Nell’ultima puntata di Open VAR si sono discussi gli episodi arbitrali più rilevanti della 23° giornata di campionato. Tra questi, anche i rigori consessi nell’anticipo dello stadio Olimpico di Roma tra Lazio e Genoa.
L’episodio chiave é quello al 52’ col rigore concesso alla Lazio per tocco di mano di Martin, nato da un rimpallo sul corpo di Østigard su cross tentato da Isaksen.
Dagli audio si sentono veementi anche le proteste della panchina e di mister De Rossi (che si ripeteranno ancor più veementi anche in occasione della on field review sul terzo rigore nato dal tocco di mano di Østigard, giudicato corretto dall’AIA). Il tecnico rossoblù, correttamente, evidenzia come si tratti di un rimpallo. E che sia un pallone improvviso e rimpallato se ne accorge anche Zufferli dal campo.
“Non è niente, rimpalla. È calcio d’angolo. Gli rimpalla da vicinissimo, é attaccatissimo. Gli schizza dal compagno” spiega Zufferli riferendosi alla dinamica e parlando coi giocatori in campo. “Il braccio è parecchio largo” gli suggeriscono dalla Sala VAR Camplone e Guida.
”Gli arriva dal compagno. E per te è punibile? Per quale motivo? – dice Zufferli una volta richiamato al monitor – e per me non è punibile”. Ma la Sala VAR lo convince in pochi secondi del contrario portandolo a mutare la scelta (corretta) presa in campo. Ne parla Mauro Tonolini, Componente della CAN.
“La situazione è estremamente complessa ed estremamente limite. Ci siamo confrontati, come era doveroso, con FIFA e UEFA su questa situazione e abbiamo condiviso con loro che è una situazione di non punibilità e di non calcio di rigore. Perché? Perché il braccio di Martin, nella stragrande maggioranza dei casi, porta alla punibilità. Braccio alto, fuori sagoma, ma la situazione nasce da un rimpallo. E questo rimpallo cambia radicalmente la direzione del pallone rendendo lo stesso totalmente inaspettato. C’è grande vicinanza e non c’è l’attitudine, neanche istintiva da parte di Martin, di tenere alto questo braccio per occupare più spazio. Ovvio che se il cross di Isaksen fosse stato direttamente sul braccio di Martin, sarebbe stato punibile. Situazione limite, ma viriamo sulla non punibilità. È una situazione che, lo sottolineo, é differente da quella che può sembrare analoga in altri due episodi recenti come Juventus-Cremonese col tocco di mano di Baschirotto e Como-Torino con tocco di mano di Maripan. In quei due casi c’è una auto-deviazione: il pallone viene sì deviato, ma dallo stesso calciatore che tocca il pallone con la mano. E in entrambi i casi questi giocatori hanno già l’altro braccio in posizione punibile prima che il cross fosse effettuato. Si sono assunti un rischio, quello di farsi più grandi, che è quello che non ha fatto Martin. Fa differenza l’attitudine di coprire più spazio” sono state le parole del componente della CAN.







