Pochi giorni fa aveva rispedito al mittente alcune domande di chi gli domandava cosa ne pensasse dell’emergenza coronavirus. Oggi Jurgen Klopp, allenatore del Liverpool, che più di qualche segnale di fastidio per la gara a porte aperte di Anfield Road lo aveva palesato anche in diretta televisiva prima del fischio d’inizio in Champions League (non aveva battuto il cinque ai tifosi che glielo chiedevano dalle tribune, ndr), ha voluto lanciare un messaggio ai tifosi del Liverpool e all’intero mondo del calcio – e non solo – attraverso il sito dei Reds. “Nessuno di noi in questo momento sa quale sarà il risultato finale, ma come gruppo dobbiamo credere che le autorità possano prendere decisioni basate su decisioni e moralità solide”.

“Non credo che questo sia un momento in cui i pensieri di un allenatore di calcio dovrebbero essere importanti, ma capisco che lo siano per i nostri tifosi che vogliono sentirli dalla squadra e quindi lo farò. Innanzitutto, tutti noi dobbiamo fare tutto il possibile per proteggerci a vicenda. Nella società intendo. Sarebbe il caso di farlo in ogni momento della vita, ma in questo momento penso che sia più importante che mai.

Ho già detto altre volte che il calcio appare sempre come la cosa più importante tra le cose meno importanti. E oggi le partite di calcio non sono affatto importanti.

Naturalmente non vogliamo giocare di fronte a uno stadio vuoto e non vogliamo sospendere partite o competizioni, ma se ciò aiuta un individuo a rimanere in salute – anche solo uno – non facciamo domande. Se è una competizione tra calcio e benessere della società nel suo complesso, non c’è competizione. Davvero, non ce n’è.

La decisione e l’annuncio di oggi (la sospensione della Premier League, diventata ufficiale in mattinata) sono stati presi con l’obiettivo di proteggere le persone. Per questo motivo li supportiamo in tutto e per tutto. Abbiamo visto ammalarsi i membri delle squadre contro cui competiamo. Questo virus ci sta dimostrando che essere parte del mondo del calcio non offre immunità. Ai nostri avversari che sono colpiti e a quelli che in seguito lo saranno: siete nei nostri pensieri e nelle nostre preghiere.

Nessuno di noi in questo momento sa quale sarà il risultato finale, ma come gruppo dobbiamo credere che le autorità possano prendere decisioni basate su decisioni e moralità solide.

Sì, sono il manager di questa squadra e di questo club e quindi ho una responsabilità di leadership in merito al nostro futuro in campo. Ma penso che allo stato attuale, con così tante persone in giro per la nostra città, la regione, il paese e il mondo che affrontano ansia e incertezza, sarebbe del tutto sbagliato parlare di qualsiasi cosa oltre a consigliare alle persone di seguire i consigli degli esperti e prendersi cura di se stesse e degli altri.

Il messaggio del team ai nostri sostenitori riguarda solo il vostro bene. Mettete la vostra salute al primo posto. Non correte alcun rischio. Pensate alle persone più vulnerabili nella nostra società e agite con compassione per loro. Per favore, prendetevi cura di voi stessi e guardatevi l’un l’altro.

Non camminerete mai soli,

Jürgen”


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