Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto all’ora di cena in merito al nuovo DPCM che da lunedì prossimo consentirà la riapertura delle attività in Italia.

Entriamo a pieno regime nella Fase 2. Abbiamo ultimato il DPCM con le norme attuative di questo decreto legge. Affrontiamo questa fase con voglia di ricominciare, ma con prudenza. I dati della curva epidemiologica sono confortanti e ci confermano che gli sforzi collettivi sin qui fatti hanno prodotto i risultati attesi. È sceso il numero di contagiati, di malati, di decessi, e aumentato quello dei guariti. Abbiamo inoltre potenziato le nostre strutture ospedaliere, abbiamo nuovi posti in terapia intensiva e sub-intensiva, e abbiamo incrementato i controlli attraverso tamponi e test sierologici e stiamo per testare la app “Immuni”.

Siamo nella condizione di attraversare questa Fase 2 con fiducia e senso di responsabilità. In questo nuovo percorso non saranno meno importanti il dialogo e la collaborazione con ANCI e Regioni. Dovranno assumersi le loro responsabilità. Abbiamo predisposto un piano nazionale di monitoraggio e si baserà su flussi informativi quotidiani da parte delle regioni: dovranno essere puntuali e specifici. Ci consentiranno di tenere sott’occhio la curva epidemiologica e, in caso di necessità, di intervenire con misure mirate e precise in luoghi circoscritti. Le Regioni collaboreranno per applicare e fare rispettare distanziamento e regole in tutte le attività: per questo le abbiamo coinvolte e hanno elaborato protocolli che assicurino condizioni di sicurezza per tutte le attività”.

Stiamo affrontando un rischio calcolato, nella consapevolezza – e lo dico molto sinceramente – che la curva epidemiologica potrà tornare a salire. I nostri principi restano però gli stessi: il primo fra tutti è la tutela della vita e della salute dei cittadini, valori non negoziabile, ma da declinare diversamente in questa Fase 2. Stiamo affrontando questo rischio e dobbiamo accettarlo altrimenti mai potremo ripartire: dovremmo attendere l’arrivo e la distribuzione di un vaccino. Ci ritroveremmo con un tessuto produttivo, economico e sociale fortemente danneggiato. Servirà cautela da parte di tutti, in particolare da parte della Regione Lombardia che si trova ancora in una fascia di rischio moderata, con saturazione ancora abbastanza alta delle terapie intensive, sebbene in discesa”.

COSA CAMBIA DAL PROSSIMO LUNEDÌ – “Da lunedì ci si sposterà all’intento della Regione senza nessuna limitazione, quindi via le autocertificazioni. Significa uscire di casa senza più giustificare le ragioni dello spostamento. Si potrà andare dove si vuole e riprenderà anche la vita sociale, così come gli incontri con gli amici. Rimane naturalmente il divieto di uscire di casa per chi è affetto dal virus, per chi viene posto in quarantena e per chi ha sintomi riconducibili al Covid-19 e dovrà restare al domicilio. Rimane vietato creare assembramenti di persone in luoghi pubblici e andranno rispettate le distanze di un metro e di portare sempre con sé le mascherine, da indossare obbligatoriamente in determinati luoghi e, preferibilmente, al chiuso e anche all’aperto nell’eventualità vi sia il rischio o l’impossibilità di rispettare le distanze.

Da una Regione all’altra ci si può spostare per le ragioni già note: esigenze lavorative , assoluta urgenza o motivi di salute. Questi spostamenti resteranno limitati sino al 3 giugno. In prossimità di questa scadenza valuteremo se i dati continueranno ad essere incoraggianti e potremo tornare a muoverci in tutta Italia, da una regione all’altra, senza limitazioni. E sempre dal 3 giugno sarà possibile spostarsi anche tra stati europei, senza quarantena obbligatoria per chi arriva in Italia: creerà una premessa alla ripresa del turismo”.

Dopo una lunga elencazione delle attività che ripartiranno da lunedì 18 maggio in ottemperanza a precise linee guida condivise anche dalle Regioni (clicca QUI per saperne di più), il Presidente del Consiglio annuncia ulteriori novità. “Riprendono le celebrazioni liturgiche: si è fatto un grande lavoro con CEI e altre comunità religiose. Si dovranno rispettare le misure anti-contagio. Riprendono anche gli allenanenti degli sport di squadra, quindi anche del calcio, e riaprono anche i musei. Dal 25 maggio abbiamo programmato la riapertura di palestre e centri sportivi. Dal 15 giugno riaprono cinema, teatri e sarà a disposizione dei nostri bambini un ventaglio di offerte a carattere ludico-ricreativo: anche in questo caso le regioni saranno libere di ampliare o restringere queste misure. Per le persone con disabilità abbiamo predisposto “.

Stiamo procedendo poi alla ripartire delle attività produttive con prudenza e gradualità. Io sono consapevole che per molti la riapertura non coinciderà automaticamente con la ripresa economica e che le difficoltà economiche e il disagio sociale non scompariranno di colpo una volta riaperti negozi, bar, ristoranti, studi professionali. Nei giorni scorsi ho incrociato spesso per strada la scritta “senza aiuti non potremo riaprire“. Sono consapevole che il Decreto Rilancio, nonostante la cifra considerevole di 55 miliardi, non può essere la soluzione a tutti i problemi sociali ed economici che stiamo vivendo. Stiamo però dando una mano a chi deve ripartire attraverso il meccanismo del ristoro, con una cifra da duemila a 40mila euro, con taglio di IRAP e TOSAP. Con questa manovra in gettiamo un ponte per contenere l’impatto di questa crisi e introduciamo misure importanti per costruire il nostro futuro per finanziare scuola e ricerca.

Questa emergenza sta assorbendo tutti per energie morali ed economiche, ma non è il momento di riprendere fiato: ora più che mai dobbiamo correre e fare correre l’economica del nostro Paese. Senza tregua ci dedicheremo nelle prossime ore al Decreto sulle semplificazioni, e contemporaneamente lavorerà al piano europeo dei nuovi strumenti finanziari di contrasto a questa emergenza. Subito dopo inizieremo a rendere più rapidi passaggi di alcuni procedimenti amministrativi e programmare interventi a più ampio respiro investendo sull’Italia che vogliamo: più verde, più digitale e più inclusiva“.


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