Si apre attraverso le pagine dei giornali sportivi la giornata che dovrebbe assicurare alla Serie A una sua data di ripartenza. “Facciamo 13” è il titolo scelto dal Corriere dello Sport riferendosi alla data prevista per i recuperi della 26esima giornata. “Brivido calcio” quello riportato dalla Gazzetta dello Sport, che evidenzia come alla vigilia della decisione finale di Governo e Comitato Tecnico-Scientifico ci sia stata la notizia di un sospetto positivo nello staff del Bologna. Non si tratta di Mihajlovic, tuttavia la squadra felsinea potrebbe essere costretta a due settimane di isolamento e quarantena, come previsto dal protocollo. Tuttosport, poi, si concentra sulle dichiarazioni del presidente FIGC Gravina che chiede di tornare in campo non soltanto perché si sono già persi 500 milioni di euro, ma anche perché tornerebbero in campo 100 milioni di lavoratori e quasi un milione e mezzo di tesserati.

Il capitolo più caldo resta quello della quarantena. Per adesso un caso di positività impone al gruppo-squadra un isolamento forzato di almeno due settimane, ma nei giorni prossimi si potrebbe tornare a ragionare di un modello “alla tedesca”, con l’eventuale caso di positività che andrà considerato come un semplice infortunato senza inficiare il percorso di allenamenti e partite del resto della squadra. Da smuovere il CTS, che sul tema si è rivelato sin qui inflessibile.

Premessa fondamentale saranno i controlli clinici costanti, con un tampone a 48 ore dalla partita ufficiale. Sul tema oggi si esprime uno dei virologi divenuti più famosi da quando è scoppiata l’epidemia da Covid-19, Fabrizio Pregiasco, che al Corriere dello Sport spiega, in merito alla possibile riduzione ad una settimana del periodo di quarantena, come “l’auspicio è che le curve epidemiologiche e il numero dei contagi continuino a calare in modo che il problema si risolva da solo. Ma di certo stiamo parlando di persone al momento tra le più monitorate d’Italia e forse a livello interazionale, nemmeno i medici italiani sono stati sottoposti a tanti controlli“.

A fare muro sull’attuale protocollo è soprattutto la Lazio (su cui è piombato il caso Zarate, tanto che questa mattina il Corriere della Sera parla di tre milioni che il calciatore e il suo agente dovrebbero ancora ricevere dal presidente Lotito) attraverso il proprio medico sociale, che ha ribadito di non voler mandare in quarantena cinquanta persone sane.

All’interno dei quotidiani sportivi, poi, tornano anche il caso Balotelli (avrebbe abbandonato la chat del Brescia e si sarebbe presentato agli allenamenti fuori forma, deludendo soprattutto Cellino) e la questione dei diritti tv. Se DAZN e Img non hanno richiesto sconti, ma hanno promesso che pagheranno, il vero braccio di ferro è quello con Sky. Sono ben 9 club su venti in Serie A, scrive stamane il Corriere dello Sport, ad aver già fatto emanare decreti ingiuntivi direttamente dagli istituti di credito, dai quali si erano fatti anticipare i soldi. Si tratta di un problema di liquidità diffuso nel massimo campionato italiano.


GLI APPROFONDIMENTI SUL GENOA

GAZZETTA DELLO SPORT – All’interno della Gazzetta dello Sport, in un breve trafiletto, si parla di “Grifone elettrico” e “ritmi al top“, ovvero sia della situazione in cui mister Nicola ha ritrovato i suoi giocatori, in “eccellente condizione atletica“. Tutti, nessuno escluso, nonostante i mesi di chiusura tra le mura di casa. La ripartenza ha già premuto sull’acceleratore.

REPUBBLICA – L’edizione genovese di Repubblica resta sul tema e parla di un Genoa che copia il “modello Premier” fatto di abolizione delle doppie sedute e di preparatori atletici che preparano lavori personalizzati sulla base delle risposte fisiche dei singoli atleti. La scelta è stata quella di non forzare subito i lavori, procedendo gradualmente cercando di individuare in una rosa lunga la chiave per poter tornare ad affrontare le partite ravvicinate che il calendario proporrà.

SECOLO XIX – L’edizione odierna del Decimonono parla contestualmente di Genoa e Sampdoria coi loro “finali tristi“, illuminati e resi meno mesti dalla presenza dei due tecnici, Nicola e Ranieri. La motivazione di questo titolo risiede nel fatto che, malgrado l’entusiasmo di poter tornare a rivedere in campo le due genovesi, c’è anche timore per i finali di stagione degli anni passati che hanno riguardato Genoa e Sampdoria. Questo finale nasconde tante insidie e “ci sarà da pedalare”: il bicchiere mezzo pieno lo si può vedere rivolgendo lo sguardo ai due tecnici in panchina, Davide Nicola e Claudio Ranieri.


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