Non è bastato il pareggio di Empoli a mister Ballardini per evitare l’esonero, e la nuova proprietà americana lo ha sostituito con l’ex Pallone d’oro Andriy Shevchenko. Proprio in questa settimana è arrivato il sospirato “closing” e la nomina del professor Alberto Zangrillo a nuovo presidente del nostro amato club. Tutto questo ha scatenato un forte entusiasmo nel popolo genoano e per la partita di stasera è prevista allo stadio una grande affluenza di pubblico. Il Genoa cerca la prima vittoria casalinga in questo campionato e, nonostante importanti defezioni per infortunio, gli undici in campo butteranno il cuore oltre l’ ostacolo per battere la Roma di José Mourinho.

Uno sguardo d’insieme sulla Roma.

Mourinho non ha certo bisogno di presentazioni, è un allenatore intelligente, arguto e molto bravo nel motivare e stimolare i suoi uomini. Non a caso nella sua carriera ha ottenuto molte vittorie. Oggi la sua Roma si disporrà con il 3-4-1-2, sistema inusuale per i giallorossi. Iniziano l’azione quasi sempre dal basso coinvolgendo il portiere. Pellegrini è l’uomo che dà i tempi alla manovra cercando spesso la giocata di qualità. Karsdorp ama essere lanciato in corsa, dalla parte opposta El Shaarawy preferisce avanzare palla al piede. La Roma è squadra di alta qualità anche se i risultati non sempre sono stati all’altezza della rosa.

L’analisi reparto per reparto. Partiamo dalla difesa.

Il portiere Rui Patricio, arrivato quest’anno nella Capitale, è un numero 1 affidabile, svelto e reattivo, non ha grande fisicità, ma è bravo con il pallone tra i piedi. I tre centrali sono Ibanez, forse Smalling e Mancini. Ibanez, brasiliano ex Atalanta, è veloce e bravo nell’ anticipo e nel gioco aereo. Come centrale centrale avrebbe dovuto giocare Cristante, ma l’azzurro è risultato positivo al Covid e potrebbe essere sostituito da Smalling fuori da tempo per infortunio. Mourinho in conferenza stampa non ha escluso l’impiego del difensore inglese, maestro nel colpo di testa e nell’anticipo, leader caratteriale. Mancini, sul centro-sinistra, ha una buona tecnica – difficilmente butta via la palla -, e mostra uno spiccato senso della posizione e un notevole stacco aereo.

Il centrocampo.

Karsdorp, Veretout, Lrorenzo Pellegrini, El Shaarawy formano il reparto. Karsdorp ed El Shaarawy sono gli esterni a tutta fascia- Karsdorp, olandese dalla corsa importante, sforna cross precisi e pericolosi, è soprannominato il treno per l’ incessante corsa sulla fascia destra. El Shaarawy si muove a tutta fascia un po’ a sorpresa essendo principalmente un esterno offensivo: ha corsa, dribbling e e un buon tiro, anche se in fase difensiva può patire qualche difficoltà. Veretout e Lorenzo Pellegrini sono i centrali. Il francese ha forza nelle gambe, sfodera un ottimo calcio con il destro ed è dirompente nelle sue discese palla al piede. Lorenzo Pellegrini, leader tecnico dei lupacchiotti, ha una classe cristallina, è bravo sia nel breve sia sul lungo, è abile nei tiri da lontano, sui calci piazzati e negli inserimenti. Il suo gol a Cagliari su punizione dal limite è stato un gioiello.

L’attacco.

Zaniolo, il trequartista, in possesso di una forza dirompente e capace di progressioni incredibili, è al rientro dopo due seri infortuni alle ginocchia. Le sue prestazioni sono per ora altalenanti, ma se in condizione è devastante. L’ex rossoblu Shomurodov e Abraham sono le due punte. L’uzbeko è bravo ad attaccare la profondità e nel rubare il tempo all’ avversario, poche volte è partito come titolare quest’ anno. Abraham, ex Chelsea, ha una elevata velocità in progressione, eccelle nella difesa della sfera e nel dettare il passaggio al compagno, è sempre sveglio dentro l’area di rigore.

Nella Roma ieri sono stati rilevati due positivi al Covid.

Oltre a Cristante, anche la riserva Villar ha contratto il virus. La formazione e il modulo potrebbero subire cambiamenti.

Come si comportano sulle palle inattive?

Su quelle a sfavore difendono a zona, sono molto bravi una volta riconquistata la palla a ripartire in velocità. In fase offensiva i corner e le punizioni sono calciate da Lorenzo Pellegrini, a volte si incarica della battuta Veretout, che è anche il rigorista

In conclusione?

Proprietà nuova, presidente nuovo, mister nuovo: ora ci vuole un nuovo Genoa per un battesimo all’altezza delle grandi aspettative della tifoseria genoana.

Articolo precedenteSerie A: negli anticipi vincono Atalanta, Juventus e Fiorentina. Spezia KO, primo stop per il Milan
Articolo successivoRassegna Stampa del 21 Novembre, le probabili formazioni di Genoa-Roma
Sono nato a Genova il 10 gennaio 1964. Ho fatto tutto il settore giovanile nel Genoa: 3 anni di primavera, esordio in serie A in Genoa -Napoli nel 1983. Poi esperienze nel Carbonia, Omegna, Casale e Mondovì in Serie C2; poi Dilettante in squadre della provincia di Genova. Un grave infortunio al ginocchio destro mi ha condizionato per tutta la carriera. Quattro operazioni. Una volta terminato di giocare ho iniziato a fare l’allenatore, prima nelle giovanili rossoblu e successivamente per 10 stagioni sulle panchine di Arenzano (il mio paese d’origine), Cogoleto, Lagaccio, Molassana e Pegliese. Infine, la sclerosi multipla è avanzata e ho dovuto abbandonare la panchina motivo per cui ho fatto per tre anni il direttore sportivo. Ora voglio fare solo lo spettatore e il tifoso. Nel 2014 la T.O mi ha premiato come tifoso rossoblu dell’anno, cosa di cui vado molto, molto orgoglioso.