Dopo il successo all’esordio sul Crotone, seconda conferenza stampa della vigilia per il tecnico rossoblu Rolando Maran. La notizia che su tutte ha aperto la conferenza è legata alla positività di Mattia Perin al Covid-19. Sarà assente col Napoli e tutta la squadra, prima di partire per la Campania, si sottoporrà a nuovi test per accertare eventuali altri positivi. Si attendono in tal senso comunicazioni ufficiali e lista dei convocati.

Com’è la situazione convocati?

“Gli indisponibili sono Criscito, Cassata, Jagiello e Sturaro. Si aggiunge questa mattina Perin positivo al tampone. Asintomatico? Dovete parlare col dottore. Durante l’allenamento non era qua al campo, ma a casa con un po’ di febbre. La rottura di scatole è che Mattia non può essere della partita. Onestamente l’ho saputo pochi minuti fa. I ragazzi si sono allenati bene, spingendo e con serietà, anche dopo averlo saputo. Seguiremo tutti i protocolli che ci sono d seguire e rivedremo un po’ l’organizzazione nei minuti successivi alla conferenza. Il secondo portiere chi sarà? Sarà Marchetti”. 

Il fatto che Marchetti non giochi una gara da due anni la preoccupa? Può pesare?

“Il fatto che un giocatore come Federico non sia sceso in campo negli ultimi due anni mi interessa relativamente. Anche stamattina ha fatto due interventi incredibili. È un giocatore che ha un’applicazione quotidiana straordinaria e ho grandissima fiducia in ciò che farà Federico. Il fatto che non scenda in campo da tanti anni deve essere uno stimolo, non un problema”. 

Squadra che vince non si cambia oppure qualcosa cambierà?

“Come ogni settimana, mi tengo le ultime ore per poter decidere, e mai come questa volta mi tengo gli ultimi minuti per decidere. Non è una fissa che squadra che vince non si cambia: sino alla fine valuterò tutte le opzioni. Affronteremo una squadra tra le più rodate del campionato, che ha cambiato un solo giocatore e ne ha inserito un altro di grandissima qualità che è il più importante in termini economici della storia del Napoli. Una squadra scomoda, con un allenatore che stimo: al di là di chi scenderà in campo, servirà una prestazione maiuscola, una gara di grande coraggio, con voglia di essere sempre fastidiosi portando in campo un’identità ben precisa. Avremo difficoltà in più rispetto all’ultima partita”.

Mai come quest’anno calciomercato e campo viaggiano paralleli. A che punto siete? Questo scenario condiziona i giocatori e condiziona lei?

“Noi addetti ai lavori siamo a abituati a conviverci, ma ovvio che non è una situazione ottimale: avremmo già voluto chiudere tutto quanto. Ormai è una situazione a cui siamo abituati e con la quale dobbiamo convivere, senza farla diventare un alibi. Se mi metto a discutere su questo aspetto, non mi concentro sugli allenamenti e perdo solo del tempo. Abbiamo un percorso ancora lungo da fare e il fatto che siamo partiti bene è un buon segnale, una cosa bellissima che ci dà modo di lavorare col morale giusto. Ma la sera è molta ancora da fare. Concentriamoci sul lavoro quotidiano, sulle partite che verranno di volta in volta e sul dimostrare di volta in volta il nostro miglioramento”.

Il nome di Balotelli circola molto: ne avete parlato?

“Sarei un pazzo, con le problematiche che abbiamo e non in ultimo quella di Perin, a parlare del resto prima di una partita così importante. Farei un errore enorme se andassi su altri discorsi: li farà chi di competenza. Io devo pensare alla squadra e a fare arrivare questi ragazzi nella maniera migliore a una sfida difficile. E visto che vogliamo mostrare un’identità ben precisa, abbiamo bisogno di tutte le energie, di tutto il sacrificio, il coraggio, la forza. Vogliamo fare passi avanti e farli su un campo così sarebbe un bel segnale: andiamo alla ricerca di questo segnale”. 

Quanto è importante per Destro ritrovare la fiducia del gol?

“È sicuramente importante. Quando settimana scorsa vi dicevo che Mattia stava lavorando in maniera molto seria, intendevo che aveva riacquistato il piacere di andare a prendersi qualcosa. Dirlo dopo una prestazione mi torna facile. Per un attaccante ritrovare il gol e avere fiducia in sé stessi, come nei compagni che sentono che sei un giocatore che può rompere le palle agli altri, è importante. Ciò che auspico è che tutti i miei giocatori sentano questa fiducia. E la fiducia non è mia, bensì loro”.

Domani può esserci spazio dall’inizio per Luca Pellegrini, magari con Zappacosta dirottato a destra?

Determinati meccanismi li conosceva già, ma devo valutare in funzione di ciò che abbiamo provato. Tutti devono essere pronti a giocare e Luca mi dà un’opzione in più da poter utilizzare. È con me da poco, la sua condizione deve crescere, ma ha già fatto una buona settimana”.

Visto il tridente del Napoli, potrà essere un’opzione schierare una difesa a quattro. Oppure meglio avere i quinti che arretrano come Zappacosta e Pellegrini?

“I numeri lasciano il tempo che trovano. Nel mettersi in campo, analizzando situazione per situazione, trovi l’efficacia di affrontare una squadra in un modo o nell’altro. Non sono i tre, quattro, cinque che possono modificare un atteggiamento di squadra . Bisogna fare vedere la nostra identità anche a Napoli perché significa crescita. Dobbiamo essere bravi a dimostrare questa crescita attraverso la nostra identità. Sicuramente dovremo essere bravi ad avere degli accorgimenti, a limitare un avversario così, ma sappiamo che nessuna squadra al mondo è invincibile. Con questa testa e questo coraggio dovremo andare in campo, sapendo che è sempre tutto nelle nostre mani”. 

Come sta andando il suo approccio con la dimensione Genoa?

“Bluffare non serve. Vi dico la verità: quando sono arrivato, ho trovato un ambiente un po’ scarico. Un ambiente che soffriva molto. Ripartire i primi giorni non è stato semplice. Via via, però, questo aspetto è diventato fra quelli che ha dato più slancio. Ritrovare la voglia di scendere in campo, sudare, credere in qualcosa, in queste settimane ha dato grandissimo slancio. Ciò che all’inizio sembrava una cosa negativa, adesso sta diventando positiva. Di ciò sono felice e contento. Chiaro che dobbiamo metterci ancora fatica e sudore, ma ho visto un cambiamento radicale rispetto ai primi giorni in cui sono arrivato”. 


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