuto un contatto con l’ECA che studia tutta questa parte legata ai numeri che i due club hanno su questa stagione sportiva – perché poi la bravura non sta tanto nell’avere in un anno avere quei numeri, ma è traslarli nella continuità: quindi quella è la vera nostra missione. Noi andremo i primi di settembre in ECA per parlare di quello che è il nostro progetto, ma soprattutto per prendere spunto anche da club che lavorano ancora meglio. Non bisogna solo lodarsi, bisogna sempre avere una mentalità autocritica. Come ha detto Mimmo giustamente prima, oggi per noi è un po’ più facile perché avere un allenatore come Daniele De Rossi sopra rende sicuramente più semplice creare un link. Lui conosce praticamente tutti i ragazzi della Primavera. Ho avuto la fortuna di lavorare in tanti club e difficilmente l’allenatore della prima squadra conosce tutti i giocatori della Primavera: penso che lui da questo punto di vista possa esserci di grande aiuto anche in questa stagione e noi esserlo per lui”.
Calciomercato Genoa | Hamed Traorè è arrivato in città – VIDEO









