Alla prima giornata del girone di ritorno l’Inter non è in fuga per lo scudetto: Milan e Napoli inseguono a 3-4 punti, la Roma a cinque. La sorpresa sono i giallorossi di Gasperini, con una squadra sempre “manipolata” nelle tattiche e nelle formazioni. L’intruso in questo momento della stagione è il Diavolo di Allegri, che aspetterà l’inizio delle gare di Champions per uscire dall’inferno e dare fastidio.
La Juventus di Spalletti avanza senza la sindrome del gol. Il Como si ferma: giocare tre gare in sette giorni non è stato digerito fisicamente dai giovani spagnoli. Il Bologna è in ripresa, con il turbo la Dea di Palladino, tre vittorie in una settimana.
In fondo alla classifica è bagarre. Tutti convinti che la Fiorentina uscirà in fretta dall’inferno della classifica; Pisa e Verona, se non ci sarà il miracolo del calciomercato di riparazione, soffriranno più delle altre. A giocarsi la terz’ultima posizione anche un Lecce in crisi: dopo le partenze al fulmicotone, mister Di Francesco nei gironi di ritorno rallenta. Tutto può succedere dai 23 punti del Torino in giù. Colpi importanti di Parma e Genoa, prossimi avversari in uno scontro diretto.
Mercoledì e giovedì gare di recupero della Supercoppa, qualcosa di più oltre allo scettro invernale: anche nella parte bassa della classifica si gioca, con Lecce e Parma in casa di Inter e Napoli, Verona al Bentegodi contro il Bologna.
Altra giornata di campionato tutto sommato tranquilla per i direttori di gara. I problemi arrivano quando il fischietto è in bocca a Doveri, Mariani, Massa, Guida, Colombo e Sozza (che a Napoli ha sbagliato), oltre al giovane Zufferli. Rocchi, per non far affondare il vapore, dovrà ricorrere spesso a questi internazionali che decidono sul campo.
In Juventus-Cremonese, sul 2-0 dopo 15’, Feliciani di Teramo e il VAR Gariglio hanno fatto infuriare Nicola, espulso per aver battuto le mani. Anche il maresciallo Marinelli e il VAR Marini hanno fatto discutere in Lecce-Parma, come Ayroldi a Udine. Caos nella categoria: inibito per tredici mesi il presidente Zappi per aver manipolato l’ascesa di Orsato di Schio alla carica di designatore della Serie C.
Como-Bologna 1-1
Il Como e Fabregas pensavano alla vigilia di distaccare il Bologna di Italiano, invece hanno avuto bisogno di una pennellata di Buturina vicino al gong per pareggiare. Italiano parte forte, meglio fisicamente; Fabregas in riserva dopo la terza gara in sette giorni.
Udinese-Pisa 2-2
L’ennesima partita tra due squadre che, alla prima del girone di ritorno, non riescono ad allontanarsi dai propri difetti. I friulani sulle montagne russe: vincono fuori casa, pareggiano o perdono in casa. Gilardino, con tante assenze, in trasferta segna e in casa fatica. Il Pisa arriva al decimo pareggio stagionale, il numero più alto nei campionati europei.
Roma-Sassuolo 2-0
Mago Gasperini, non più “mister”, vince senza centravanti. Cambia la squadra nell’intervallo per l’infortunio di Ferguson, schiera la mobilità di tutti i giallorossi e mette alle corde il Sassuolo di Grosso, che non riesce a marcarli: due reti in tre minuti. A Roma lo guardano ancora con il mal di pancia, senza capire la sua schiettezza e la capacità di non nascondersi dietro il pallone: 39 punti, sempre in zona Champions. Con chi sta Ranieri, dirigente delle “tre scimmiette”?
