Ventiduesima partita di campionato, settima partita da giocare per Alberto Gilardino sulla panchina del Genoa che dopo cinque cinque vittorie e un pareggio non può più essere considerato un “talismano”.

È un normalizzatore vecchio stampo, che cerca di dare alla squadra tranquillità e certezze, ma è anche giovane e pieno di idee calcistiche. Il tutto è stato condito dalle vittorie e dai gol nei finali di gara, segno di vitalità e determinazione.

Da Benevento a Pegli si sono portate dietro altre positività, come il buon gioco e la produttività offensiva con pochi passaggi e giocate di qualità, oltre alla solidità difensiva quando gli avversari vanno alla carica con la disperazione di giocare contro una squadra tosta.

Tra le cose positive dopo Benevento bisogna aggiungere il recupero di Badelj, Sturaro e Criscito. Gli ultimi due mancanti nel girone di andata e il primo per buona parte, aggiungendo anche il debutto di Matturro, sì giovane ma con tanta garra. E ci si porta dietro anche il gol di Coda e la sua determinazione a rimanere sotto la Nord per il resto della stagione per fare il bene del Grifone, anche con l’utilizzo e il tempo necessario per lasciare il segno.

I miglioramenti della cura di Gilardino, anche se giovane, sembrano fare cantare da parte del Vecchio Balordo la canzone di Battiato: “Ti proteggerò dalle paure e dalle ipocondrie, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via. Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai”.

Gilardino e la sua band non tremano per le conseguenze della giustizia sportiva: se arriverà la punizione, con il rendimento delle ultime giornate e questi ritmi possono continuare a fare risultati, con qualche vittoria in più meritata dal popolo genoano. I miglioramenti della cura Gilardino ci sono e si vedono, il margine per crescere ancor di più anche perché i calciatori ci sono.

Domani tutti quelli che giocheranno dal primo minuto e durante la gara dovranno avere la voglia di trasformare il vecchio Tempio colorato di rossoblu e vicino ai trentamila spettatori in un altro sabato del villaggio. Il Genoa non è un robot, si parla di numeri di modulo che sono solo statici e solo per la difesa quando l’arbitro fischia.

Con la difesa a quattro è sembrato di vedere un metodo WM, moderno, con le due lettere nelle due fasi di gioco pronte a rovesciarsi in fase di non possesso. Con quella a tre, invece, si liberano più risorse a centrocampo e in attacco .

Il calcio di Gilardino è attuale e con le opportune varianti si avvicina al 4-2-4 brasiliano per quanto concerne la dislocazione di base dei calciatori in campo e del calcio olandese con orientamenti tattici più precisi per quanto riguarda i singoli compiti dei giocatori nei vari reparti.

A quattro o a tre difensori la sicurezza non è mai mancata. Le soluzioni tattiche del nuovo Genoa non appaino obbligate o in emergenza, ma sono interessanti e gara dopo gara sono diventate una vera risorsa in più per la manovra del Vecchio Balordo. Altra partita domani alle 16.15 al Ferraris che sarà difficile da sbloccare, potrebbe diventare più semplice – al di là della tattica – per le intuizioni e le giocate di alcuni singoli.

Adesso contro il Pisa conterà poco a tre o a quattro in difesa: l’importante sarà continuare a vincere. Dopo la batosta casalinga con il Cittadella e il pareggio a Como  all’ultima giornata sul gong finale, la squadra toscana non ha entusiasmato sul piano del gioco, ma solamente sul piano del carattere che non è mancato la grande differenza dalla gestione Maran nelle prime sei giornate di campionato.

Il punto di Como ha lasciato tanti spunti di riflessione sotto la Torre pendente e come nella vecchia gestione in panchina D’Angelo deve lavorare non solo sugli aspetti postivi, ma anche su quelli negativi, sui dettagli che potrebbero marcare una differenza contraria. Il Pisa a Como ha fatto vedere nuovamente le perplessità della difesa nella lettura dei palloni dentro l’area di rigore con lanci lunghi e dalle corsie laterali.

