Ennesimo pareggio per il Genoa targato Blessin che anche in casa della forte Atalanta ha sfoderato l’ennesima ottima prestazione, partita giocata ad alta intensità e su ritmi elevati da entrambe le squadre. Il popolo rossoblu è sempre più coinvolto nel progetto americano e stasera a Marassi contro il Torino dell’ex Ivan Juric sarà per l’ennesima volta il 12esimo uomo in campo. Il popolo rossoblu ha riacquistato orgoglio e dignità e se anche non avvenisse il miracolo della salvezza guarda ugualmente con fiducia al futuro. Per continuare a sperare è necessario oggi battere la forte squadra granata che applica un calcio molto simile alla dea atalantina avendo in comune due allenatori con principi calcistici uguali, uno su tutti, l’uomo contro uomo in ogni zona del campo.
Come gioca il Torino?
Il Torino scende in campo con il 3 4 2 1 e Juric pretende dai suoi uomini la massima applicazione, la concentrazione più totale sia in partita sia durante gli allenamenti settimanali ritenuti importanti quanto la partita stessa. Juric gli anni scorsi a Verona e quest’anno a Torino ha dimostrato di essere allenatore vero e di grande valore.
La difesa.
Il portiere è attualmente Berisha, che ha preso il posto del criticato e infortunato Milinkovic-Savic domenica scorsa, fornendo un’ottima prestazione e trasmettendo tranquillità all’intera retroguardia. L’ex Lazio è portiere alto, ma ugualmente reattivo e rapido nei movimenti, non ha una presa ferrea e ogni tanto palesa qualche piccola incertezza, certamente è meno bravo di Milinkovic-Savic con il pallone tra i piedi e nei lanci lunghi a scavalcare il centrocampo, cosa nella quale il portiere serbo eccelle.
Buongiorno, Bremer e Rodriguez sono i 3 difensori centrali. Buongiorno ha una fisicità importante ed è dotato di buona tecnica, abile nell’impostare l’azione, manca in rapidità. Bremer autentico leader della difesa granata, sta disputando una stagione buonissima, veloce, forte sulle gambe e nel fisico, pericolosissimo nell’area avversaria quando ci sono palle inattive. Rodriguez è un difensore elvetico che nasce come esterno di fascia sinistra ma ora trasformato in marcatore di sinistra, ottimo piede mancino, attento in marcatura, bravo nei tackle in scivolata.
Il centrocampo.
Singo, Lukic, Mandragora e Vojvoda formano il reparto di mezzo. Singo prodotto del vivaio torinese ha facilità di corsa, prestanza fisica notevole, buona riuscita negli inserimenti senza palla, bravo nel colpo di testa. Lukic altro giocatore che con Juric ha alzato il livello perché ha qualità tecniche notevoli abbinate ha una elevata capacità di corsa, bravo e pericoloso negli inserimenti. Mandragora è l’altro mediano di centrocampo, forte fisicamente, tecnica apprezzabile, con un calcio col piede sinistro secco e pulito, pericoloso quando calcia da fuori area. Vojvoda è l’esterno di sinistra, giocatore veloce e forte sulle gambe, buone qualità tecniche, impiegato a sinistra anche se è un destro naturale, più di una volta ha fornito assist importanti.
L’attacco.
Brekalo e Pobega sono i due sottopunta. Brekalo croato ex Wolfsburg, veloce, bravo nel dribbling e nell’uno contro uno, ha improvvisi cambi di marcia che diventano devastanti, giocatore che va sempre raddoppiato. Pobega è l’uomo tattico del Torino, giocatore di corsa e inserimento, in fase di non possesso cerca di andare a soffocare le fonti di gioco avversarie e in fase di possesso va a cercare il corridoio giusto per rendersi pericoloso, ruolo che sembra fatto ad hoc per l’ex Spezia. Belotti è la punta centrale, causa alcuni problemi fisici ha sin qui disputato poche partite, ma ha comunque sempre dato una buona mano alla manovra granata. Forte e devastante quando è lanciato in profondità, bravo di testa ed in acrobazia, giocatore di personalità e dal forte carattere.
Come agiscono sulle palle inattive.
I corner e le punizioni laterali in fase offensiva sono calciati da Mandragora e Brekalo, salgono a colpire Bremer e Buongiorno che con Pobega, Belotti e Lukic sono i 5 che si dividono l’area di rigore. In fase difensiva si schierano a zona, non avendo in porta uno dalla fisicità importante come Milinkovic-Savic potrebbero avere qualche leggera distrazione.
In conclusione
Il Torino di Juric è una squadra che ha raccolto meno di quanto seminato. Ha sempre proposto un buon calcio propositivo, quindi penso che assisteremo a una partita dalla elevatissima intensità, dove la posta in palio per il Genoa è enorme, quindi potrebbero essere gli stimoli a fare la differenza.

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Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.