Nel dopogara della sfida tra AtalantaGenoa (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue dichiarazioni, che ripartono dall’ultimo angolo della partita, una soerrta di “dejavù” della partita di andata. “Se ho avuto un po’ di paura? Sì, non posso mentire. Un pochino la testa è andata lì, all’ultimo. Secondo me hanno creato più oggi, undici contro undici, di quanto avessero creato all’andata in undici contro dieci. Forse abbiamo rischiato più oggi, che eravamo in parità numerica, che all’andata. Ci sta perché hanno una qualità importantissima. Ogni volta che facevano la sostituzione entrava un giocatore più forte dell’altro. Ci sta di soffrire un pochino, però voglio guardare anche il primo tempo, che è stato molto buono. Abbiamo creato anche noi, abbiamo messo in difficoltà anche una squadra forte come l’Atalanta. È una cavalcata lunga. Io quando dico che siamo salvi non lo dico per spocchia, lo dico perché orientativamente i punti da fare sono quelli. Questo punto ci avvicina ancora un po’ di più. Penso che sia stato un bel percorso ed è bello, al di là di tutto, non finire aspettando le sconfitte degli altri, ma finire cercando di andare a fare punti dovunque. Abbiamo fatto oggi un punto, abbiamo giocato alla pari nettamente col Como domenica, quindi sono soddisfatto”.

Come si sposano le ambizioni di un allenatore giovane, capace, che ha dimostrato di avere delle qualità e – giustamente – è ambizioso da Campione del Mondo, da giocatore che guarda avanti, con una piazza come quella del Genoa? Ci può essere questo futuro insieme? Ci sarà questo futuro insieme? E in che modo lo vede per legittimare le sue ambizioni?

“Io ho ambizioni, ma non ho fretta. La mia carriera è un po’ particolare. Sono un allenatore giovane, ma ho tanti subentri, più di qualche allenatore molto più esperto di me. Sono subentrato alla SPAL, sono subentrato alla Roma e sono subentrato anche qui al Genoa. Non ho mai iniziato e finito una stagione, quindi la fretta sarebbe cattiva consigliera. Il mio lavoro lo sto facendo sul campo con grande passione ed è il mio lavoro stimolare anche la società a rendersi conto di quanto questo gruppo sia sano, di quanto questo gruppo sia anche pieno di qualità e di quanto questa squadra – non per le mie ambizioni, ma per le ambizioni dei tifosi del Genoa e della società, che sono le stesse mie – debba rimanere forte”.

Il problema comincia adesso e devi stare molto col fiato sul collo alla società perché due anni fa Gilardino fece molto bene e poi l’anno scorso, nella fase iniziale, si arrivò all’esonero. Arrivò Vieira, fece molto bene anche Vieira e sappiamo tu sei arrivato perché l’inizio di questa stagione è stato particolarmente difficile. Questo vuol dire che d’estate succede qualcosa al Genoa e probabilmente suo compito sarebbe quello di evitare che succeda nuovamente…

“Allora, intanto il Genoa è in una situazione un po’ particolare da tanti anni, quindi i patti erano chiari dall’inizio. Si sa che abbiamo bisogno di fare delle cessioni, come ce l’hanno forse il 90% delle squadre italiane e non solo. Quindi questo è un patto che era abbastanza chiaro, abbiamo giocato a carte scoperte su questo. Poi se cambiano tanti giocatori vanno ricomprati giocatori bravi, giocatori che si adattino subito, se no poi dopo un minimo anche noi allenatori pensiamo a noi e non vogliamo fare la fine del sorcio, come si dice a Roma. Sono convinto che quando parlo con i dirigenti ci siano una voglia e un’ambizione incredibile e dopo verrà messa sul tavolo perché siamo tutti molto ambiziosi e perché questa ambizione non è che per forza debba essere sfruttata, cercata e raggiunta lontano da Genova“.

Credo che, rispetto alle gestioni tecniche precedenti, siano state anche poste delle basi di gioco di proposta differenti, per cui adesso vedremo come si svilupperà la situazione. Credo che oltre ai discorsi di mercato ci sia il discorso di evoluzione del materiale che avete già, e penso ai giovani. Abbiamo parlato prima di Ekhato, ma adesso vorrei parlare di Amorim, che aveva iniziato anche bene la partita, poi il cartellino e un fallo dopo il cartellino l’hanno un pochino condizionato. Nella sua idea Amorim ha tutto per diventare il regista, il cuore e il cervello di questa squadra?

“Sì, perché è vero che un pochino l’ha condizionato il giallo e anche io l’ho condizionato perché continuavo a ripetergli di stare attento, ma l’ha gestito bene. L’ha gestito da giocatore maturo. Non ha fatto altri falli e comunque ha continuato a pressare il proprio avversario. Abbiamo solo cambiato l’uomo, evitando di farlo scontrare troppo spesso con Ederson che aveva una fisicità diversa e l’avrebbe portato a fare un fallo probabilmente. Rischiava. Penso che lui possa essere uno dei nostri alla grande e l’abbiamo preso per quello. Il direttore l’ha scovato in maniera veramente interessante. Amorim è un giocatore importante anche in fase di non possesso, ma per farlo esaltare dobbiamo essere una squadra che deve fare ancora uno scalino in più dal punto di vista della gestione della palla, perché lui deve toccare tanti palloni e ci aiuterà sicuramente tantissimo”.


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