L’allenatore del Genoa Primavera Luca Chiappino è intervenuto microfoni al termine del derby di campionato, vinto dai grifoncini per 1-0 grazie al gol di Cleonise (clicca QUI per leggere la cronaca).

“Oggi per noi era determinante fare risultato e basta. Non siamo andati tanto per il sottile, perché non potevamo pensare di fare una buona partita anche dal punto di vista tecnico. C’è una situazione anormale ed è ovvio che ne risentiamo tutti quanti. C’era preoccupazione di non fare risultato, cosa che ci avrebbe lasciato un po’ attardati in classifica. I ragazzi hanno dato tutto e hanno fatto benissimo, l’unico rammarico è che quando avevamo completamente la partita in mano ci siamo trovati da avere l’uomo in più ad averne uno in meno. Abbiamo dovuto ricacciare in campo I ragazzi hanno concesso il giusto, una palla gol davvero importante ma è stato bravo il nostro portiere Tononi: è lì anche per quello”.

Sulla prestazione della sua squadra e su quella della Sampdoria: “È una squadra organizzata, conosco Tufano da anni e conosco cosa chiede alle sue squadre. Noi va detto che abbiamo rinunciato un po’ troppo a giocare nel corso primo tempo, con troppi errori tecnici. Anche nei primi minuti con l’uomo in più non abbiamo fatto benissimo, poi piano piano abbiamo preso campo e dato un senso alla gara, facendo il lavoro che dobbiamo continuare a fare già da dopodomani. Noi dopo 19 giorni abbiamo fatto la prima partita di campionato, abbiamo cominciato in ritardo e in sofferenza: la nostra preoccupazione è stato non avere infortuni, quindi abbiamo preferito rischiare di perdere delle partite ma cercare di salvaguardare l’aspetto fisico dei ragazzi. Su Dellepiane c’è stata un’entrata dura, gli si è girato il ginocchio e vedremo quando faremo gli esami. In un derby come questo, noi avevamo l’occasione di far vivere ai nostri dirigenti e alla nostra società un attimo di serenità e piacere per un risultato del genere. Per questo dico che non fosse importante giocare bene ma solamente vincere. Per tutta una serie di motivi che arrivano dall’alto, noi viviamo di luce riflessa rispetto alla prima squadra. Parlo di termini di salute, non di risultati”.

Si è parlato anche dell’autore del gol decisivo, Denihlo Cleonise, e della necessità, dopo l’esordio in Serie A con Thiago Motta, di calarsi nuovamente nella parte anche in Primavera. Magari nell’ottica di tornare qualche altra volta a giocare con la prima squadra “Noi abbiamo deciso di tenere sia lui che Kallon. Su Cleonise perché riteniamo sia un giocatore forte, che per questa categoria può fare la differenza e perché vogliamo ridare un’ulteriore opportunità al ragazzo. Dopo le 8 presenze dell’anno scorso sarebbe stato troppo semplice trovargli una soluzione per farlo andare a giocare. Kallon, pur essendo fuori quota, viene invece da mesi orrendi per un infortunio ed era giusto tenerlo ancora qui per fargli ritrovare i mezzi e poi farlo andare a giocare. Ha i numeri per farlo”. 

L’apporto della Primavera, visti i nuovi regolamenti in Lega Serie A, potrà diventare fondamentale? “Si parla tanto di investimenti e di potenziare il settore giovanile con centri sportivi e impianti adeguati, ma alla fine non succede mai niente perché tutte le società – non parlo del Genoa – hanno problemi. Noi ad esempio non possiamo allenarci con l’Under 18 e quindi non abbiamo la possibilità di prendere dei giocatori da loro perché poi non potremmo rimandarglieli indietro, quindi puntiamo a tirare su e puntare sui nostri ragazzi”.

A Chiappino (chapeau), che ha indossato la maschera rossoblu per tutta la durata della partita, togliendosela solamente per un secondo, per un grido liberatorio, abbiamo anche domandato se più di qualche elemento di questa squadra Primavera non avrebbe fatto – e non farà – al caso della prima squadra. Arrivano giocatori dall’estero, si parla tanto di giovanili finché c’è il calciomercato, ma poi appena finito ognuno se ne dimentica.

“Io nel discorso pre-partita ho puntato su questo: ho detto ai ragazzi che stanno cambiando un po’ di cose, che le squadre sono piene zeppe di stranieri – non voglio dire che siano meglio o peggio degli italiani – e che la cosa difficile in queste partite è proprio saperle sentirle. Fino a qualche anno fa la nostra Primavera era composta da 25 ragazzi liguri e di Genova, perciò lo spirito era diverso e non dovevi caricare più di tanto la partita. Non dovevi caricarla perché era già carica per conto proprio. A questi ragazzi invece, oltre a farli crescere dal punto di vista tecnico, tattico, fisico e soprattutto psicologico, diventa complicato fargli capire cosa voglia dire vivere in una città come Genova e giocare in una squadra come il Genoa. Sono privilegiati: se lo capiscono, il resto passa tutto in secondo piano e viene da solo. Altrimenti diventa un problema”.


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