Nell’ambito della medesima trasmissione di Sky Sport dove è intervenuto Mateo Retegui erano presenti anche il CEO del Genoa, Andres Blazquez, e il Direttore Sportivo, Marco Ottolini. Queste le loro dichiarazioni in sede di calciomercato.

“La sentiamo la responsabilità di una piazza come Genova – esordisce il CEO rossoblu Blazquez ma sentiamo anche la gioia del popolo genoano. Stiamo arrivando ad un dato importante: siamo più o meno a 27.500 abbonamenti, ma tutti i giorni ci sono code. Non sappiamo dove arriveremo. Se c’è la possibilità di chiudere la campagna abbonamenti? Vedremo, anche perché dovremo avere dei biglietti per le partite. Avvertiamo molto la necessità di restituire ai genoani quanto hanno dato a noi: avvertiamo responsabilità, ma anche gioia per quello che stiamo facendo”.

“C’è un’ottima collaborazione anche col reparto scouting che lavora molto bene e che ritengo sia la base per costruire una squadra di calcio – prosegue il DS Ottolini Gli algoritmi ti danno una mano e qualche dritta in più, ma si parte sempre da ciò che vedi sul campo. Se Retegui lo volevamo in B? Sì, anche l’anno scorso in questo periodo abbiamo valutato di fare un’offerta, ma il prezzo non era compatibile con la categoria. Ma sì, lo seguivamo anche prima che venisse convocato in Nazionale”. 

Tra le curiosità, anche il racconto di come si finalizzò, un anno fa, la trattativa per Matturro dal Defensor Sporting. “Lo abbiamo seguito e abbiamo chiuso una trattativa in un bar di Madrid, di fronte ad una tortilla di patate – spiega Blazquez sorridendo – praticamente quel giorno abbiamo chiuso la trattativa”. “Parliamo di un giocatore di fisicità, mentalità, che ha tanta fame e tanti margini – prosegue Ottolini è un mancino e può giocare in una difesa a tre o quattro o anche terzino come ha fatto al Mondiale. Può crescere tanto”.

Lo stesso Blazquez parla anche del flusso di denaro proveniente dal calcio arabo, che ha prelevato tantissimi giocatori dall’Italia e dall’Europa. “Per noi è importante perché muove il mercato, si possono costruire squadre più interessanti, e poi le cose cambiano. Magari un ciclo dura X anni, noi nel frattempo dobbiamo costruire sapendo che ci sono competenze”. 

Infine, un passaggio su Dragusin e Gudmundsson, due tra i giocatori più ambiti del Genoa. A chi domanda se possono essere attratti da queste sirene di mercato, Blazquez risponde: “No no, rimangono. Per noi non è solo spendere in calciatori nuovi, ma anche tenere i calciatori che abbiamo per fare un campionato competitivo. E se ad un certo momento facciamo una vendita è per trovare un giocatore migliore. Non pensiamo a fare soldi perché non possiamo in questo momento, vogliamo fare una squadra competitiva e sostenibile. Ed è il lavoro che abbiamo fatto assieme a tutto il gruppo umano che lavora qui al Genoa, avere una squadra sostenibile nel tempo. Dove arrivare? Non voglio mettere un numero perché non è l’obiettivo nostro. Vogliamo fare la squadra più forte che si può fare e arrivare più in alto che si può. Scudetto? Sarebbe un sogno per noi, ma in questo momento non è il nostro obiettivo”. 

Infine, un passaggio importante nel ricordo dei cinque anni dal crollo del Ponte Morandi con le sue 43 innocenti vittime. “Una tragedia che ha colpito tutto il mondo, ogni giorno incrociamo quel ponte” chiosa il CEO rossoblu.


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