Il Como ha avuto la partita in mano e poteva chiuderla se al 30’ del primo tempo Cerri non avesse ciabattato un calcio di rigore, senza dimenticarsi che il primo gol toscano è arrivato da una papera del portiere lariano. La pressione dei comaschi sulla manovra dal basso avversaria ha mandato in tilt il gioco toscano tramite il palleggio dei mediani che spesso trovavano la superiorità numerica sul versante opposto con i cambi campo, creando problemi alla difesa pisana se attaccata in velocità e profondità.

Per la squadra di mister D’angelo bisogna ricordare anche l’aspetto positivo dei 14 risultati consecutivi dopo il suo ritorno sulla panchina neroazzurra e delle 9 trasferte senza sconfitte, dei gol fatti (33) e di quelli subiti (24).

I toscani in svantaggio sulla zona paradiso, quella della promozione diretta a 9 punti, che si erode sulla nona (la prima esclusa dai playoff) di un punto. Questa situazione non lascia tranquilli considerato che le prossime trasferte sono in casa del Genoa e, a seguire, sullo Stretto contro la Reggina.

A Pisa si illudono che la classifica di Serie B sia più che provvisoria grazie alle questioni  extra-campo, la possibile riapertura di un nuovo filone del caso plusvalenze e la seconda vicenda riguardante solo il Genoa prossimo avversario. A Pisa si dicono sicuri di una penalizzazione di due punti in arrivo per non aver versato l’Irpef entro la scadenza del 16 dicembre.

Strano che pensino di raddrizzare la Torre con queste “meschinerie” invece che sul campo: andare da 9 a 7 punti dal Genoa, se succedesse, non cambierebbe nulla e dovrebbe passare tanta acqua sotto i ponti dell’Arno per salire in A o andare ai playoff sulle disgrazie degli altri.

Genoa-Pisa, piuttosto, sarà una delle gare più affascinanti della Serie B per i tifosi pisani. Trasferta attesa: dopo 32 anni ritornano al Ferraris anche se quella partita contro Bagnoli finì con una goleada rossoblu: 4 a 2.  Saranno più di 4500 i tifosi nerazzurri che arriveranno al Ferraris. Il settore ospiti è stato fulminato subito all’apertura della vendita dei biglietti e gli altri hanno acquistato biglietti in ogni ordine di posto. Il Ferraris potrebbe essere anche sold-out considerata la voglia di partecipare del popolo genoano in una partita che non conta alla stessa maniera, per i punti in palio non sarà così.

Tatticamente il Pisa dall’arrivo di D’Angelo ha giocato col 4-2-3-1 fino alla diciassettesima giornata quando ha cambiato a Frosinone passando al 4-3-2-1, più coperto nel cuore del gioco, e dopo la sosta nelle due gare giocate ecco il 4-3-1-2. Domani contro il Genoa il tecnico pisano farà i suoi calcoli con il primo obiettivo di non perdere.

Contro il Genoa sicuri di giocare Barba, al rientro da squalifica, con Rus e Beruatto come terzino sinistro. Ballottaggio a tre sulla corsia di destra: Hermansson, Calabresi, Esteves. A centrocampo Toure, Hagi, Marin. In attacco l’unico sicuro di giocare è Morutan, ballotaggio per gli altri due attaccanti o trequartisti. Assenti Torregrossa, Sibilli, Caracciolo, Cissè e Jureskin.

Arbitro Volpi di Arezzo, 34 anni. Direttore di gara dall’età di 16 anni. In Serie B dal 2016, il 24 febbraio 2017 esordisce in Serie A in Chievo-Genoa 0 a 0, debutto nella massima categoria a 30 anni prima di Rizzoli e Rocchi passati a 31 anni. il primo settembre 2020 inserito nella Can A e B. In stagione 4 presenze in B, tre in A e 1 in Coppa Italia.

Diffidati Genoa: Strootman.