Atalanta-Torino 2-0
Vola Palladino alla terza vittoria in tre giorni. Sotto il solito Torino, che illude quando vince e fa arrabbiare quando non dà continuità. La Dea risale la classifica fino a pensare all’aggancio alla zona Champions, ora distante sette punti. Baroni con quattro attaccanti non trova il bandolo del gol: Zapata-Ngonge, poi Simeone-Adams a inizio ripresa. Qualcosa in più per i granata, ma la Dea controllava il risultato.
Lecce-Parma 1-2
Colpo grosso dei crociati in chiave salvezza. Il Lecce fa tutto: prima spreca occasioni clamorose, poi Banda rifila un calcione a un avversario, trasformato dal VAR da giallo a rosso al 58’, con Marinelli poco preciso. Da lì il Parma pareggia e ribalta con Pellegrino. Altro regalo del Lecce: rosso anche a Gaspar all’80’. In nove, Di Francesco non riesce a recuperare. Parma a 21 punti, Lecce fermo a 17. Entrambe di nuovo in campo nei recuperi: Lecce a San Siro, Parma al Maradona.
Fiorentina-Milan 1-1
Il Diavolo di Allegri (non il Milan) fa un turnover folle contro una Fiorentina in ripresa. Pulisic sbaglia tre gol, viola avanti con Comuzzo su corner, pareggio al 91’ di Nkunku. Nel recupero la Fiorentina colpisce una traversa con Brescianini e Maignan salva tutto. Allegri: “Vogliamo fare 34-36 punti per andare in Champions”. Pavlovic, lo “scavatore”, esce anzitempo dopo una testata con Comuzzo.
Verona-Lazio 0-1
Vittoria importante per l’Aquila di Sarri al Bentegodi. Per il Verona c’era da confermare il pari di Napoli, per la Lazio da assaporare un’altra vittoria esterna e l’ottavo posto ai margini dell’Europa.
Inter-Napoli 2-2
Uno show per il calcio italiano. Primo tempo Inter, secondo tempo Conte. La doccia scozzese di McTominay fa la differenza non solo per la doppietta. Illusione nerazzurra dopo il rigore (giusto) di Calhanoglu, poi ancora lo scozzese riapre il campionato e nega la fuga. Entrambe possono arrivare in fondo. La differenza sarà l’esperienza di Conte rispetto a Chivu? A San Siro Conte dimostra di essere il migliore: nove assenze e partita pareggiata. Peccato per la reazione assurda al rigore nerazzurro: era rigore, c’erano tutti gli strumenti per vederlo.
Juventus-Cremonese 5-0
Affossata la Cremonese dalla cinquina della Signora. Spalletti ne approfitta anche con qualche episodio favorevole. Agganciato il Napoli, che però deve recuperare col Parma. Avanza il gioco del filosofo di Certaldo: possesso, verticalità, sempre in avanti. Dall’ottavo posto al terzo: inaspettato, ma nove vittorie nelle ultime undici lo confermano. Preoccupano invece i lombardi: 7 punti nelle ultime 10 gare dopo una partenza sprint.
Genoa-Cagliari 1-0
“Che l’Inse” o “che si cominci”, Balilla DDR schianta il Cagliari dimostrando che può farlo strategicamente, non solo affidandosi a recuperi individuali. Partita che non decide il campionato del Vecchio Balordo, ma resterà nella memoria. Il Genoa di De Rossi piace: bel gioco, concreto. Folate travolgenti dei Grifoni, tiri da fuori e dentro l’area, Cagliari sacrificato alle proprie ambizioni.
Chi segue DDR dal primo giorno non si sorprende: il Vecchio Balordo suona da orchestra, cambia solisti, frutto del lavoro del tecnico, dello staff e della pazienza della società.
Nessun volo pindarico: input chiaro in conferenza stampa — “immettere, inserire, pedalare a testa bassa, migliorare le giocate personali, giocare anche palloni in tribuna quando serve: ora conta il risultato”.
Per De Rossi non esiste solo il mercato: serve che tutta la rosa lavori per l’obiettivo finale, la salvezza. Uscire dal Tempio senza mugolii qualcosa di troppo bello.
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