A margine della sfida del Genoa Primavera, vincitore in rimonta per 2-1 sul Parma (clicca QUI per la cronaca), il tecnico rossoblù, Jacopo Sbravati, ha commentato la gara ai nostri microfoni. “Avevamo un gruppo molto più giovane oggi rispetto al Parma. C’era differenza di età tra le due squadre. Sappiamo quest’anno di avere una squadra con qualche giovane in più, ma col tempo giusto stanno dando – e daranno – i loro frutti. Mettere dentro ragazzi 2007 e 2008 credo sia importante per la nostra società. E poi tanti vanno in prima squadra”. 

È stata una partita di alto livello esordisce mister Sbravati commentando come abbiamo visto la gara dal campo – Faccio i complimenti al Parma, squadre veramente forte, con individualità importanti e un allenatore che le fa giocare davvero bene. Complimenti anche per il percorso che stanno facendo, che è un percorso importante. Ma complimenti alla mia squadra. Oggi ha dimostrato di giocare allo stesso livello di una squadra che, probabilmente, arriverà in fondo al percorso. Ma in fondo in fondo. Nel primo tempo ci hanno messo in grande difficoltà onestamente. Muovevano la palla bene e velocemente, facevamo fatica ad accorciarli ed eravamo un pochino passivi nella pressione. Sono giustamente andati in vantaggio e, da quel momento, abbiamo cambiato atteggiamento. Abbiamo aggredito di più la palla e la squadra è stata più corta: da lì sono nate le opportunità per alzare il baricentro e poi trovare il pareggio nel momento giusto. Il secondo tempo, invece, è stata un’altra storia: si è rischiato poco o niente, pur gestendo loro bene la palla. Avevamo la sensazione che si potesse fare gol e creare pericolo, soprattutto sulle transizioni che sono state sempre la nostra arma e per loro l’anello debole. Siamo contenti e lo siamo anche per la vittoria di Cesena. È stata una settimana importante perché Parma e Cesena sono due squadre in grande salute e forti. Complimenti a tutti. E un ringraziamento come sempre allo staff e a chi collabora perché le cose arrivino”. 

Sono da fare i complimenti al Genoa, perché avete preso perfettamente le contromisure dopo quindici minuti facendo una fase difensiva perfetta. Dall’altra parte c’era il capocannoniere del campionato Primavera (Mikolajewski, ndr) e la squadra che ha fatto più gol di tutti. E quando si intende la fase difensiva, si intende tutta la squadra molto corta che non li ha fatti giocare… 

“Mikolajewski è giocatore fuori categoria. C’entra davvero poco in questo contesto e molto presto lo vedremo su palcoscenici davvero importanti. Hanno anche altri giocatori dai grande talento, ma sicuramente lui ruba l’occhio. Sapevamo di dover lasciare loro un po’ la palla e che, riconquistandola, si potevano trovare spazi e opportunità. È stato fatto bene, onestamente, in primis dagli attaccanti che hanno sporcato tutte le prime uscite aiutando la vecchia guardia, i cinque dietro, che erano un po’ più impegnati perché sapevamo che gli attaccanti del Parma fossero importanti. Da una buona fase difensiva costruiamo la nostra fase di possesso, ma soprattutto dalla mentalità. Dopo la gara col Napoli vi avevo detto che eravamo un po’ fragili sui duelli,  che avremmo dovuto avere più voglia di prevalere nei duelli. Tra Cesena e oggi, considerato il livello degli avversari, questa cosa i ragazzi hanno dimostrato di saperla fare alla grande. Ormai anche nel calcio moderno vedi Lautaro Martinez e Thuram che difendono nella loro metà campo: non puoi più difendere in otto, devi difendere in dieci”. 

Oggi Romano e Carbone sono stati eccezionali e Zulevic si è tenuto i due centrali. Hanno fatto un grande lavoro e si sono messi in evidenza…

“La nostra fase difensiva nasce dagli attaccanti. Sono generosi, hanno dato disponibilità. Loro, ma in passato l’hanno fatto bene anche altri. Anche i centrocampisti hanno cantato e portato la croce, in tutti i sensi. Bravi tutti. Chiaramente ci sono partite in cui devi costruire la tua fase di possesso da una buona fase difensiva, altre dove c’è bisogno di altro. Il prerequisito assoluto, però, è che tutti i componenti della squadra abbiano mentalità e disponibilità nel difendere. Lo fanno tutte le squadre, le grandi o le piccole“. 


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